Mercati: incertezza la parola che meglio caratterizza lo scenario attuale. Karen Ward, chief market strategist Emea a J.P. Morgan Asset Management

“Ci sono molti aspetti in gioco e una raffica continua di colpi di scena politici” afferma Karen Ward, chief market strategist Emea a J.P. Morgan Asset Management, in occasione dell’incontro annuale con i media tenutosi nei giorni scorsi a Londra.

Mercato irrazionale o troppo compiacente?

Ward sostiene che i repentini cambi di rotta del mercato, legati a situazioni inattese, sono complessi da governare per un investitore e l’esperienza insegna che cercare di fare trading sulle notizie è molto rischioso: l’annuncio dei dazi del 2 aprile da parte della Casa Bianca è l’esempio eclatante di come il contesto possa diametralmente cambiare nell’arco di pochi giorni. La questione di fondo, tuttavia, è come si concilia l’attuale caos politico con l’andamento positivo dei mercati.

Secondo la stratega, più la situazione politica diventa caotica, più vengono varate misure di stimolo e ciò finisce per favorire la crescita. Lo si è visto accadere più volte: di fronte a situazioni critiche i governi hanno approntato misure di stimolo (vedi il caso degli Stati Uniti e della Germania) e le aziende hanno implementato consistenti investimenti a sostegno della nuova rivoluzione tecnologica. Questi due fattori hanno generato crescita e permesso un aumento degli utili societari. Negli Stati Uniti, il boom del mercato azionario sta sostenendo i consumi, mentre l’aumento dei prezzi dell’energia rappresenta un problema per un’Europa che quest’anno avrebbe dovuto conoscere una ripresa. Tuttavia, visto il continuo aumento della spesa dei governi, una questione a tendere si pone ed è relativo a quali saranno le decisioni future dei politici: salvaguarderanno i conti pubblici, e quindi gli interessi degli investitori in obbligazioni, o asseconderanno le richieste dei loro elettori?

L’incognita Medio Oriente

Il tema dell’energia è ovviamente l’incognita che pesa sulla crescita globale, ma Ward si dice convinta che con “la fine del conflitto nel Golfo dovrebbe essere prossima perché non è nell’interesse, sia degli Usa, sia dell’Iran, che continui. Un accordo dovrebbe essere raggiunto dalle parti in causa e ciò si tradurrebbe in un ritorno di ottimismo per una ripresa dell’economia europea”. Detto ciò, è innegabile che i timori di una ripresa delle attese inflative sia ciò che il mercato teme, ma la stratega ritiene che non si ripresenteranno le dinamiche del 2022, perché le condizioni sono differenti, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro che è rallentato.

Continua a investire

In questo scenario, il suggerimento che viene dato è di rimanere investiti e continuare a farlo, nonostante le notizie politiche, soprattutto negli attivi rischiosi perché, anche in questo caso, la storia ci ricorda come mantenere i propri risparmi in liquidità non sia una scelta saggia anche nelle fasi più delicate: 100 dollari investiti nel 2019 sarebbero diventati 187 se investiti in azioni, 122 in obbligazioni e sarebbero scesi a 95 se fossero stati lasciati sul conto corrente.

L’investimento in azioni, che negli ultimi 15 anni è stato dominato dalla supremazia delle aziende americane, nell’ultimo biennio ha visto un ritorno degli utili delle società a livello globale.  Certamente, la tecnologia è territorio degli Stati Uniti, ma non solo, e lo dimostra la catena del valore legata all’intelligenza artificiale dove gli utili delle aziende, dal settore dei semiconduttori a quello degli hyperscale, continua a offrire segnali positivi, allontanando la paura che si stia formando una bolla speculativa.

A tale proposito, come ha ricordato Ward, anche l’esposizione valutaria giocherà un ruolo importante nel contribuire alla performance di portafoglio: i cambiamenti nei flussi di capitale influenzeranno i cambi e il dollaro è atteso rimanere in una fase di debolezza. Per il reddito fisso la strategia è di cogliere le opportunità che vengono offerte, soprattutto là dove il mercato prezza un eccesso di pessimismo. Ma in una fase dove, l’incertezza rimane, è fondamentale proteggere il portafoglio dall’inflazione e gli asset alternativi possono essere la risposta a questa esigenza.