Il rally del Nikkei e la sua forte esposizione tecnologica nascondono in realtà una trasformazione profonda: da un lato la gestione attiva punta su selettività e titoli a forte valore aggiunto, dall’altro emergono driver interni e riforme strutturali capaci di trainare l’intero mercato giapponese oltre il solo settore dei semiconduttori.

I gestori intervistati da Fondi&Sicav concordano sul fatto che il Nikkei non rifletta pienamente la salute del mercato. Per questo motivo è indispensabile un approccio di gestione attiva e selettiva, orientato ai fondamentali anziché alla pura composizione dell’indice.

Per gestire la volatilità legata ai cicli dell’intelligenza artificiale e degli hyperscaler, i gestori adottano strategie diverse: c’è chi preferisce focalizzarsi esclusivamente sui leader globali della filiera tecnologica tramite rigorosi stress test, e chi adotta un approccio difensivo (strategia barbell) sottopesando i giganti del Nikkei, inserendo società a media capitalizzazione e sovrappesando i settori finanziari e domestici.

Il vero punto di svolta del Giappone non è più la sola tecnologia, ma un circolo virtuoso guidato da inflazione stabile, aumenti salariali, riforme della governance aziendale (focus su ROE, buyback e fine delle partecipazioni incrociate) e piani di investimento statali a lungo termine.

Mentre alcune visioni scommettono su target ambiziosi per l’indice grazie a utili in crescita a doppia cifra, l’attenzione resta alta sulla capacità delle aziende di mantenere il pricing power e sulla valorizzazione di un universo molto più ampio, come quello del TOPIX e delle PMI finora trascurate.

 

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