Mark Dowding, Fixed Income CIO, RBC BlueBay AM

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L’azione del Tesoro USA e il dilemma della Fed

Il Tesoro statunitense ha annunciato un piano straordinario di riacquisto di titoli di Stato a lunga scadenza (finanziato da passività a breve termine) dopo che i rendimenti a lungo termine hanno toccato i massimi da 20 anni. Scott Bessent intende contenere i costi di finanziamento per sostenere il mercato immobiliare e l’accessibilità dei mutui, rispondendo alle pressioni politiche in un momento di bassissimo gradimento per l’amministrazione Trump.

Mark Dowding

L’operazione imita un allentamento quantitativo (QE) ma su scala ridotta, fungendo da segnale politico in assenza di un risanamento fiscale. Tuttavia, gli interventi sui mercati (inclusi quelli coordinati sul cambio dello yen) offrono solo sollievo temporaneo se svincolati dai fondamentali.

La mossa del Tesoro complica il lavoro del Presidente della Fed, Kevin Warsh. I verbali della Fed indicano che molti membri del FOMC favorevoli a rialzi dei tassi nei prossimi mesi. Nonostante un rallentamento dei dati economici renda improbabile un rialzo a settembre (prezzato dai futures solo al 30%), la discussione della Fed resta orientata verso una stretta monetaria, in palese contrasto con gli interventi del Tesoro.

Questo disallineamento rischia di alimentando le aspettative d’inflazione, come dimostrano l’indebolimento del dollaro e il rally dell’oro. In questo scenario, le obbligazioni e gli swap indicizzati all’inflazione mantengono un profilo d’interesse favorevole rispetto al mercato nominale, che sconta un primo rialzo solo a gennaio 2027.

Settore tech, energia e mercati internazionali

Tecnologia ed emissioni: La volatilità guidata dall’IA resta estrema nei semiconduttori (con forti oscillazioni per la coreana SK Hynix). Nel mercato primario, la forte emissione di debito a lungo termine (>20 anni) da parte di hyperscaler come Alphabet (nuovo prestito da 5 miliardi di AUD) sta creando un eccesso di offerta di duration che appesantisce la curva dei rendimenti USA.

Regno Unito: I costi dei mutui aumentano e i prezzi delle case a Londra sono scesi del 4% nell’ultimo mese (fino al -30% dai picchi nel segmento di lusso). Sebbene l’inflazione UK sia prevista oltre il 4% nel Q4, la Bank of England dovrebbe limitarsi a un solo rialzo dei tassi nel prossimo anno per non gravare ulteriormente sul mercato immobiliare. Un’eventuale revisione del sistema di calcolo delle bollette elettriche potrebbe dare sollievo ai prezzi.

Giappone ed Europa: In Giappone i rendimenti a lungo termine sono saliti; il governo tenta di limitare l’impatto riducendo l’emissione di JGB lunghi e ipotizzando sgravi fiscali per il retail. I JGB a 30 anni attorno al 4% mostrano un valore interessante.

Valute e Materie prime: L’uso del dollaro come strumento politico e l’incertezza legata alla Casa Bianca favoriscono la diversificazione da parte delle banche centrali a vantaggio dell’oro. Per quanto riguarda le posizioni operative, è stata aumentata l’esposizione sul fiorino ungherese per cogliere opportunità di convergenza nell’UE.