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	<title>Pmi Archives - Future Investments</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 29 Sep 2026 07:20:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dati PMI e crescita del Pil: un confronto tra Paesi</title>
		<link>https://fondiesicav.it/dati-pmi-e-crescita-del-pil-un-confronto-tra-paesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Payden & Rygel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti, la crescita della produttività è l'unica risposta di lungo termine alla questione fiscale. Payden &#038; Rygel</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Il commento </b>a cura dell’<b>Economic Team di <a href="https://www.linkedin.com/company/payden-rygel/posts/" target="_blank" rel="noopener">Payden &amp; Rygel</a></b><i></i></h2>
<p class="v1MsoNormal"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-187213 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/image003.png" alt="" width="1221" height="649" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/image003.png 1221w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/image003-300x159.png 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/image003-1024x544.png 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/image003-350x186.png 350w" sizes="(max-width: 1221px) 100vw, 1221px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><i>Uno dei temi più sentiti per gli investitori riguarda la sostenibilità fiscale. Pur senza voler minimizzare le criticità dei conti pubblici statunitensi, gli <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Stati-Uniti">Stati Uniti</a> appaiono ancora lontani da una situazione di crisi. Nel confronto tra i Paesi del G7, il rapporto tra debito netto e Pil, che esclude il debito detenuto all’interno della pubblica amministrazione, mostra infatti un indebitamento degli Usa superiore a quello di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/canada">Canada</a> e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Germania">Germania,</a> ma inferiore a quello di Francia, Italia e Giappone.</i></h2>
<p class="v1MsoNormal"><i>Oltre allo status del dollaro come valuta di riserva, l’economia statunitense può contare su un ulteriore punto di forza: la crescita. Dal 2019 il Pil americano è aumentato complessivamente del 15,6%, a fronte del 2% della Germania e del 6% della Francia. I dati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/PMI">PMI</a> di S&amp;P Global pubblicati la scorsa settimana confermano questa dinamica: l’indice composito statunitense ha registrato il maggiore incremento a sei mesi tra le principali economie e si colloca ora al vertice della classifica, indicando un miglioramento del clima di fiducia delle imprese, mentre il ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale continua ad ampliarsi. Considerato che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, il governo federale ha ridotto la spesa solo in rare occasioni, una crescita economica più sostenuta, alimentata da innovazione, investimenti, nuove imprese e produttività, rappresenta l’unica via per affrontare nel lungo periodo la questione fiscale.</i></p>
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			</item>
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		<title>La quotazione come acceleratore di crescita economica</title>
		<link>https://fondiesicav.it/la-quotazione-come-acceleratore-di-crescita-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 05:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[intermonte]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[quotazione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercati finanziari e Pmi: presentata l'analisi empirica sulle Ipo in Italia nel periodo 2011–2025. A cura di Pinuccia Parini</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Mercati finanziari e Pmi: Intermonte presenta l&#8217;analisi empirica sulle Ipo in Italia nel periodo 2011–2025.</h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-182949 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/banca.jpg" alt="" width="1181" height="788" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/banca.jpg 1181w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/banca-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/banca-1024x683.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/banca-350x234.jpg 350w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La ricerca Intermonte – Politecnico di Milano “Quotarsi per crescere: come le <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/IPO">Ipo</a> vincenti creano valore per l&#8217;impresa e per il paese &#8211; Analisi empirica sul periodo 2011–2025” dimostra che la quotazione in Borsa di un’azienda, se diventa il punto di arrivo di un percorso strategico di crescita da cui far partire una ulteriore fase di sviluppo, produce benefici per gli investitori e, per le imprese ‘vincenti’, la Borsa si è rivelata un volano della crescita economica. In sintesi questa è la conclusione dell’analisi presentata alla stampa lo scorso 16 giugno da Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte e Giancarlo Giudici, professore ordinario Politecnico di Milano School of Management, referente scientifico della ricerca.</h2>
