L’ultimo anno ha messo alla prova il modello economico svizzero, fortemente orientato alle esportazioni. Samy Chaar (Chief Economist, CIO Switzerland, Banque Lombard Odier & Cie SA) e Bill Papadakis (Senior Macro Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA) 

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I dazi statunitensi, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e una valuta forte hanno reso il Paese particolarmente vulnerabile. Oggi, tuttavia, il quadro appare decisamente più positivo. Analizziamo le ragioni alla base del miglioramento delle prospettive di crescita e la nostra view sugli asset svizzeri.

Punti chiave:

La crescita economica svizzera ha registrato una ripresa, trainata dal settore manifatturiero e dalle esportazioni, e abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni per il 2026 e il 2027.

Riteniamo che vi siano margini per aumentare gli investimenti produttivi in Svizzera, sostenendo così la domanda interna e le prospettive di crescita nel lungo periodo.

Un’inflazione contenuta ci porta a ritenere che vi siano pochi motivi per cui la Banca nazionale svizzera debba aumentare i tassi di riferimento e prevediamo un indebolimento limitato del franco svizzero nei prossimi mesi.

Manteniamo una posizione neutrale sui titoli di Stato svizzeri, con una preferenza per le scadenze a 5-7 anni, e sulle azioni svizzere. Su queste ultime, evidenziamo alcune esposizioni selezionate, tra cui società innovative caratterizzate da dividendi interessanti.