Le strategie di investimento passive erano particolarmente adatte a un contesto caratterizzato da un basso rischio geopolitico. Marc Seidner, CIO Strategie non tradizionali e Pramol Dhawan, Head of Emerging Market Portfolio Management di Pimco

Il contesto pre conflitto non esiste più. Al suo posto si è creato un ambiente in cui il rischio è distribuito in modo disomogeneo, dando vita a chiari vincitori e vinti tra paesi, settori e asset class.
Per orientarsi in questo contesto di dispersione occorre flessibilità: la capacità di ruotare, adeguarsi e sfruttare le dislocazioni che un indice passivo, per sua stessa natura, non è in grado di cogliere. A nostro avviso, gli approcci agili e multisettoriali sono quelli più adatti a questo contesto, in cui sarà di fondamentale importanza valutare il rischio in modo oggettivo.
Con l’impennata dell’inflazione, azioni e obbligazioni hanno subito un calo simultaneo, le correlazioni tra le diverse asset class sono aumentate vertiginosamente e la diversificazione sembrava svanire proprio nel momento in cui era più necessaria.
La differenza fondamentale tra allora e oggi risiede nel livello di partenza dei rendimenti. Oggi i rendimenti obbligazionari sono molto più elevati rispetto al 2022, offrendo agli investitori un margine di sicurezza ben maggiore.
Strumenti mirati per la copertura dall’inflazione
Da quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente, l’inflazione è stata una delle principali preoccupazioni dei mercati, mettendo in evidenza il ruolo che le obbligazioni inflation-linked possono svolgere nei portafogli. Negli Stati Uniti, ad esempio, i Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) possono rappresentare uno strumento efficace. Tuttavia, essi sono talvolta oggetto di critiche nei periodi di volatilità: quando i rendimenti reali (corretti per l’inflazione) aumentano, i prezzi dei TIPS a più lunga scadenza possono comunque diminuire a causa del rischio di tasso d’interesse, anche se i rischi di inflazione aumentano.
Gli approcci che privilegiano l’esposizione a obbligazioni inflazion-linked a breve scadenza e strumenti più mirati, come gli swap sull’inflazione, possono rafforzare le caratteristiche di copertura contro l’inflazione dei portafogli. Ciò consente di isolare meglio la mitigazione dell’inflazione, gestendo al contempo la sensibilità alle variazioni dei rendimenti.
Negli ultimi due mesi, un’asset class si è comportata sostanzialmente come suggerirebbe la teoria: le materie prime, che hanno registrato forti oscillazioni di prezzo e spesso rialzi marcati con l’aumentare delle aspettative di inflazione.
È importante sottolineare che un’elevata volatilità a breve termine tende a ridefinire i premi per il rischio, ossia la remunerazione che gli investitori ricevono per rischi specifici. Nel settore delle materie prime, ciò ha creato enormi opportunità a lungo termine, in particolare per gli investitori concentrati sul valore relativo – ad esempio, lungo le curve delle materie prime e nelle relazioni tra le diverse materie prime – piuttosto che su scommesse direzionali.
Per rafforzare la resilienza, gli investitori dovrebbero costruire portafogli in grado di adattarsi sia agli shock episodici sia ai cambiamenti strutturali in un contesto di mercato sempre più influenzato dalla geopolitica.
Su orizzonti temporali brevi, specialmente durante i periodi di stress, le correlazioni tra le diverse asset class possono apparire distorte e la diversificazione può sembrare un obiettivo irraggiungibile. Tuttavia, quando i portafogli sono costruiti per garantire la resilienza a lungo termine, la diversificazione può tornare a manifestare i propri benefici.
Le strategie multisettoriali flessibili – fondi obbligazionari dinamici e portafogli orientati al reddito – sono state concepite proprio per il contesto attuale. Queste strategie possono sfruttare la dispersione dei rendimenti, perseguire una mitigazione mirata dell’inflazione e cogliere opportunità di valore relativo.
Questo è un mondo che premia chi sa adattarsi e penalizza la rigidità. Oggi la flessibilità non è solo una caratteristica di una buona costruzione del portafoglio. È la strategia stessa.