<p>La domanda di fondo, così come ha sottolineato Guglielmo Manetti, è “come mai con l’indice azionario ai massimi, le Ipo non arrivano sul mercato e come mai dal 2022 le Pmi quotate sono economicamente cresciute, ma non da un punto di vista borsistico?”. Le risposte non sono immediate, ma rifuggendo dalla retorica negativa che spesso accompagna il mercato delle <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/smid-cap">mid e small cap</a> e che si riduce a un “cahier de doléances”, si è cercato, attraverso questa analisi, di trovare degli elementi che permettano di comprendere quando la quotazione può essere un’operazione di successo per un’impresa. E non è neppure un tema squisitamente italiano, visto che l’unica piazza finanziaria che continua ad attrarre società è quella americana.</p>
<h2>Il campione di riferimento</h2>
<p>La composizione settoriale del campione di società oggetto della ricerca rispecchia fedelmente la struttura dell&#8217;economia italiana: ben il 65% di esse appartiene ai comparti consumer, industrial e technology, ossia i settori più rappresentativi della manifattura italiana e in generale dell’economia del Paese. Si tratta di un segmento spesso sottovalutato: nel mercato azionario italiano il 90% degli scambi si concentra sulle 40 blue chips del Ftse Mib, ma le mid cap e small cap quotate oggetto della ricerca rappresentano un campione significativo dell&#8217;economia produttiva nazionale e del suo tessuto manifatturiero e di servizi.</p>
<h2>Che cosa dicono i numeri</h2>
<p>La ricerca ha analizzato 363 matricole di Borsa Italiana dal 2011 al 2025 con capitalizzazione iniziale sotto € 1 miliardo su tutti i listini (Euronext Milan, Euronext Star Milan ed Euronext Growth Milan): un campione che al momento della quotazione esprimeva € 25,2 miliardi di ricavi, € 3,37 miliardi di Ebitda, € 1,18 miliardi di utile netto e 107.324 addetti, con un flottante medio post-Ipo del 36% e una capitalizzazione complessiva di € 32,2 miliardi. All’interno di questo universo, il miglior 10% ha generato un rendimento cumulato del +173,8% a cinque anni dall&#8217;Ipo, il miglior 25% del +49,7%. Il miglior 25% del campione ha raddoppiato il fatturato aggregato in cinque anni e creato oltre 9.800 nuovi posti di lavoro. L&#8217;analisi dei multipli Ev/Ebitda e P/E, calcolati per il periodo 2015–2025 sulle società del campione quotatesi dal 2011, conferma che il mercato premia selettivamente le società capaci di mantenere crescita e redditività nel tempo.</p>
<h2>I driver di successo</h2>
<p>Dall’analisi empirica dei dati e grazie a una regressione statistica su un orizzonte temporale di uno, tre e cinque anni, e senza la pretesa di diventare un vademecum che un’impresa quotata deve seguire per avere successo, emerge il seguente decalogo: evitare management team troppo numerosi; inserire clausole di lock-up; fissare un capitale flottante opportunamente dimensionato; evitare un underpricing eccessivo nel collocamento iniziale; preparare un piano credibile di acquisizioni per crescere; assicurare un nucleo di controllo forte e autorevole fra i soci; lavorare per incrementare la copertura degli analisti nel corso del tempo; favorire la diversity di genere e anagrafica nel Cda; evitare la presenza di amministratori con ruoli in altre società quotate; mantenere un vantaggio competitivo durevole, come condicio sine qua non affinché un’impresa possa avere successo ed essere riconosciuta in quanto tale dal mercato.</p>
<h2>Il tessuto imprenditoriale italiano</h2>
<p>Il tessuto imprenditoriale italiano è fatto soprattutto di piccole, medie e micro-imprese, spesso a conduzione familiare. I multipli delle Pmi quotate sono scesi molto e, in alcuni di questi casi, il de-rating non sembra avere motivazioni di carattere fondamentale. È importante capire che cosa stia succedendo e, soprattutto, comprendere quanto sia importante che i capitali finanziari siano convogliati verso le imprese che producono ricchezza per sé e per il territorio.<br />
“Da qui al 2030 si stima che circa 300 miliardi di euro passeranno alle nuove generazioni ed è importante che ciò diventi un’occasione di crescita dimensionale, di capitale delle società e non si traduca solo in liquidity event, magari attraverso la vendita a società di private equity in cui l’imprenditore, di fatto, perde il controllo dell’azienda.</p>
<p>Anzi, la quotazione è l’alternativa fortissima alla vendita attraverso cui l’imprenditore fa un patto con il mercato”, ha sottolineato Guglielmo Manetti, l’amministratore delegato di Intermonte. Manetti, ha altresì ricordato che, facendo riferimento alla ricerca, nei cinque anni successivi la quotazione le società best performer del paniere analizzato “hanno aumentato significativamente i posti di lavoro e più che raddoppiato i ricavi. Questi non sono solo dati finanziari: sono posti di lavoro e valore distribuito nei territori”. Ed è anche questo il ruolo che la finanza è chiamata a ricoprire.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dati macro della settimana</title>
