Nvidia: il titolo chiude a +8,74% dopo una trimestrale che ha ribaltato quattro delusioni consecutive. Articolo tratto da Asset Intelligence – Il quotidiano fatto con l’AI

Dietro i numeri record, però, il nodo del “circular financing” non si scioglie: si rimanda. E il bilancio appena depositato alla SEC contiene i dati per capire perché
Per capire la portata della giornata di giovedì bisogna partire da dove Nvidia arrivava. Il titolo aveva infilato sette sedute consecutive di ribasso, la serie negativa più lunga dal 2022. E c’era un precedente scomodo: nonostante avesse battuto le stime degli analisti per otto trimestri di fila, il mercato aveva reagito con un calo nella seduta successiva ai conti in ciascuna delle ultime quattro occasioni, con una flessione media del 2,8%. Battere le attese, per Nvidia, era diventato la norma; sorprendere il mercato, un’altra cosa.
Ricavi oltre il doppio in un anno
Mercoledì sera, a Wall Street chiusa, la società ha pubblicato i risultati del secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027, chiuso il 26 luglio. Ricavi per 96,2 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto ai 46,7 miliardi dello stesso trimestre di un anno prima e nettamente sopra il consenso, fermo intorno a 92 miliardi. Utile per azione rettificato di 2,22 dollari, contro attese in area 2,08-2,09. È il quindicesimo trimestre consecutivo sopra le stime. Nel trimestre la società ha inoltre restituito agli azionisti 26 miliardi di dollari tra riacquisti di azioni proprie e dividendi.
Ma il trimestre chiuso, per quanto eccezionale, non è ciò che ha mosso il titolo. La vera notizia è arrivata dalla guidance: per la prima volta nella sua storia, Nvidia ha fornito una previsione sull’intero esercizio successivo con un anticipo simile, indicando per l’anno fiscale 2028 una crescita dei ricavi di circa il 70%. Wall Street si aspettava il 44-45%. È la distanza tra questi due numeri, 25 punti percentuali di crescita che il mercato non aveva prezzato, a spiegare la seduta di giovedì.
I commenti di Huang
Il fondatore e amministratore delegato Jensen Huang ha rincarato: la domanda effettiva sarebbe superiore a quel 70%, ed è la capacità produttiva a fare da tetto. «L’intera catena di fornitura è sotto pressione, tutti stanno andando a pieno regime», ha detto durante la conference call, sostenendo che l’intelligenza artificiale «ha raggiunto il suo punto di svolta»: i suoi token, ha argomentato, sono ormai produttivi e redditizi, e dove un anno fa c’era un solo laboratorio a trainare lo sviluppo oggi c’è
Il mercato ha risposto. Il titolo ha chiuso la seduta di giovedì in rialzo dell’8,74%, trascinando il Nasdaq a +1,57% e riportando l’intero comparto dei semiconduttori (da AMD a Micron a Broadcom) in territorio ampiamente positivo. L’Europa, meno esposta alla tecnologia, non ne ha beneficiato allo stesso modo: le principali piazze hanno chiuso in calo, con la sola eccezione di Francoforte, sostenuta da SAP e Infineon.
La seconda metà della storia: chi finanzia chi
Fin qui il trionfo. Ma nella stessa conference call la direttrice finanziaria Colette Kress ha pronunciato una frase che merita di essere presa sul serio proprio perché la società ha sentito il bisogno di pronunciarla: «Riconosciamo la portata di questo sostegno, e sappiamo che alcuni lo chiameranno circular financing. Noi la vediamo diversamente».
Il “sostegno” in questione è l’intreccio, sempre più fitto, tra Nvidia e i bilanci dei suoi stessi clienti. La società ha investito quasi 50 miliardi di dollari nei laboratori di frontiera dell’intelligenza artificiale (OpenAI e Anthropic in testa) e a inizio agosto ha annunciato, insieme ad Apollo, BlackRock, Blackstone, Goldman Sachs e KKR, un pacchetto da 500 miliardi di dollari di finanziamenti destinati all’infrastruttura AI: denaro che i clienti potranno usare, in ultima analisi, per comprare prodotti Nvidia. A questo si aggiunge un’esposizione massima in garanzie dichiarata di 108,5 miliardi di dollari, in gran parte legata al supporto creditizio per il campus di SB Energy in Ohio, che ospiterà capacità di calcolo destinata in leasing a OpenAI.
