Riflettori puntati sul debutto di SpaceX oggi a Wall Street. Forte attenzione anche sul settore della difesa con BGFML che punta su LUX IM Space & Defense, parte della gamma di strategie tematiche proprietarie supportate da comitati di advisory industriale
Sorpresa: tutti pazzi per la Space Economy. Lo dimostra il fermento per l’Ipo di SpaceX che sbarca oggi a Wall Street in quella che è, per ora, l’IPO dell’anno. La società aerospaziale, fondata nel 2002 da Elon Musk con lo scopo dichiarato di permettere la colonizzazione di Marte, non ha ancora raggiunto il Pianeta Rosso, ma arriva in Borsa e l’entusiasmo degli investitori è alle stelle.
Il motivo è semplice. Il settore spaziale sta attraversando una fase di trasformazione strutturale. Se in passato il valore era concentrato nella semplice acquisizione di dati — immagini satellitari, osservazione della Terra — oggi il focus si sta progressivamente spostando verso l’elaborazione in tempo reale e la trasformazione dei dati in insight immediatamente utilizzabili. Il driver chiave è la riduzione della latenza: accorciare il tempo tra raccolta, trasmissione e utilizzo dell’informazione apre nuovi mercati e abilita applicazioni prima impensabili.
“Parallelamente, lo spazio sta vivendo una vera e propria fase di industrializzazione. La combinazione di costi di lancio in diminuzione, cicli produttivi più rapidi e maggiore standardizzazione nella costruzione di satelliti sta rendendo scalabile un settore storicamente limitato da barriere tecnologiche e finanziarie. Le prospettive legate a nuove generazioni di lanciatori — da Starship a New Glenn — e lo sviluppo di ecosistemi industriali più efficienti stanno accelerando questa transizione”, afferma Marco D’Orazio, Co-CIO & Head of Portfolio Management BGFML.
La crescita della Space economy
In questo contesto, la space economy sta evolvendo da nicchia tecnologica a infrastruttura critica dell’economia digitale globale. Le applicazioni risultano sempre più trasversali: dalla connettività globale alla digitalizzazione delle infrastrutture critiche, dal monitoraggio climatico alla gestione delle risorse naturali. L’integrazione con AI e cloud computing amplifica ulteriormente questa dinamica, favorendo modelli di business basati su dati e servizi ricorrenti. La crescita attesa, stimata in modo conservativo intorno al 9% annuo nei prossimi decenni, riflette proprio questa espansione strutturale della domanda.
“All’interno di questo scenario, l’IPO di SpaceX assume un significato particolare, poiché non rappresenta solo la quotazione di un leader di settore, ma potenzialmente un punto di svolta che accelera l’intero ecosistema verso un modello più integrato e scalabile”, prosegue D’Orazio. In prospettiva, la convergenza tra osservazione satellitare, connettività e IoT — fino allo sviluppo di data center orbitali — potrebbe ridefinire il perimetro stesso della space economy, permettendo a Spacex una metamorfosi da ‘azienda’, a vero e proprio layer infrastrutturale dell’economia futura, configurandosi come un sistema integrato che combina connettività globale, infrastruttura spaziale e intelligenza artificiale”.
Tutto il settore tecnologico compreso quello della difesa e della robotica è in grandissimo fermento.
A livello globale, i multipli di tutto il settore dell’aerospazio stanno diventando sempre più interessanti complice anche il contesto geopolitico con la guerra in Medioriente che sta ampliando il suo raggio diventando un conflitto sempre più inter-regionale.
BG FML, polo di asset management del gruppo Banca Generali, è tra gli operatori che hanno sviluppato una competenza specifica nell’investimento nel settore della difesa grazie al fondo LUX IM Space & Defense, parte della gamma di strategie tematiche proprietarie supportate da comitati di advisory industriale formati da esperti altamente specializzati. Nello specifico, LUX IM Space & Defense integra competenze finanziarie e industriali tramite un comitato scientifico di sei membri, tra cui ex generali ed executive di aziende del settore. Il comitato è presieduto dal Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano.
“La crescita del settore della difesa non è una reazione improvvisa al conflitto in Medio Oriente, ma un trend di lungo periodo, dovuto ai mutamenti nello scenario geopolitico globale e in atto da diversi anni. La natura dei conflitti contemporanei, sempre più basati su droni, integrazione tecnologica e protezione delle infrastrutture critiche, sta generando una domanda strutturalmente crescente di soluzioni avanzate, riportando al centro dell’attenzione sistemi di difesa aerea, missilistica e navale, dopo anni in cui hanno avuto scarsa priorità”, conclude il gestore.