		<link>https://fondiesicav.it/dati-macro-settimana-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[macro]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I PMI flash restano il principale dato in agenda verso la fine della settimana. Le altre pubblicazioni sembrano destinate ad avere un ruolo più marginale. AllianzGI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1default" style="background: white; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><em><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">I PMI flash restano il principale dato in agenda verso la fine della settimana. Le altre pubblicazioni sembrano destinate ad avere un ruolo più marginale. <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></span></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-79707 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2.jpg" alt="" width="500" height="334" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2.jpg 500w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Negli Stati Uniti, il sondaggio della Fed di Philadelphia rimane un indicatore rilevante per le prospettive dell’attività economica, mentre i dati sui nuovi cantieri e l’indice NAHB sul mercato immobiliare offriranno uno spaccato di uno dei comparti meno dinamici dell’economia statunitense.</span></span></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">L’inflazione tornerà protagonista con i dati del Regno Unito (CPI e PPI) e dell’area euro, dove si attende la lettura definitiva dell’IPCA di aprile. Sempre nell’area euro, sono in calendario la bilancia commerciale di marzo e l’indice Ifo tedesco – da sempre particolarmente osservato – mentre il dettaglio dei dati sul PIL offrirà ulteriori indicazioni sul ciclo domestico. Nel Regno Unito il pacchetto di indicatori sul mercato del lavoro dovrebbe confermare una debolezza persistente, anche alla luce dell’impatto dell’aumento dei prezzi energetici su inflazione e aspettative sui tassi.</span></span></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Spostandoci in Asia, il PIL giapponese del primo trimestre dovrebbe confermare un miglioramento dell’attività economica, mentre i dati commerciali di aprile potrebbero riflettere i primi effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia. Per quanto riguarda i dati CPI in uscita venerdì, dovrebbero seguire una dinamica già osservata: inflazione headline in aumento, ma componente core ancora contenuta.</span></span></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Infine, la Cina pubblicherà i dati su produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti fissi.</span></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>PMI, inflazione e lavoro sotto i riflettori</title>
		<link>https://fondiesicav.it/pmi-inflazione-e-lavoro-sotto-i-riflettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allianz global investors]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' una settimana cruciale per i mercati. Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &#038; Thematic Research, Allianz Global Investors</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1Default"><u>Weekly outlook di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener"><b>Allianz Global Investors</b></a> a cura di Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &amp; Thematic Research</u></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-104822 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/09/inflation5-e1681287685359.jpg" alt="inflazione" width="600" height="401" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1Default">La settimana si apre con gli indici dei responsabili degli acquisti <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/pmi">(PMI)</a> per il settore manifatturiero: in Germania, l’indice si è attestato recentemente a 50,7 punti, nell’area euro a 50,8 e nel Regno Unito a 52 punti. Seguirà l’indice PMI ISM negli Stati Uniti, che nell’ultima rilevazione è risultato pari a 52,6 punti. Martedì verranno pubblicate le stime flash per i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/prezzi">prezzi</a> al consumo nell’area euro.</p>
<h3 class="v1Default">Ulteriori dati sul sentiment saranno diffusi a metà settimana, tra cui l’indice PMI HCOB per la <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/germania">Germania</a> (precedentemente a 53,1 punti), l’indice composito per l’area euro (precedentemente a 51,9 punti) e l’indice dei servizi per il Regno Unito (precedentemente a 53,9 punti).</h3>
