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	<title>Treasuries Archives - Future Investments</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 05 May 2025 16:17:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Pre-FED: i tassi aumenteranno di 50, 75 o 100 punti base?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Powell]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I commenti in vista del meeting della Fed del 26 e 27 luglio a cura di Pimco, La Française AM e Allianz Global Investors</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>I commenti in vista del meeting della Fed del 26 e 27 luglio a cura di Pimco, La Française AM e Allianz Global Investors</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em>Tiffany Wilding, US Economist di PIMCO, commenta:</em></h5>
<p>&#8220;Come minimo, <strong>ci aspettiamo che questa settimana la Fed annunci un altro rialzo dei tassi di 75 pb</strong> e che accenni al fatto che un terzo rialzo di 75 pb possa essere necessario a settembre.</p>
<p>Sebbene il governatore della Fed Waller abbia minimizzato circa la probabilità di un rialzo di 100 pb nelle sue recenti dichiarazioni, riteniamo che le possibilità siano più vicine al 50/50.</p>
<p>Anche se c&#8217;è vi sia una <strong>buona dose di incertezza sul livello esatto a cui il tasso dei Fed Funds risulti coerente con una politica neutrale</strong> (ossia una politica né restrittiva, né accomodante), è chiaro che il livello attuale è ancora accomodante e che è sempre meno in linea con i fondamentali economici &#8211; compreso l&#8217;elevato livello dell&#8217;inflazione.</p>
<p>Di conseguenza, <strong>riteniamo che la Fed vorrà riallineare la politica il più rapidamente possibile</strong>, il che implica un aumento di 100 pb per portare il tasso di riferimento appena al di sopra del 2,5% (le stime della Fed sul tasso neutrale di lungo periodo).</p>
<h5>Tuttavia, a prescindere dalla decisione finale di questa settimana, ci aspettiamo che la Fed riveda al rialzo le proiezioni sui tassi dei Fed Funds per la fine del 2022 quando verrà pubblicato il nuovo Summary of Economic Projections (SEP) a settembre, anticipando al 2022 i due rialzi precedentemente previsti per il 2023.&#8221;</h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em>François Rimeu, Senior Strategist La Française AM, aggiunge:</em></h5>
<p>&#8220;Prevediamo che <strong>nella prossima riunione il Federal Open Market Committee (FOMC) aumenterà i tassi di 75 punti base</strong>, portandoli a un range di 2,25%-2,5%, la stima del tasso neutrale a lungo termine della FED. Non ci aspettiamo un rialzo di 100 bps nonostante il forte CPI (Indice dei prezzi al consumo) di giugno, perché le aspettative di inflazione sono calate.</p>
<p>Il presidente Powell molto probabilmente ribadirà che il comitato deve avere prove &#8220;chiare e convincenti&#8221; che l&#8217;inflazione stia scendendo prima di allentare le politiche.</p>
<p>Probabilmente non fornirà troppe informazioni sull&#8217;entità del rialzo di settembre per mantenere aperte tutte le opzioni.</p>
<p>E’ probabile che il presidente Powell confermerà il raddoppio del tasso di inasprimento quantitativo a settembre, portandolo a 95 miliardi di dollari al mese (60 miliardi di dollari in <em>Treasuries</em> e 35 miliardi di dollari in titoli garantiti da ipoteca).</p>
<p>La prossima riunione dovrebbe essere una conferma della dipendenza dai dati della Fed e non dovrebbe avere un impatto significativo sui mercati finanziari. Prevediamo che la FED manterrà un atteggiamento aggressivo al fine di ripristinare la stabilità dei prezzi, con un tono leggermente più equilibrato data la debolezza dei dati in arrivo.&#8221;</p>
<h5><em>Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, conclude:</em></h5>
<p>&#8220;Come previsto, <strong>la Fed dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi di 75 punti base nel corso del prossimo policy meeting.</strong></p>
<p>Di fronte a un&#8217;inflazione che continua a sorprendere al rialzo &#8211; e che rischia addirittura di diventare “radicata” (“entrenched”) &#8211; la Fed deve continuare ad agire rapidamente e con forza, mettendo in campo il maggior numero possibile di rialzi dei tassi prima che arrivi il previsto rallentamento economico.</p>
<p>I mercati hanno compreso la strategia della Fed e le aspettative d&#8217;inflazione rimangono ben ancorate.&#8221;</p>
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		<title>Treasuries, pronti all&#8217;acquisto se la correzione sarà eccessiva</title>
		<link>https://fondiesicav.it/treasuries-pronti-allacquisto-se-la-correzione-sara-eccessiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 11:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Pictet]]></category>
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		<category><![CDATA[Treasuries]]></category>
