Un lieve sovrappeso sull’azionario appare giustificato. Nell’ultima parte dell’anno la crescita sembra destinata a diventare più diffusa, senza tuttavia sfociare in un’espansione incontrollata. Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research, AllianzGI

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Azioni: l’attenzione dovrebbe concentrarsi soprattutto sui mercati e sulle società i cui utili sono sostenuti dall’espansione economica e dagli investimenti a più lungo termine. I mercati emergenti sembrano offrire le prospettive migliori, seguiti da Giappone, Stati Uniti ed Europa.

In Asia, filiere industriali articolate, sviluppo dell’intelligenza artificiale e ammodernamento delle apparecchiature tecniche favoriscono alcuni fornitori selezionati.

L’India combina un’economia trainata dai consumi con dinamiche demografiche favorevoli, mentre il Giappone beneficia di politiche a sostegno della crescita e di una migliore governance societaria.

Tra i temi d’investimento, restano interessanti l’automazione, le biotecnologie, le reti elettriche e le società minerarie aurifere.

Al tempo stesso, inserire in portafoglio titoli con valutazioni interessanti (“value”) potrebbe ridurre la dipendenza dai titoli tecnologici con valutazioni elevate.

Obbligazioni: Sui titoli governativi dei mercati sviluppati appare opportuno, nel complesso, un posizionamento da neutrale a prudente, considerata la persistenza dell’inflazione, gli elevati deficit di bilancio e le attese di ulteriori rialzi dei tassi.

All’interno di questo segmento, i titoli governativi europei appaiono relativamente interessanti; sulla Francia è tuttavia opportuna una certa cautela, alla luce dei rischi politici.

Sulle scadenze brevi, riteniamo più interessanti le valutazioni dei titoli governativi tedeschi rispetto a quelle dei titoli del Tesoro statunitense. Su quelle lunghe spiccano i Gilt britannici. Le obbligazioni statunitensi indicizzate all’inflazione potrebbero beneficiare delle persistenti pressioni sui prezzi.

Nel debito dei mercati emergenti, privilegiamo i Paesi che offrono rendimenti reali elevati, hanno finanze pubbliche solide ed esportano energia.

Le obbligazioni societarie dovrebbero generare rendimenti principalmente grazie alle cedole. La preferenza dovrebbe andare agli emittenti con un’elevata qualità creditizia, in particolare nel settore finanziario e nei segmenti di consumo meno esposti al ciclo economico.

L’oro e gli investimenti più diversificati nelle materie prime possono offrire protezione in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, scarsità dell’offerta e dubbi sulla stabilità del valore della moneta.

Sul fronte valutario, nel breve periodo non si delinea una direzione chiara; nel medio termine, tuttavia, vi sono validi motivi per attendersi un indebolimento del dollaro USA rispetto alle altre principali valute.