<p class="v1Default">A questi si aggiungeranno i prezzi alla produzione dell’area euro, che recentemente si sono attestati al 2,1% al di sotto del livello dell’anno precedente. Giovedì saranno comunicate le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. La settimana si conclude venerdì con i dati rivisti del Prodotto Interno Lordo (PIL) nell’area euro per il quarto trimestre del 2025 (precedentemente allo 0,3% su base trimestrale) e i dati sui lavoratori dipendenti non agricoli negli USA. Questi ultimi, che l’ultima volta hanno indicato un incremento di 130.000 nuovi posti di lavoro, generano frequentemente una notevole attività sui mercati.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>Inflazione area euro: in linea con l&#8217;obiettivo</title>
		<link>https://fondiesicav.it/inflazione-area-euro-in-linea-con-lobiettivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[area euro]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[DWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La view di Ulrike Kastens, DWS, sull'andamento dell'inflazione. Quali saranno le prossime mosse della BCE?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><i>Ulrike Kastens, Senior Economist, <a href="https://www.linkedin.com/company/dwsgroup/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">DWS</a></i></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><i> <img decoding="async" class="alignnone wp-image-96691 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/shutterstock_257827327-e1702975048869.jpg" alt="" width="900" height="600" /></i></p>
<p class="v1MsoNormal">Alla fine del 2025, <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">l&#8217;inflazione</a> nell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/area-euro">area euro</a> è rientrata al 2,0%, guidata principalmente da un calo dell&#8217;1,9% dei prezzi dell&#8217;energia. Al contrario, l&#8217;inflazione dei beni di consumo è rimasta sostanzialmente invariata allo 0,4%. Diversamente dal trend in Germania, nell&#8217;area euro i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 2,6%, dopo aver rallentato leggermente nei mesi precedenti, rispettivamente del 2,5% e del 2,4%.</p>
<figure id="attachment_88962" aria-describedby="caption-attachment-88962" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88962" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/DWS_KastensUlrike-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-88962" class="wp-caption-text">Ulrike Kastens</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene il picco delle pressioni sui prezzi alimentari sembri ormai alle spalle, l&#8217;aumento del 4,2% dei prezzi dei prodotti alimentari non processati registrato a dicembre, in particolare, rafforza la percezione di molti consumatori che tutto continui a diventare più caro.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Il quadro dei servizi resta invece meno incoraggiante. A dicembre, i prezzi dei servizi sono aumentati del 3,4%, spinti soprattutto da una crescita salariale più sostenuta del previsto nella seconda metà del 2025. Nel corso della conferenza stampa di dicembre, la <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/bce">BCE</a> ha sottolineato di monitorare con particolare attenzione l&#8217;inflazione dei servizi.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, gli indicatori anticipatori – come la componente dei prezzi dei servizi del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/PMI">Purchasing Managers&#8217; Index (PMI)</a> – rimangono ben al di sopra della soglia di 50, segnalando ulteriori aumenti dei prezzi nei prossimi mesi. Di conseguenza, è probabile che i prezzi dei servizi continuino a rappresentare il principale driver dell&#8217;inflazione nel 2026.</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche qualora l&#8217;inflazione dovesse scendere temporaneamente al di sotto del 2,0% nei prossimi mesi, è improbabile che ciò determini un cambiamento della politica monetaria. La BCE ritiene che l&#8217;orientamento della politica monetaria sia appropriato. In presenza di una crescita moderata del PIL e di un mercato del lavoro stabile, il tasso sui depositi è previsto stabile al 2,0% nel corso del 2026.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Europa e Usa, una settimana ricca di dati</title>
		<link>https://fondiesicav.it/europa-usa-settimana-dati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[macro]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inflazione, mercato del lavoro e rilevazioni degli indici PMI saranno sotto osservazione nei prossimi giorni. AllianzGI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1default" style="background: white; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><em><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Europa e Usa, settimana ricca di dati. Inflazione, mercato del lavoro e rilevazioni degli indici PMI saranno sotto osservazione nei prossimi giorni. <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></span></em></p>
