Tecnologici: l’Economic Team di Payden & Rygel mostra l’impatto di software e accessori informatici sull’inflazione PCE core

 

inflazione, Euro

L’inflazione core relativa alle spese per consumi personali (PCE) è passata dal 2,8% su base annua di ottobre 2025 al 3,3% di aprile 2026. Analizzando le principali componenti dell’inflazione core — beni, servizi abitativi e non — emerge come quasi l’intera accelerazione registrata negli ultimi sei mesi sia riconducibile ai beni. La causa non sono i dazi né il petrolio, bensì il comparto “software e accessori informatici”.

 

Nonostante rappresenti appena il 5% dell’indice dei beni core, questa categoria ha infatti contribuito per il 60% all’inflazione dei beni core negli ultimi sei mesi, registrando i rincari più significativi di sempre. Il picco dei prezzi riflette uno squilibrio estremo tra domanda e offerta, trainato dalla crescente richiesta di capacità di elaborazione e di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

 

Nel breve periodo il fenomeno appare anomalo, ma la sua persistenza dipenderà in larga misura dall’evoluzione della componente dei servizi, che rappresenta la quota più rilevante dell’indice PCE core.

 

Un raffreddamento della crescita salariale potrebbe ridurre il potere d’acquisto delle famiglie, creando una dinamica di compensazione: qualora i redditi non tengano il passo con i prezzi tecnologici, i consumatori potrebbero dover riallocare la spesa tra beni tecnologici e consumi discrezionali, contribuendo così a contenere le pressioni inflazionistiche complessive.