		<category><![CDATA[ig]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' improbabile che la Fed alzi i tassi al di là di quanto prezzato dai mercati. A colloquio con Fabio Castaldi, senior investment manager di Pictet Asset Management</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>E&#8217; improbabile che la Fed alzi i tassi al di là di quanto prezzato dai mercati. A colloquio con Fabio Castaldi, senior investment manager di Pictet Asset Management</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <img decoding="async" class="size-medium wp-image-100139 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-300x85.png" alt="pictet" width="300" height="85" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-300x85.png 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-1024x291.png 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-696x198.png 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-1392x395.png 1392w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-1068x303.png 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-2136x607.png 2136w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-1479x420.png 1479w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-2958x840.png 2958w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo-1920x545.png 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/04/pictet_logo.png 3356w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<h5></h5>
<h5><strong>La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?</strong></h5>
<p><strong> </strong>La Federal Reserve ha indubbiamente sorpreso i mercati nel mese di gennaio con una retorica molto più aggressiva &#8211; rispetto al recente passato &#8211; sul fronte del cambio di rotta della politica monetaria maturata alla fine dell’estate scorsa e sancita in ottobre con l’abbandono del paradigma di ‘temporaneità dell’inflazione. Non solo il primo rialzo (lift-off) è previsto nella riunione del 16 marzo, ma il presidente Powell ed altri membri del FOMC non escludono la possibilità di rialzi dei Fed Funds (di 25pb) ad ogni riunione programmata nell’anno in corso a partire dalla prossima (teoricamente fino a 7 rialzi sono sul tavolo nel 2022).</p>
<p><strong>Il mercato ha adeguato le aspettative per l’anno in corso, incorporando 125 punti base (verosimilmente 5 rialzi da 25 punti base ognuno). In aggiunta alla stretta sui <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Fed+Funds" target="_blank" rel="noopener">Fed Funds</a>, sembra oramai avanzata la discussione riguardo la riduzione del bilancio della Banca Centrale americana</strong> con un annuncio possibile in tempi relativamente brevi e con il possibile inizio della dismissione degli asset (titoli di stato e mutui cartolarizzati) già ad inizio estate.</p>
<p>Non solo un ripensamento della traiettoria di rientro dall’espansione monetaria, dunque, bensì anche una stretta sulla liquidità impensabile anche solo qualche settimana addietro.</p>
<p>A questo punto, i rialzi dei tassi incorporati nei prezzi di mercato ci sembrano eccessivi e, pur consapevoli che nel breve termine la retorica della FED difficilmente potrà mutare, <strong>riteniamo che nel corso del 2022 le pressioni inflazionistiche diminuiranno sensibilmente</strong> (in gran parte anche per un effetto ‘base’ favorevole rispetto al 2021) in un contesto di potenziale rallentamento economico laddove viene a mancare e, anzi, innesca la retromarcia, anche lo stimolo fiscale. Ci aspettiamo pertanto che, a partire dalla primavera, parte dei rialzi oggi prezzati possano venire riconsiderati dai mercati.</p>
<p>In questo scenario e in funzione di una politica di riduzione del bilancio della FED penalizzante per le scadenze medio-lunghe, ci aspettiamo che, in corso d’anno, la curva dei rendimenti americana possa recuperare parte della pendenza persa nei mesi recenti:  <strong>il differenziale fra il 10 anni e il 2 anni Treasury &#8211; passato dai 130 punti base di inizio ottobre 2021 ai 60 punti base attuali &#8211; potrebbe riallargarsi</strong> in virtu’ di pressioni al rialzo sul rendimento del decennale in area 2%/2,20%, con la parte breve, al contrario, ancorata vicino ai livelli attuali (1,20%).</p>
<h5><strong>In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?</strong></h5>
<figure id="attachment_63191" aria-describedby="caption-attachment-63191" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-63191" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2017/04/FabioCastaldi_PictetAssetManagement-e1491282134885-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2017/04/FabioCastaldi_PictetAssetManagement-e1491282134885-300x150.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2017/04/FabioCastaldi_PictetAssetManagement-e1491282134885.jpg 639w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-63191" class="wp-caption-text">Fabio Castaldi</figcaption></figure>
