Consolidamento Usa tale da evitare tagli da parte della Fed, inflazione elevata a lungo ed elevati livelli di debito pubblico. Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research di Invesco

Prevediamo tre rischi. In primo luogo, che l’economia statunitense si riveli così solida da indurre la Fed a non ritenere necessario un allentamento monetario. In secondo luogo, che un conflitto militare prolungato in Medio Oriente determini un aumento a lungo termine dei prezzi dell’energia e dell’inflazione, inducendo le banche centrali ad adottare una politica restrittiva anziché accomodante. Infine, gli elevati livelli di debito pubblico (e i consistenti disavanzi in alcuni paesi) potrebbero determinare un aumento dei rendimenti a lungo termine, forse aggravato dai rischi politici in paesi come il Regno Unito.

Negli ultimi tre anni le banche centrali hanno fornito un forte sostegno ai mercati finanziari, con rapidi cali dei tassi di riferimento. Tuttavia, la Banca del Giappone (BOJ) e la Reserve Bank of Australia (RBA) stanno attuando una politica restrittiva e diverse banche centrali europee potrebbero aver già raggiunto i propri tassi terminali. È importante sottolineare, tuttavia, che riteniamo che la Fed e la BOE siano ancora in fase di allentamento.

Il sostegno fiscale è disomogeneo

Gli impulsi fiscali previsti, delineano un quadro contrastante per i prossimi due anni. Da un lato, si registra una pressione a livello mondiale per aumentare la spesa militare, mentre dall’altro vi è la necessità di un risanamento fiscale in molti paesi. Tra i paesi oggetto della nostra analisi, prevediamo che il Giappone assumerà un ruolo di primo piano.

Il Primo Ministro Takaichi dispone ora di una maggioranza qualificata alla Camera bassa del Parlamento, il che le consentirà di attuare il rilancio fiscale auspicato. Ciò comprenderà la spesa per la difesa, il sostegno al settore tecnologico e tagli alle imposte sui consumi. Prevediamo una ripresa dell’economia nella seconda metà del 2026 e nel 2027. Sebbene la Germania stia avviando un programma simile di sostegno fiscale e la maggior parte dei paesi europei stia aumentando la spesa militare, l’impulso fiscale a livello di Eurozona è limitato, a causa del previsto risanamento in Francia, Italia e Spagna.

Allo stesso modo, il governo britannico sta cercando di raggiungere i propri obiettivi di riduzione del debito, accelerando al contempo l’aumento della spesa militare. Negli Stati Uniti, sebbene il bilancio per il 2026 abbia impedito alcuni aumenti fiscali che avrebbero dovuto verificarsi, prevediamo un impulso fiscale limitato rispetto al 2025.