<p class="v1default" style="background: white; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-120423 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/10/euro-2-e1692863744475.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1default" style="background: white; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">La prossima settimana saranno pubblicati principalmente gli indicatori anticipatori <b style="box-sizing: border-box;">europei</b>, i dati sull’inflazione e sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre, oltre agli indicatori anticipatori e ai dati sull&#8217;occupazione relativi agli <b style="box-sizing: border-box;">Stati Uniti</b>.</span></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Nell’<b style="box-sizing: border-box;">area dell’euro</b>, la diffusione degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) per il settore manifatturiero (lunedì) e per i servizi (mercoledì) riferiti a novembre fornirà un quadro delle condizioni economiche più recenti. Martedì saranno pubblicati anche i dati sull’inflazione dei prezzi al consumo e sull’inflazione core relativi a novembre, mentre mercoledì sarà la volta dei dati sull’inflazione dei prezzi alla produzione di ottobre. Giovedì saranno diffusi i dati sulla crescita delle vendite al dettaglio nell’area dell’euro per il mese di ottobre, mentre venerdì saranno pubblicate le stime riviste sulla crescita del PIL del terzo trimestre.</span></span></p>
<p class="v1default" style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Negli <b style="box-sizing: border-box;">Stati Uniti</b>, la pubblicazione degli indici PMI di novembre per i settori manifatturiero e dei servizi di Standard &amp; Poor’s (S&amp;P) e dell’Institute of Supply Management (ISM), attesa all’inizio della settimana, rifletterà il più recente sentiment economico. I dati sul mercato del lavoro statunitense saranno inoltre pubblicati martedì (Job Openings and Labor Turnover Survey &#8211; JOLTS), mercoledì (Automatic Data Processing National Employment Report – ADP) e giovedì (Initial and Continued Jobless Claims). Infine, venerdì saranno pubblicati i dati preliminari di dicembre relativi all’indice di fiducia dell’Università del Michigan.</span></span></p>
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		<title>Dati macro della settimana: focus sui PMI</title>
		<link>https://fondiesicav.it/dati-macro-della-settimana-focus-sui-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per le principali economie, i PMI flash forniranno un aggiornamento importante sulla resilienza dell’attività economica. AllianzGI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1Default"><em>Dati macro della settimana. Per le principali economie, i PMI flash forniranno un aggiornamento importante sulla resilienza dell’attività economica. <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-126696 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1.jpg" alt="high yield" width="700" height="464" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1.jpg 700w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1-300x199.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1-150x99.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1-696x461.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/YH1-634x420.jpg 634w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p class="v1Default">Nel complesso, il settore dei servizi ha mostrato una ripresa più solida rispetto al manifatturiero dopo lo shock tariffario di aprile, mentre, come già descritto, l’andamento recente della produzione industriale nell’area euro suggerisce una potenziale debolezza. Da un lato, i livelli attesi degli indici PMI non sono particolarmente brillanti, ma dall’altro, considerando l’entità degli incrementi dei dazi statunitensi, sorprende che abbiano retto così bene.</p>
<p class="v1Default">Nel complesso, gli effetti dello shutdown del governo USA continuano a rendere imprevedibile la pubblicazione dei dati economici statunitensi; tuttavia, le autorità americane hanno fatto sì che i dipendenti del BLS (Bureau of Labor Statistics) rientrassero in ufficio per preparare la pubblicazione del dato sull’inflazione (CPI) di settembre, prevista per il 24 ottobre.</p>
<h2>Gli indici CPI in Usa e UK</h2>
<p class="v1Default">L’indice CPI core dovrebbe registrare un incremento simile a quello del mese precedente, segnalando che non vi è stata un’accelerazione nel trasferimento dei dazi sul consumatore, ma nemmeno un rallentamento dell’inflazione, che resta al di sopra dell’obiettivo. Come è noto, all’interno del FOMC (Federal Open Market Committee) ci sono opinioni divergenti su come interpretare questa situazione. Se lo shutdown dovesse terminare, potrebbero essere pubblicati anche altri indicatori; in particolare, il rapporto sul mercato del lavoro di settembre potrebbe essere rilasciato rapidamente, dato che la maggior parte delle informazioni era già quasi completa prima dello shutdown. La settimana prossima potrebbero essere diffusi anche i dati relativi al settore immobiliare.</p>
<p class="v1Default">Nel Regno Unito, l’indice CPI di settembre potrebbe mostrare segnali di rallentamento dell’inflazione nei servizi e tuttavia, salvo sorprese significative, è probabile che la Banca d’Inghilterra sia più influenzata dal budget di novembre del Cancelliere che dai dati intermedi.</p>
