In questo contesto di segnali contrastanti, invitiamo gli investitori a rimanere prudenti. Vincent Mortier, Group Chief Investment Officer, e Matteo Germano, Deputy Group Chief Investment Officer, di Amundi 

 

I mercati azionari hanno metabolizzato in generale le turbolenze di marzo. Ma il settore delle banche regionali statunitensi rimane evidentemente sotto pressione e non evidenzia segnali di ripresa. I mercati obbligazionari stanno iniziando a ritenere più probabile l’ipotesi di una recessione negli Stati Uniti e l’eventualità che la Fed inizi a tagliare i tassi di interesse già a partire da quest’anno per via del rallentamento delle tensioni inflazionistiche. Sul fronte degli utili, invece, le aspettative dei mercati rimangono eccessivamente ottimistiche, segnalando un disallineamento tra i rischi di recessione scontati dalle obbligazioni e le attuali valutazioni delle azioni.

In questo contesto di segnali contrastanti, pensiamo che non sia il momento di cambiare rotta: gli investitori dovrebbero rimanere prudenti. Le tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e la Cina, lo stress sui mercati finanziari e la fiducia sono gli altri elementi chiave da monitorare. Anche se non ravvisiamo problemi sistemici, le condizioni finanziarie sempre meno favorevoli stanno aumentando i rischi di ribasso che non sono prezzati dagli attivi rischiosi.

Ci attendiamo un debole outlook della crescita, con una recessione negli Stati Uniti, un’economia debole in Europa e una ripresa in Asia legata alla riapertura dell’economia cinese che non riuscirà però a compensare il rallentamento dell’economia statunitense perché fino ad ora è stata soprattutto l’economia cinese a beneficiare della ripresa del Paese. L’inflazione sta rallentando, ma rimane vischiosa in alcune componenti dei servizi. Tenendo conto di tutti questi fattori, abbiamo previsto a maggio un ulteriore rialzo dei tassi di 25 pb da parte della Fed che dovrebbe poi fare una pausa. Visto il recente inasprimento delle condizioni finanziarie, è infatti probabile che i suoi interventi saranno meno necessari. In Europa prevediamo altri rialzi dei tassi da parte della BCE perché l’inflazione continua a impensierire.

Pur mantenendo il loro atteggiamento prudente, gli investitori che intendono costruire un portafoglio resiliente dovrebbero prendere in considerazione il seguente approccio:

  • In ottica cross asset, una potenziale recessione degli utili negli Stati Uniti sottolinea la necessità di rimanere positivi sui Treasury statunitensi. Visto il contesto, gli investitori dovrebbero tuttavia valutare se spostare parte dei loro investimenti su obbligazioni con scadenze più brevi, che potrebbero beneficiare di una svolta della politica della Fed. Per quanto riguarda il credito, rimaniamo prudenti sulle obbligazioni High Yield, in misura ancora maggiore negli Stati Uniti, per via delle valutazioni eccessive. Persino nell’azionario, vi sono margini per un posizionamento più difensivo in Europa aggiustando le posizioni sui derivati, mentre ravvisiamo del valore in Cina. Gli investitori dovrebbero inoltre rafforzare le coperture e prendere in considerazione le valute ritenute dei porti sicuri (yen). Riguardo alle materie prime, l’oro offre delle opportunità, ma da un punto di vista tattico è saggio effettuare alcune prese di profitto.
  • L’inasprimento delle condizioni finanziarie e il peggioramento del contesto economico suggeriscono una view positiva, ma attiva, sulla duration statunitense. Siamo alla ricerca di opportunità in tutte le aree geografiche. Di conseguenza siamo leggermente difensivi sul Regno Unito e prudenti sui paesi europei core. Ma potremmo decidere in futuro di assumere un atteggiamento neutrale riguardo a questi ultimi. Sul Giappone abbiamo un atteggiamento difensivo. Mentre prevediamo un potenziale irripidimento della curva in Canada. Rimaniamo prudenti sulle obbligazioni High Yield sia negli Stati Uniti, sia in Europa. Un eventuale peggioramento dell’economia potrebbe pesare sui flussi di cassa e la liquidità potrebbe diventare un problema nel segmento High Yield. Notiamo anche pressioni sugli immobili non residenziali negli Stati Uniti e preferiamo gli immobili multi familiari agli uffici. Per quanto riguarda le obbligazioni Investment Grade, siamo positivi su alcuni titoli stabili e in grado di resistere alla volatilità generata dai tassi di interesse e dall’economia.
  • Le probabilità di una recessione negli Stati Uniti non sono ancora del tutto scontate dalle azioni e pertanto manteniamo il nostro atteggiamento prudente su Stati Uniti ed Europa. Siamo invece positivi sulla Cina, dove c’è stata una revisione al rialzo delle stime sulla crescita economica. Le azioni giapponesi potrebbero risentire del rafforzamento dello yen. Per quanto riguarda le valute, siamo ora neutrali/negativi sul dollaro statunitense.
  • Preferiamo in modo selettivo le obbligazioni dei Paesi emergenti in valuta locale come per esempio quelle messicane, per via del carry interessante e della stabilizzazione delle aspettative d’inflazione, e anche quelle indonesiane. Per quanto riguarda le obbligazioni in valuta forte, siamo focalizzati su quelle High Yield che presentano maggiori opportunità di rimbalzo. Anche le obbligazioni societarie dei paesi emergenti presentano valutazioni interessanti rispetto alle loro omologhe dell’UE o degli USA. Riguardo all’azionario, abbiamo un atteggiamento più costruttivo sul Brasile alla luce dell’approccio pragmatico del presidente Lula, ma seguiamo con attenzione i rischi relativi alle riforme fiscali.