L’entusiasmo degli investitori per il settore spaziale è salito alle stelle questa primavera, quando SpaceX ha lanciato la sua Offerta Pubblica Iniziale (IPO). Michael Beckwith, Equity Portfolio Manager di Capital Group

Ecco sei opportunità di investimento nella space economy.
Lo spazio non è un unico mercato, ma ne comprende molti
Lo spazio non è un mercato unico, ma una costellazione di mercati esistenti e potenziali. La maggior parte delle opportunità di guadagno risiede in questi settori a valle, non nel lancio. Ulteriori riduzioni dei costi nel settore del lancio rendono fattibili altre attività, tra cui l’installazione di data center basati sull’intelligenza artificiale nello spazio, che potrebbe avvenire nei prossimi cinque-dieci anni. In una prospettiva più a lungo termine, le aziende stanno inoltre esplorando il potenziale della produzione in assenza di gravità, dei viaggi spaziali e dell’estrazione mineraria.
In totale, il settore spaziale rappresenta un’economia da 630 miliardi di dollari e, secondo il Forum economico mondiale, dovrebbe raggiungere la cifra di 1,8 trilioni di dollari entro il 2035.
I costi di lancio stanno crollando
SpaceX è riuscita a dominare il settore dei lanci grazie alla riutilizzabilità parziale dei razzi. Questa svolta, insieme ad altri progressi, ha permesso di ridurre il costo per raggiungere l’orbita terrestre bassa da 54.000 dollari al chilogrammo ai tempi dello Space Shuttle agli attuali 2.700 dollari al chilogrammo. Ciò ha dato il via a opportunità commerciali che in precedenza erano economicamente irrealizzabili e ha portato alla nascita di decine di nuove aziende.
L’intelligenza artificiale nello spazio non è più fantascienza
I presupposti ci sono già affinché i data center orbitali passino dal regno della fantascienza alla realtà.
I data center sulla Terra stanno diventando sempre più costosi, poiché gli hyperscaler si trovano ad affrontare colli di bottiglia legati alla scarsità di terreni, energia elettrica e risorse per il raffreddamento. Inoltre, devono fare i conti con una crescente opposizione da parte dei rappresentanti politici e delle popolazioni locali. Nello spazio, i data center potrebbero avere accesso a energia solare in abbondanza, evitare la competizione per l’acqua e i terreni e non incontrare alcuna resistenza da parte delle comunità.
Il servizio satellitare sta per arrivare sul tuo smartphone
La connettività satellitare si è già affermata come uno dei mercati in crescita più promettenti nel settore delle telecomunicazioni. Con oltre 6.000 satelliti in orbita terrestre bassa, Starlink di SpaceX domina il settore.
Tra gli altri fornitori figurano Amazon Leo (precedentemente noto come Project Kuiper), AST SpaceMobile e OneWeb. Queste reti sono particolarmente adatte a fornire servizi a banda larga alle zone rurali, agli aerei, alle navi e ai mercati in via di sviluppo, dove le infrastrutture sono costose o di difficile realizzazione, ma risultano meno competitive nei mercati più popolosi e dotati di infrastrutture estese.
Oggi le reti satellitari rappresentano solo una piccola parte del mercato globale della banda larga, che vale miliardi di dollari. Tuttavia, la riduzione dei costi di lancio e i progressi nello sviluppo dei satelliti potrebbero aiutare queste aziende ad ampliare la loro quota di mercato.
La banda larga satellitare sta già registrando una rapida crescita e potrebbe diventare un mercato da circa 40 miliardi di dollari entro il 2030. Ma la vera svolta per le aziende di telecomunicazioni satellitari è rappresentata dai servizi “direct-to-device” (D2D), che consentono ai normali smartphone di connettersi direttamente ai satelliti.
La connettività D2D è ancora in una fase iniziale di sviluppo e le implementazioni commerciali sono appena agli inizi. Man mano che le costellazioni satellitari di nuova generazione miglioreranno la capacità, la velocità e la copertura, gli operatori satellitari potrebbero conquistare una quota crescente sia del mercato della banda larga che di quello delle comunicazioni wireless.
Le priorità di sicurezza nazionale daranno impulso alla space economy
Dai tempi della Guerra Fredda la competizione geopolitica non era mai stata così concentrata sulle stelle. Gli Stati Uniti, la Cina e altri governi considerano sempre più i sistemi di difesa basati nello spazio come fondamentali per la sicurezza nazionale. Potrebbe benissimo diventare il campo di battaglia chiave tra le superpotenze.
Negli Stati Uniti, la NASA ha in programma, a lungo termine, di costruire una nuova stazione spaziale e una base permanente sulla Luna. Inoltre, ad agosto, SpaceX ha lanciato in orbita il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA, del valore di 4 miliardi di dollari, destinato all’esplorazione cosmica.
Il presidente Trump ha inoltre indicato il sistema di difesa missilistica Golden Dome come una priorità fondamentale per il resto del suo mandato. I piani relativi al Golden Dome prevedono il potenziamento delle capacità di tracciamento e di risposta ai missili, al fine di far fronte ai missili ipersonici di ultima generazione e ad altre minacce.
La produzione e i viaggi nello spazio non sono più un’ipotesi irrealizzabile
La produzione in assenza di gravità di terapie antitumorali e i voli da San Francisco a Tokyo in meno di 45 minuti possono sembrare fantasiosi, ma con l’ulteriore calo dei costi di lancio e la maggiore diffusione dei voli in orbita, diventano sempre più fattibili. Inoltre, lo spazio offre condizioni fisiche uniche che non possono essere riprodotte sulla Terra.
Nello spazio non c’è polvere né pioggia, il calore si disperde per irraggiamento, l’energia è gratuita e illimitata e lo smaltimento dei rifiuti comporta una spesa minima. La microgravità modifica il modo in cui si formano i cristalli e si muovono i fluidi, trasformando il processo di produzione di chip, fibre e prodotti farmaceutici, solo per citare alcuni esempi.
Ma non aspettatevi che questi sviluppi avvengano nei prossimi cinque o dieci anni. Pensiamo che sia più realistico considerarli come opportunità da cogliere tra 10 e 30 anni.

