Mathieu Racheter, Head of Equity Strategy Research, Julius Baer

Il ritorno della Fed ai rialzi dei tassi indica una maggiore volatilità e una rotazione all’interno dei mercati azionari. La resilienza dell’attività economica e la solidità degli utili societari sostengono la nostra visione costruttiva di medio periodo. Raccomandiamo di mantenere gli investimenti, diversificando al di là delle azioni statunitensi e dei beneficiari dell’intelligenza artificiale, con una sovraperformance dei mercati al di fuori degli Stati Uniti subordinata a un nuovo calo dei prezzi dell’energia.

Mercoledì la Fed ha aumentato il proprio tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%-4,00%, nel suo primo rialzo dal 2023. Il presidente Warsh ha lanciato un messaggio restrittivo, sottolineando che il rafforzamento dell’economia e la persistenza dell’inflazione richiedono una politica monetaria più restrittiva. L’S&P 500 ha perso i guadagni iniziali e ha chiuso in calo dello 0,4%.

I nostri economisti ora prevedono un ulteriore rialzo di 25 punti base nella riunione del FOMC di ottobre, seguito da un taglio dei tassi a giugno 2027. Storicamente, l’inizio di una fase di stretta monetaria da parte della Fed ha spesso portato turbolenze nel breve periodo, mentre nei successivi 6-12 mesi i mercati azionari hanno frequentemente registrato progressi. L’esito dipende dalla velocità della stretta monetaria e dalla resilienza della crescita economica. Un primo rialzo dei tassi, di per sé, non segnala la fine di un mercato rialzista.

L’attuale contesto rimane favorevole sotto questo aspetto. L’attività economica è resiliente e la crescita degli utili societari è solida, offrendo un contrappeso all’aumento dei tassi di sconto. Tuttavia, una politica monetaria più restrittiva è destinata a limitare un’ulteriore espansione delle valutazioni, lasciando agli utili il compito di determinare i rendimenti azionari. Rispettare le aspettative sugli utili diventerà quindi ancora più importante. Una politica più restrittiva favorisce inoltre una rotazione nella leadership del mercato.

Rendimenti più elevati mettono sotto pressione i titoli growth dalle valutazioni elevate, rafforzando la nostra tesi a favore di una diversificazione dell’esposizione al di là dei beneficiari dell’intelligenza artificiale (IA) e di una sovraperformance selettiva al di fuori degli Stati Uniti. Questa visione regionale dipende dal ritorno dei prezzi dell’energia su livelli più bassi, in particolare per le economie importatrici di energia in Europa e Asia. Nel frattempo, la solidità degli utili societari statunitensi sostiene la necessità di mantenere una certa esposizione alle azioni statunitensi.

Ci aspettiamo che la volatilità di breve periodo persista mentre gli investitori si adattano a una politica monetaria più restrittiva, con le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di novembre ad aggiungere ulteriore incertezza. Raccomandiamo di mantenere gli investimenti: gli utili solidi rimangono la base per ulteriori rialzi dei mercati azionari e continueranno a fare il grosso del lavoro. È attesa una fase di volatilità nel breve periodo, ma le prospettive azionarie di medio periodo rimangono costruttive.