Mark Munro, Investment Director – Fixed Income di Aberdeen Investments e gestore dell’Aberdeen Short Dated Enhanced Income Fund

Entriamo nel 2026 con gli spread creditizi ai livelli più ristretti dall’inizio della crisi finanziaria globale.
Molte aree “risk-on” popolari, come l’high yield, i titoli subordinati del settore finanziario e il debito dei mercati emergenti, hanno registrato ottime performance negli ultimi 24 mesi.
Eppure i flussi verso i mercati obbligazionari continuano e l’elevato volume di emissioni già osservato all’inizio del 2026 sta incontrando una domanda enorme. Secondo JP Morgan, abbiamo avuto il secondo giorno più importante di emissioni corporate nella storia degli Stati Uniti e il giorno più importante di emissioni in Europa. Il motivo è che gli investitori sono ancora attratti dai rendimenti complessivi offerti, che restano al di sopra dei livelli medi degli ultimi 20 anni.

A questo si aggiunge il fatto che è improbabile un aumento dei tassi da parte della BCE quest’anno e che potrebbero esserci altri due tagli negli Stati Uniti, guidati da un nuovo presidente della Fed molto accomodante, il che rafforza ulteriormente la fiducia.
Dal punto di vista macro, la situazione in Europa è sostanzialmente stagnante, mentre gli Stati Uniti continuano a crescere grazie a ulteriori investimenti in IA. Vale la pena ricordare che una crescita storicamente bassa, nell’ordine dell’1-2%, rappresenta condizioni ideali per gli spread creditizi investment grade, cioè “né troppo caldi né troppo freddi”.
I fondamentali devono essere analizzati settore per settore, ma in generale sono in linea con quanto descritto a livello macro. Le banche stanno andando particolarmente bene e il sentiment migliora in settori come il real estate. L’automotive affronta diverse sfide, con un indebolimento generale del trend creditizio, mentre chimica e materiali di base devono ancora uscire dalla fase di rallentamento. Maggiore attenzione sarà riservata al settore tecnologico, in particolare alla capacità di deliverance e al finanziamento dell’IA.
Dove ci porta tutto questo? Gli spread creditizi sono ristretti e possono restare tali ancora a lungo; ci aspettiamo che si mantengano in un range, con forse un leggero allargamento nei prossimi sei mesi. Ulteriore restringimento degli spread è possibile, ma non dovrebbe essere dato per scontato.
La duration è molto più difficile da prevedere rispetto all’anno scorso. I mercati prezzano ormai qualsiasi eventuale nuovo taglio dei tassi negli Stati Uniti. Le curve dei rendimenti potrebbero allungarsi leggermente nel nostro scenario base. La domanda quindi è: per quanto desideriamo accedere a rendimenti interessanti, quanto rischio siamo disposti a prendere? Quanta duration vogliamo davvero assumere per ottenerlo?
Investire in crediti a breve scadenza può ancora offrire un livello di rendimento interessante rispetto a cash e titoli governativi. Considerando l’ambiente e le valutazioni attuali, questa soluzione ha più senso su base rischio-rendimento. Negli ultimi mesi abbiamo ridotto l’esposizione all’high yield dal 17% a meno del 12% e aumentato cash e titoli governativi a breve termine dal 10% a quasi il 15%. Ciò consente di ridurre il rischio, mantenendo al contempo la capacità di aumentare l’esposizione se il sentiment sul rischio dovesse vacillare nei prossimi mesi.
In questo contesto di rischio leggermente inferiore, nel nostro portafoglio, continuiamo a preferire le banche e ci aspettiamo che il debito senior bancario sovraperformi di nuovo i titoli non finanziari nei prossimi mesi, così come utility e telecomunicazioni. I bond subordinati a breve scadenza, con call date entro due anni, rimangono interessanti. Continuiamo a ricercare le migliori opportunità nei mercati emergenti e in Asia, oltre a selezionare idee a basso rating BBB e BB per integrare il rendimento.
Tornando all’emissione nel settore tech, tema emerso nel Q4 dello scorso anno, UBS stima ora che quest’anno arriveranno 900 miliardi di dollari di emissioni dal settore, di cui il 60% sul mercato pubblico. Si tratta senza dubbio di numeri elevati, ma gestibili con brevi periodi di aggiustamento. Lo abbiamo visto recentemente, e ciò ci ha permesso di accedere a nuove emissioni di emittenti di alta qualità come Amazon e Google, a spread fino a 25 punti base più larghi rispetto alla chiusura del secondo semestre. La strategia si è finora orientata verso prese di profitto dalla sovraperformance dopo l’emissione e verso l’attesa del prossimo punto di ingresso.

