Intervista a Christopher Gannatti, Global Head of Reserach, WisdomTree

 

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?

 

Christopher Gannatti

Le valutazioni dei titoli tecnologici statunitensi sono state sicuramente influenzate. Nella misura in cui le aziende sono di più recente nascita e meno consolidate, è possibile che stiano investendo e prevedano utili e flussi di cassa positivi in un futuro lontano.

Queste aspettative nel 2020 e 2021, quando i tassi erano a zero o quasi, erano giustificate. Tuttavia, con l’aumento dei tassi, l’impatto sulle valutazioni delle società con utili e flussi di cassa lontani nel tempo subirà un contraccolpo, e questo è ciò che abbiamo constatato.

Il mercato sta cercando di capire quale sia la valutazione appropriata e più bassa per queste società in futuro. Molte di esse stanno ancora incrementando i ricavi e fornendo i loro servizi.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?

Tra tutti i principali settori, quello tecnologico non tende a essere tra quelli con la leva finanziaria più elevata. Non abbiamo motivo di ritenere che il rischio più significativo per le aziende tecnologiche sia rappresentato dall’aumento dei costi del debito: crediamo che la chiave stia nel modo in cui il mercato aggiusta le valutazioni in un mondo in cui i tassi di interesse a breve termine non sono intorno allo zero percento.