<p class="v1Default">Infine, l’inflazione in Giappone sembra destinata a stabilizzarsi dopo il rallentamento degli ultimi mesi: sebbene si sia mantenuta al di sopra dell’obiettivo per oltre tre anni, la prudenza della Banca del Giappone, destinata ad essere accentuata dall’incertezza politica, rende più probabile che, nel prossimo futuro, prevalgano le ragioni per non procedere con ulteriori aumenti dei tassi d’interesse.</p>
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		<title>Tutta la politica è globale!</title>
		<link>https://fondiesicav.it/tutta-la-politica-e-globale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[allianz global investors]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici. Analisi settimanale di Hans-Jörg Naumer, AllianzGI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici. Analisi settimanale dei mercati.</h2>
<h2><strong>Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &amp; Thematic Research, <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/" target="_blank" rel="noopener">Allianz Global Investors</a></strong></h2>
<p class="v1Default">La nuova settimana di dati si apre con la pubblicazione degli indici PMI (purchasing managers’ indices) flash di diversi paesi, tra cui l’area Euro (Germania e Francia) e gli Stati Uniti; a questi seguiranno, martedì, l’indice ifo Business Climate tedesco e il rapporto mensile del Conference Board sulla fiducia dei consumatori statunitensi – altri due indicatori di sentiment “soft” ma degni di nota.</p>
<h3 class="v1Default">Dalle elezioni del Bundestag tedesco a febbraio, si sono registrati tre rialzi consecutivi dell&#8217;indice ifo Business Climate, ripresa trainata in maniera inequivocabile dalla componente delle aspettative delle imprese; tuttavia, la componente relativa alla situazione attuale si è mostrata più instabile, probabilmente in seguito a fattori quali il conflitto commerciale in atto.</h3>
<p class="v1Default">Sarà interessante vedere se, nella prossima rilevazione, prevarrà l’impatto del conflitto commerciale globale o quello del pacchetto di stimoli economici varato dal governo tedesco. Da una prospettiva “locale”, ci si attende un impatto chiaramente positivo da misure come il sostegno alle tecnologie verdi, il programma di semplificazione burocratica e il fondo infrastrutturale da 500 milioni di euro. Il sondaggio, tuttavia, non tiene conto degli sviluppi recenti in Medio Oriente.</p>
<p class="v1Default">Da novembre 2024 fino ad aprile 2025 inoltrato, la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è letteralmente crollata, raggiungendo livelli non così dissimili dall’inizio della pandemia di COVID-19, prima di registrare una forte ripresa a maggio. La domanda chiave per l’economia statunitense – che ha subito una lieve contrazione nel primo trimestre dell’anno – è ora se questa ripresa della fiducia dei consumatori stia reggendo o se stia già mostrando segnali di rallentamento.</p>
<p class="v1Default">È probabile che i recenti disordini a Los Angeles abbiano coinciso, almeno in parte, con il periodo in cui è stato condotto il sondaggio.</p>
<h3 class="v1Default">Giovedì verranno pubblicati i dati finali sul PIL (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti, che con ogni probabilità confermeranno una contrazione dell’economia nel primo trimestre. L’attenzione dei mercati sarà rivolta soprattutto alle richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione, poiché questi dati potrebbero offrire indicazioni utili sulle prossime decisioni di politica monetaria. Da ultimo, venerdì verrà pubblicato l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), un ampio indice molto seguito dalla Fed che riflette le variazioni dei prezzi di beni e servizi acquistati dai consumatori.</h3>
<p class="v1Default">Sebbene gli indicatori di sentiment siano al centro del flusso di dati della prossima settimana, contemporaneamente avranno luogo due importanti eventi politici: il vertice NATO all’Aia e una riunione del Consiglio europeo. L&#8217;incremento della spesa militare, il continuo sostegno all&#8217;Ucraina e una più stretta collaborazione con l&#8217;industria della difesa saranno probabilmente le principali priorità dei membri della NATO; anche il Consiglio europeo affronterà una lunga lista di temi, tra cui l’assistenza all’Ucraina, il conflitto commerciale e le questioni migratorie. Per quanto ci si aspetti che entrambi gli organismi facciano fronte unito, l’attenzione sarà focalizzata sugli ostacoli geopolitici. E su questo fronte, è improbabile che le tensioni si allentino nel breve periodo.</p>
<p class="v1Default">Tra le altre questioni, Israele e Iran continueranno con ogni probabilità a essere al centro dell’attenzione anche la prossima settimana. Considerate le dichiarazioni di Israele, secondo cui sarebbero in programma attacchi su più giorni, le possibilità di una soluzione negoziata al conflitto appaiono piuttosto scarse.</p>
