Come dovrebbero orientarsi gli investitori a lungo termine in questo contesto di cambiamenti? Mark Casey, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group

Siamo ancora nelle prime fasi di comprensione dell’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business. Per alcuni l’impatto sarà notevole. Per altri, invece, l’impatto sarà più neutro o addirittura positivo. Sarebbe tuttavia un errore sottovalutare il potenziale dell’intelligenza artificiale di ridisegnare l’economia.
Mentre la narrazione sull’IA continua a evolversi, ecco tre aree su cui concentrare la propria attenzione, nonostante i continui colpi di scena.
Aziende immuni all’IA
I settori legati ai beni reali e alla produzione fisica — definiti dal CEO di Ritholtz Wealth Management, Josh Brown, come titoli HALO (Heavy Assets, Low Obsolescence, ovvero asset consistenti a bassa obsolescenza) — sono considerati immuni all’IA. L’IA non è in grado, ad esempio, di preparare hamburger, sostituire cavi in rame o decifrare i segnali dei motori a reazione.
Stiamo assistendo a una rinascita dell’economia reale. Sono diversi i fattori in grado di sostenere il rally dei titoli value ad alta intensità di capitale.
Le aziende del comparto industriale e manifatturiero sembrano uscire da una lunga fase di crisi. Alcune società hanno adottato misure volte a semplificare le operazioni e a ridurre i costi, in modo da trovarsi in una posizione più favorevole per partecipare alla crescita generale.
Non tutte le aziende esposte all’IA sono destinate a perdere
Le società considerate altamente vulnerabili alla rivoluzione dell’IA, definite in precedenza “vittime dell’IA”, comprendono un’ampia gamma di settori quali software, servizi finanziari e consulenza.
Il mercato sembra aver concluso che molte società SaaS (software-as-a-service) subiranno un calo perpetuo a causa della concorrenza alimentata dall’IA. Probabilmente alcune di esse lo subiranno, ma altre sembrano ben protette dai rischi associati all’IA, mentre altre ancora sembrano destinate a trarne vantaggio.
Le società “pick-and-shovel” dell’IA
Non è possibile costruire una nuova economia senza le imprese della old economy. È risaputo che lo sviluppo dell’IA dipende in larga misura dai produttori di impianti di generazione di energia elettrica e di raffreddamento, dai servizi di pubblica utilità e dalle società minerarie. Si tratta delle proverbiali società “pick-and-shovel” che alimentano le infrastrutture per l’IA. Gli hyperscaler alla guida della rivoluzione dell’IA si sono impegnati a investire 650 miliardi di dollari in spese in conto capitale, principalmente per la realizzazione dei data center per l’IA.
Al centro dello sviluppo dell’infrastruttura per l’IA vi sono i semiconduttori, e la massiccia ondata di investimenti da parte degli hyperscaler ha creato opportunità senza precedenti per le aziende dell’intero settore.
La tecnologia dell’intelligenza artificiale si trova ancora nelle prime fasi sia di sviluppo che di adozione. Eppure, si sta già affermando quale potente forza economica da non sottovalutare. Mentre la sua narrazione continua a evolversi, l’IA porterà benefici ad alcune aziende e fungerà da forza dirompente per altre.
Tuttavia, l’impatto dell’intelligenza artificiale non sarà uniforme. Sia nel settore industriale, in forte ascesa, sia in quello tecnologico, in forte calo, si sono registrati nei primi due mesi dell’anno titoli con guadagni del 20% e titoli con perdite del 20%. Sia che un investitore cerchi opportunità tra le società le cui azioni sono salite alle stelle o tra le società di software e consulenza le cui azioni sono crollatela chiave per il successo a lungo termine sarà investire in modo selettivo, sulla base di un’approfondita attività di ricerca.

