In questi giorni lo spread si è allargato a oltre 100 punti base nella scadenza 10 anni. Al contrario, i corporate bond francesi mostrano una buona tenuta. Generali AM

Gianluca Bergamaschi, Generali Asset Management 

Questo differenziale nei rendimenti non si vedeva dai tempi della crisi del debito sovrano. Questo andamento riflette una crescente preoccupazione degli investitori per la sostenibilità delle finanze pubbliche francesi. Il deficit fiscale resta ben al di sopra dei parametri europei ed è accompagnato da un deficit delle partite correnti che rende l’economia più dipendente dal finanziamento estero.

La forte frammentazione dell’Assemblea Nazionale rende complessa l’approvazione delle misure di consolidamento fiscale e aumenta il rischio di stalli istituzionali. A questo si aggiunge l’incertezza derivante dalle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Sebbene la Francia continui a beneficiare di un mercato obbligazionario estremamente liquido, l’evoluzione delle politiche fiscali e l’esito delle future scadenze politiche saranno determinanti per ristabilire la fiducia degli investitori stranieri che detengono oltre la metà del debito francese. Ad oggi, invece, il mercato del credito degli emittenti corporate francesi è rimasto praticamente immune dalla dinamica di allargamento in corso.

Il credito resiste alle tensioni sul rischio sovrano

Elisa Belgacem, Senior Credit Strategist di Generali Investments

Il credito francese continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta rispetto ai mercati dei titoli di Stato. Sebbene le preoccupazioni legate al contesto politico e fiscale francese abbiano spinto lo spread tra OAT francesi e Bund tedeschi oltre i 100 punti base, l’impatto sul credito societario è rimasto finora contenuto.

Gli investitori sembrano sempre più propensi a distinguere il rischio sovrano dai fondamentali aziendali, in particolare nel caso degli emittenti di maggiore qualità e del settore bancario. Inoltre, il livello più elevato dei tassi di interesse ha sostenuto la domanda per il credito grazie all’aumento dei rendimenti complessivi (all-in yields), attirando investitori alla ricerca di carry senza generare un significativo ampliamento degli spread.

A supportare l’asset class contribuiscono anche solidi fattori tecnici di mercato, flussi di investimento persistenti e bilanci societari generalmente robusti. Persino le istituzioni finanziarie francesi continuano a registrare una domanda sostenuta nonostante il deterioramento degli spread sovrani, segnalando una sostanziale assenza di effetti di contagio tra rischio sovrano e credito corporate.

Finché la crescita economica non mostrerà un rallentamento significativo o le condizioni di finanziamento non subiranno un deterioramento rilevante, il credito corporate dovrebbe continuare a sovraperformare i titoli di Stato. L’asset class continua, infatti, a offrire un profilo rischio-rendimento più interessante, grazie alla combinazione di carry elevato, fondamentali resilienti e dinamiche di mercato favorevoli.