Una volta per generazione
L’accusa di circolarità è presto spiegata: se Nvidia fornisce ai clienti — direttamente o orchestrando il credito altrui — le risorse con cui questi acquistano i suoi chip, una parte dei suoi ricavi è alimentata da capitale che lei stessa ha messo in circolo. Huang ha respinto la lettura, definendo OpenAI e Anthropic «aziende che capitano una volta per generazione» e spiegando che le startup dell’AI hanno bisogno di decine di miliardi prima di diventare redditizie: «Vogliamo essere il loro investitore, il loro sostenitore, il loro partner. L’unico rimpianto è non avere investito prima e di più».
Wall Street, sul punto, è divisa. Vivek Arya di Bank of America ha letto il pacchetto con le grandi banche come un passo nella direzione giusta: un allontanamento dal vendor financing diretto, cioè proprio dalla pratica che aveva attirato le accuse di circolarità. Altri analisti, come riportato dalla CNN, si chiedono cosa accadrebbe se i clienti finanziati non ottenessero ritorni adeguati dalle infrastrutture costruite: in quello scenario Nvidia perderebbe due volte, i ricavi futuri e il capitale investito. Un dettaglio giuridico alimenta lo scetticismo: il pacchetto da 500 miliardi è composto, ad oggi, da memorandum d’intesa non vincolanti. E il precedente non è rassicurante: l’accordo da 100 miliardi con OpenAI annunciato lo scorso anno — quello che per primo accese i timori di circolarità — non si è mai materializzato.
I numeri del bilancio: la concentrazione accelera
Il dibattito rischia di restare filosofico (è una bolla o non lo è?) se non lo si ancora ai numeri di bilancio. E il modulo 10-Q depositato alla SEC per il trimestre chiuso il 26 luglio ne contiene due che spostano la discussione sul terreno contabile.
Il primo riguarda i crediti verso clienti. Al 26 luglio 2026, cinque clienti diretti rappresentavano da soli il 70% del saldo crediti di Nvidia (rispettivamente il 22%, 14%, 13%, 11% e 10%). Al 25 gennaio, chiusura dell’esercizio precedente, i clienti sopra la soglia di rilevanza erano tre, per un totale del 56%. Il salto di quattordici punti è avvenuto in sei mesi, non in un anno: la concentrazione non è solo alta, sta accelerando. Nello stesso documento la società precisa che, mentre il pagamento è di norma dovuto poco dopo la consegna, in certi casi ha concesso, e potrà concedere in futuro, termini di pagamento estesi, da 90 giorni fino a un anno, per assistere i clienti nelle grandi costruzioni di data center.
Nvidia qualifica questi clienti come investment-grade, una precisazione difensiva che va riportata; resta il fatto che tra questi figurano gli hyperscaler la cui generazione di cassa è sotto pressione proprio per la spesa in AI: Google, nell’ultimo trimestre, ha registrato il primo free cash flow negativo dalla quotazione del 2004.
Il secondo numero riguarda il magazzino. Le scorte totali sono passate da 21,4 a 31,6 miliardi di dollari in sei mesi, con le materie prime quasi triplicate da 3,8 a 11,3 miliardi. Anche qui le letture possibili sono due, e oneste entrambe. Nella lettura rialzista, è la conferma materiale delle parole di Huang: se la domanda supera il 70% di crescita e il collo di bottiglia è la fornitura, accumulare materie prime è esattamente ciò che un’azienda razionale fa per prepararsi a consegnare. Nella lettura scettica, un magazzino che cresce del 48% in sei mesi è capitale immobilizzato su una scommessa di domanda futura: se il ciclo di spesa in AI rallentasse, quelle scorte diventerebbero il primo posto in cui il rallentamento si vedrebbe, sotto forma di svalutazioni.
Che cosa guardare adesso
La giornata di giovedì ha detto una cosa chiara: il mercato, messo davanti a una guidance senza precedenti, ha scelto di credere a Huang. Ma i due indicatori da monitorare nei prossimi trimestri non sono i ricavi, che continueranno verosimilmente a battere le stime, bensì le due voci di bilancio meno raccontate: la concentrazione dei crediti e la traiettoria delle scorte rispetto alle consegne effettive. È lì, più che nei comunicati stampa, che si vedrà se il circolo è virtuoso o soltanto circolare.
Fonti: NVIDIA Form 10-Q per il trimestre chiuso il 26 luglio 2026 (SEC, Note 7); conference call sui risultati del Q2 FY2027 del 26 agosto 2026; Fortune; CNBC; CNN Business; Bank of America