<p class="v1Default">Una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuzrap presenterebbe un grave rischio sia per i mercati sia per i prezzi del petrolio, considerando che attraverso questo passaggio strategico transita circa un terzo del petrolio trasportato via mare a livello globale – circa 20 milioni di barili al giorno – e l’Iran ha minacciato di bloccarlo in caso di attacco. Un blocco di tale portata farebbe probabilmente impennare i prezzi del petrolio e avere quindi un impatto negativo sui mercati azionari.</p>
<h2 class="v1Default">Per quanto sia un rischio, vale la pena contestualizzarlo: l’Iran esporta solo 1,6 milioni di barili al giorno e l’OPEC (in particolare l’Arabia Saudita) ha già aumentato la produzione; la sola Arabia Saudita dispone di una capacità produttiva inutilizzata di circa 3 milioni di barili al giorno.</h2>
<p class="v1Default">Al contempo, gli Stati Uniti sono emersi come uno dei principali produttori di energia. Dal primo shock petrolifero del 1973, l&#8217;intensità energetica1 dell’economia globale è diminuita drasticamente (di circa il 50%); rispetto agli anni Novanta del secolo scorso, si è ridotta di oltre il 36%.</p>
<p class="v1Default">I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici.</p>
<p class="v1Default">Il nostro augurio è che giungano segnali di distensione a livello globale e che si profili un andamento altrettanto positivo dei mercati globali.</p>
<p class="v1Default">
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		<title>Settimana ricca di dati macro</title>
		<link>https://fondiesicav.it/settimana-ricca-di-dati-macro-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 08:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[settimana]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova settimana di dati si apre con la pubblicazione degli indici PMI (purchasing managers’ indices). Il calendario della settimana a cura di AllianzGI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1Default"><em>La nuova settimana di dati si apre con la pubblicazione degli indici PMI (purchasing managers’ indices). Il calendario della settimana a cura di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></em></p>
<p class="v1Default">A inizio settimaan verranno pubblicati i dati flash di diversi paesi, tra cui l’area Euro (Germania e Francia) e gli Stati Uniti; a questi seguiranno, martedì, l’indice ifo Business Climate tedesco e il rapporto mensile del Conference Board sulla fiducia dei consumatori statunitensi – altri due indicatori di sentiment “soft” ma degni di nota. Dalle elezioni del Bundestag tedesco a febbraio, si sono registrati tre rialzi consecutivi dell&#8217;<b>indice ifo Business Climate</b>, ripresa trainata in maniera inequivocabile dalla componente delle aspettative delle imprese; tuttavia, la componente relativa alla situazione attuale si è mostrata più instabile, probabilmente in seguito a fattori quali il conflitto commerciale in atto.</p>
<p class="v1Default">Sarà interessante vedere se, nella prossima rilevazione, prevarrà l’impatto del conflitto commerciale globale o quello del pacchetto di stimoli economici varato dal governo tedesco. Da una prospettiva “locale”, ci si attende un impatto chiaramente positivo da misure come il sostegno alle tecnologie verdi, il programma di semplificazione burocratica e il fondo infrastrutturale da 500 milioni di euro. Il sondaggio, tuttavia, non tiene conto degli sviluppi recenti in Medio Oriente.</p>
<p class="v1Default">Da novembre 2024 fino ad aprile 2025 inoltrato, <b>la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti </b>è letteralmente crollata, raggiungendo livelli non così dissimili dall’inizio della pandemia di COVID-19, prima di registrare una forte ripresa a maggio. La domanda chiave per l’economia statunitense – che ha subito una lieve contrazione nel primo trimestre dell’anno – è ora se questa ripresa della fiducia dei consumatori stia reggendo o se stia già mostrando segnali di rallentamento.</p>
<h2 class="v1Default">È probabile che i recenti disordini a Los Angeles abbiano coinciso, almeno in parte, con il periodo in cui è stato condotto il sondaggio.</h2>
<p class="v1Default">Giovedì verranno pubblicati i dati finali sul PIL (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti, che con ogni probabilità confermeranno una contrazione dell’economia nel primo trimestre. L’attenzione dei mercati sarà rivolta soprattutto alle richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione, poiché questi dati potrebbero offrire indicazioni utili sulle prossime decisioni di politica monetaria. Da ultimo, venerdì verrà pubblicato l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), un ampio indice molto seguito dalla Fed che riflette le variazioni dei prezzi di beni e servizi acquistati dai consumatori.</p>
<h2 class="v1Default">Sebbene gli indicatori di sentiment siano al centro del flusso di dati della prossima settimana, contemporaneamente avranno luogo due importanti eventi politici:</h2>
