Lusso: la domanda da parte dei consumatori con un elevata capacità di spesa continua a rappresentare una fonte di sostegno resiliente per il settore. Flavio Cereda, Investment Director Luxury Brands di GAM

 

Continuiamo a privilegiare le società dotate di un autentico potere di determinazione dei prezzi, di un’offerta disciplinata e di una forte fedeltà dei clienti, caratteristiche che storicamente hanno garantito una relativa resilienza durante i periodi di incertezza. Sebbene la volatilità sia destinata a persistere fino a quando non emergerà una maggiore chiarezza geopolitica, non riteniamo che i fondamentali a lungo termine del settore siano cambiati in modo sostanziale.

 

A livello regionale, le tendenze sono state disomogenee. Il Medio Oriente, che rappresenta circa il 5–6% della spesa globale nel settore del lusso, ha registrato un forte calo dell’attività. Detto questo, una parte significativa dei consumatori colpiti è altamente mobile e si è osservato un certo riorientamento della spesa verso l’Europa e l’Asia.

 

Una visita in Cina nel corso del mese ha fornito prove incoraggianti di una graduale ripresa in atto, in particolare nelle principali città di primo livello, dove l’affluenza è tornata al di sopra dei livelli pre-Covid e le tendenze di conversione rimangono sostanzialmente in linea con le aspettative. I dati provenienti dalla Corea del Sud e dal Giappone non hanno rivelato alcuna area di preoccupazione inaspettata. Gli Stati Uniti sono rimasti relativamente resilienti e hanno continuato a contribuire in modo significativo alla stabilità del settore. L’Europa ha presentato un quadro più eterogeneo, con una maggiore chiarezza sulle tendenze sottostanti prevista con l’avvicinarsi della stagione turistica.

 

Rimane difficile quantificare appieno l’impatto dei recenti avvenimenti sulla spesa globale nel settore del lusso, data la persistente incertezza geopolitica. A nostro avviso, l’incertezza a breve termine continuerà probabilmente a pesare sul settore.

 

L’aumento dei prezzi dell’energia, l’inflazione e un senso generale di insicurezza potrebbero frenare la spesa discrezionale, in particolare tra i consumatori più ambiziosi, rallentando così il percorso di ripresa precedentemente previsto. Questa dinamica era già osservabile all’inizio del primo trimestre. Le previsioni per l’intero anno appaiono quindi più impegnative, sebbene l’entità di eventuali rettifiche dipenderà dall’evoluzione del contesto geopolitico. È ancora troppo presto per essere più precisi.