Nel complesso, la roadmap delle banche centrali resta incerta. Per gli investitori questo significa muoversi in un contesto in cui la visibilità resta limitata. Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments

banche centrali

La Fed, la BCE e la Bank of Japan (BoJ) hanno tutte alzato i tassi, mentre la Bank of England (BoE) è rimasta ferma, pur segnalando che un ulteriore inasprimento potrebbe non essere lontano.

Il filo conduttore tra le autorità monetarie è che le decisioni restano fortemente dipendenti dai dati. Le pressioni inflazionistiche potrebbero ancora attenuarsi se i prezzi delle materie prime si dovessero stabilizzare o scendere, offrendo alle banche centrali un certo margine di manovra.

Negli Stati Uniti, i mercati scontano un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed nei prossimi mesi, verosimilmente verso la fine dell’anno, seguito da ulteriori interventi restrittivi nei dodici mesi successivi. Sebbene i tassi di riferimento statunitensi siano ora superiori all’inflazione, la Fed sarà concentrata sul restare un passo avanti e sul preservare la propria credibilità.

BoE

Nel Regno Unito, ci si attende che anche la BoE alzi nuovamente i tassi nel giro di un paio di mesi, con i mercati che scontano al momento diversi ulteriori rialzi nel corso del prossimo anno. Come negli Stati Uniti, il Bank Rate resta superiore all’inflazione corrente, ma il Comitato di politica monetaria (MPC) presterà attenzione al rischio che nuove pressioni sui prezzi delle materie prime tornino a spingere al rialzo l’inflazione.

Inoltre, il price cap britannico sull’energia rappresenta un elemento importante. Se l’aumento di ottobre dovesse risultare relativamente contenuto, una persistente forza dei prezzi energetici potrebbe tradursi in un incremento ben più marcato a gennaio. Uno scenario di questo tipo rischierebbe di riportare l’inflazione britannica oltre il 4%, rafforzando le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento della BoE per contrastare le rinnovate pressioni sui prezzi.

BCE

Nell’Eurozona, la BCE affronta una sfida in parte diversa, con tassi di riferimento ancora inferiori all’inflazione. I mercati continuano a scontare un altro rialzo quest’anno, sostenuti da una narrativa di politica monetaria restrittiva. Ciò nonostante, le prospettive restano subordinate ai dati in arrivo, in particolare all’evoluzione dei prezzi dell’energia e delle materie prime in senso più ampio.

BoJ

In Giappone, i mercati si attendono un altro rialzo entro fine anno e le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento appaiono meno dipendenti dalle dinamiche globali dei prezzi delle materie prime rispetto a quanto accade per le altre banche centrali.