<p class="v1Default">il vertice NATO all’Aia e una riunione del Consiglio europeo. L&#8217;incremento della spesa militare, il continuo sostegno all&#8217;Ucraina e una più stretta collaborazione con l&#8217;industria della difesa saranno probabilmente le principali priorità dei membri della <b>NATO</b>; anche il Consiglio europeo affronterà una lunga lista di temi, tra cui l’assistenza all’Ucraina, il conflitto commerciale e le questioni migratorie. Per quanto ci si aspetti che entrambi gli organismi facciano fronte unito, l’attenzione sarà focalizzata sugli ostacoli geopolitici. E su questo fronte, è improbabile che le tensioni si allentino nel breve periodo.</p>
<p class="v1Default">Tra le altre questioni, Israele e Iran continueranno con ogni probabilità a essere al centro dell’attenzione anche la prossima settimana. Considerate le dichiarazioni di Israele, secondo cui sarebbero in programma attacchi su più giorni, le possibilità di una soluzione negoziata al conflitto appaiono piuttosto scarse. Una chiusura prolungata dello <b>Stretto di Hormuz </b>rappresenterebbe un grave rischio sia per i mercati sia per i prezzi del petrolio, considerando che attraverso questo passaggio strategico transita circa un terzo del petrolio trasportato via mare a livello globale – circa 20 milioni di barili al giorno – e l’Iran ha minacciato di bloccarlo in caso di attacco. Un blocco di tale portata farebbe probabilmente impennare i prezzi del petrolio e avere quindi un impatto negativo sui mercati azionari.</p>
<h2 class="v1Default">Per quanto sia un rischio, vale la pena contestualizzarlo: l’Iran esporta solo 1,6 milioni di barili al giorno e l’OPEC (in particolare l’Arabia Saudita) ha già aumentato la produzione;</h2>
<p class="v1Default">La sola Arabia Saudita dispone di una capacità produttiva inutilizzata di circa 3 milioni di barili al giorno. Al contempo, gli Stati Uniti sono emersi come uno dei principali produttori di energia. Dal primo shock petrolifero del 1973, l&#8217;intensità energetica1 dell’economia globale è diminuita drasticamente (di circa il 50%); rispetto agli anni Novanta del secolo scorso, si è ridotta di oltre il 36%.</p>
<p class="v1Default">I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici.</p>
<p class="v1Default">Il nostro augurio è che giungano segnali di distensione a livello globale e che si profili un andamento altrettanto positivo dei mercati globali.</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/settimana-ricca-di-dati-macro-3/">Settimana ricca di dati macro</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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		<title>Indici flash dei responsabili acquisti (PMI) sotto i riflettori</title>
		<link>https://fondiesicav.it/indici-flash-dei-responsabili-acquisti-pmi-sotto-i-riflettori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 09:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[Cpi]]></category>
		<category><![CDATA[Ifo]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rappresentano il primo elemento per valutare la tenuta dell'attività economica sottostante in seguito all'annuncio dei dazi USA dello scorso 2 aprile. AllianzGI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Commento settimanale di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/">Allianz Global Investors</a></strong></h4>
<p class="v1MsoNormal">Questa settimana, gli indici flash dei responsabili degli acquisti <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/PMI">(PMI)</a> delle principali economie per il mese di maggio saranno il primo elemento per valutare la tenuta dell&#8217;attività economica sottostante sulla scia dell’annuncio dei dazi statunitensi del 2 aprile.</p>
<p class="v1MsoNormal">I dati del mese scorso hanno rivelato un certo rallentamento, ma molto inferiore a quello dei sondaggi, di norma più sensibili ai cambiamenti nel sentiment.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nell’area euro, l’indice tedesco <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/IFO">ifo</a> ha mostrato segni di ripresa dopo un lungo periodo di debolezza, in previsione di un aumento della spesa fiscale e di politiche più favorevoli alle imprese da parte del prossimo governo tedesco. Sempre in Germania saranno resi noti anche i dati sul prodotto interno lordo (PIL) del primo trimestre e i prezzi alla produzione di aprile.</p>
<p class="v1MsoNormal">Negli USA, gli unici dati degni di nota di questa settimana sono quelli relativi alle vendite di case nuove e alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">In Cina si attendono i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio, la cui crescita dovrebbe rallentare rispetto agli ottimi livelli di inizio anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel Regno Unito, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di aprile dovrebbe essere sostenuto dagli aumenti dei prezzi amministrati. Secondo le previsioni della Banca d’Inghilterra, nei prossimi mesi il CPI salirà dall’attuale 2,6% a ben oltre il 3,0%. La fiducia dei consumatori britannici resterà probabilmente scarsa a fronte dell’indebolimento del mercato del lavoro.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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