Fino al 19 luglio 2026, Palazzo Pallavicini ospita a Bologna la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), tra le più importanti fotoreporter e registe statunitensi del XX secolo.

La mostra, intitolata “RUTH ORKIN. The Illusion of Time”, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e documenti originali, ripercorrendo l’intera traiettoria artistica di una protagonista assoluta della fotografia del Novecento.

Jinxs and Justin on scooter FLorence @Archivio Fotografico Ruth Orkin.

Una grande antologica su Ruth Orkin a Bologna

L’esposizione è curata da Anne Morin, promossa da Pallavicini srl (Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci) con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma Photography.

La mostra è patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e da AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso espositivo dedicato alle grandi fotografe del Novecento già celebrato a Palazzo Pallavicini con mostre su Vivian Maier, Tina Modotti e Lee Miller.

Il dialogo tra fotografia e cinema

La cifra distintiva di Ruth Orkin è la costruzione di una narrazione visiva dinamica, profondamente influenzata dal linguaggio cinematografico.

Figlia dell’attrice del cinema muto Mary Ruby, Orkin trascorse l’infanzia dietro le quinte della Hollywood degli anni Venti e Trenta. Sognava di diventare regista, ma le barriere culturali dell’epoca la portarono a reinventare la propria vocazione attraverso la fotografia.

Il regalo della sua prima macchina fotografica, una Univex da 39 centesimi, segnò l’inizio di un percorso che non abbandonò mai il dialogo con la settima arte.

JInxs and Justin in MG FLorence @Archivio Fotografico Ruth Orkin.

“Road Movie” (1939): il viaggio come racconto cinematografico

Emblematico è Road Movie (1939), progetto nato durante il viaggio in bicicletta da Los Angeles a New York.

Il reportage segue una progressione cronologica, come una sequenza filmica, con didascalie scritte a mano ispirate agli album della madre. L’immagine fotografica diventa così parte di una narrazione strutturata come un film, fondendo immobilità e movimento.

La serie “Dall’alto”: la strada come palcoscenico

Nella serie Dall’alto, Orkin osserva la vita quotidiana dalla finestra, trasformando la strada in una scena teatrale spontanea.

I passanti, inconsapevoli protagonisti, vengono catturati in una successione di immagini che alternano dinamismo e sospensione, generando una fluidità visiva di forte impatto cinematografico.

Informazioni utili

RUTH ORKIN. The Illusion of Time
? Bologna, Palazzo Pallavicini (via San Felice, 24)
? 5 marzo – 19 luglio 2026

Orari di apertura:
Da giovedì a domenica, 10.00 – 20.00
(Ultimo ingresso ore 19.00)