<p>Cautela in generale sulla classe d’attivo del reddito fisso. Suggeriamo pertanto un sottopeso sull’obbligazionario US in questa fase di virata hawkish della banca centrale ma siamo pronti ad intervenire in acquisto su correzioni eccessive in particolare sulla parte breve della curva dei <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Treasuries" target="_blank" rel="noopener"><strong>Treasuries</strong></a>, ritenendo improbabile che la FED possa essere in grado di rialzare i propri tassi di riferimento oltre a quanto già prezzato dai mercati.</p>
<p><strong>Restiamo invece molto cauti sulle obbligazioni societarie americane (IG e HY) laddove spread compressi e posizionamento diffuso rendono tale comparto particolarmente vulnerabile a movimenti di risk-off indotti dalla FED o da fattori esogeni di altra natura.</strong></p>
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		<item>
		<title>Usa, attesi dati su inflazione di febbraio</title>
		<link>https://fondiesicav.it/usa-attesi-dati-su-inflazione-di-febbraio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 08:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
		<category><![CDATA[Borse europee]]></category>
		<category><![CDATA[Treasuries]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si attendono in giornata dati su produzione industriale in Francia e in Italia i prezzi alla produzione. Wall Street chiude positiva grazie a calo rendimenti obbligazionari e a rimbalzo tecnologici. UniCredit</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i dati giunti stamane sull’inflazione in Cina, si attendono in giornata quelli<br />
sulla produzione industriale in Francia, <strong>i prezzi alla produzione in Italia</strong>, ma il<br />
<em>market mover</em> principale è l&#8217;inflazione negli Stati Uniti di febbraio.</p>
<p>Nel pomeriggio è prevista la decisione della banca centrale del Canada sui tassi.<br />
<strong>Bankitalia</strong> pubblica i dati sui depositi, impieghi, sofferenze bancarie di gennaio e<br />
sui titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine gennaio.</p>
<p><strong>In Cina l’inflazione misurata dall&#8217;indice dei prezzi al consumo è scesa in</strong><br />
<strong>febbraio dello 0,2% su base annua,</strong> rispetto a una flessione attesa dello 0,3%.<br />
Su mese il dato è salito dello 0,6%, più del +0,4% stimato dagli analisti. I prezzi<br />
alla produzione hanno segnato invece un forte balzo, sostenuti dal rally delle<br />
<strong><em>commodities</em></strong>: il dato è salito dell&#8217;1,7% su anno, rispetto al +1,5% atteso, e in<br />
forte ripresa dal +0,3% di gennaio, riportando la crescita più forte in 2 anni.</p>
<p>Sul fronte interno è attesa oggi la <strong>decisione dell&#8217;esecutivo sulle valutazioni del</strong><br />
<strong>Cts, che è favorevole a un <em>lockdown</em> in tutta Italia nei fine settimana. </strong>E a misure<br />
restrittive più rigide in zona gialla. Il fondo sovrano russo Rdif ha firmato un<br />
accordo con la società farmaceutica svizzera Adienne per produrre in Italia il<br />
vaccino <strong>Sputnik V</strong> contro il Covid-19. Obiettivo, produrre 10 milioni di dosi entro<br />
la fine dell&#8217;anno.</p>
<p><strong>Johnson&amp;Johnson</strong> ha comunicato all&#8217;UE di aver incontrato delle difficoltà nelle forniture che potrebbero complicare la consegna al blocco di 55 milioni di dosi di vaccini nel secondo trimestre.</p>
<p><strong>Dollaro in rialzo,</strong> sulla scia del <strong>calo dei rendimenti dei </strong><em><strong>Treasuries</strong>.</em> Il cross<br />
euro/dollaro è a 1,1880, in calo dello 0,18%, l&#8217;euro/yen scambia a 129,22, il<br />
dollaro scambia a 108,79 yen, in rialzo dello 0,3%.</p>
<p><strong>Prezzi del petrolio in calo stamane,</strong> mentre si attenuano i timori legati a<br />
un&#8217;interruzione della fornitura in Arabia Saudita. Il <em>futures</em> sul Brent cede il<br />
1,10% a USD 66,80 il barile, al Nymex il Wti Usa -0,805% a USD 63,50.</p>
<p>Stamane il <strong>Bund future giugno ha aperto in rialzo di 14 tick a 171,37,</strong> il Btp<br />
future guadagna 11 bp a 148,87. Lo <strong>spread Btp/Bund riparte da 100 pts</strong>, con il<br />
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,67%. Il Tesoro offre oggi in asta EUR<br />
6 mld di Bot annuali. Resta comunque domani la giornata clou della settimana,<br />
con l&#8217;asta dei Btp a 3 e 7 anni e soprattutto con la <strong>riunione della BCE da cui ci si</strong><br />
<strong>aspettano segnali più chiari su inflazione e rialzo dei rendimenti dei governativi.</strong></p>
<p><strong>Apertura debole per le borse europee,</strong> con i principali indici EU e Piazza<br />
Affari di poco sotto la parità nelle prime battute. <strong>Fiacchi i titoli bancari,</strong> in calo<br />
Atlantia, Tenaris, Amplifon, CNH Industrial, Leonardo, Moncler, Pirelli e Unipol.<br />
In rialzo invece Campari, Enel, Interpump e Inwit.</p>
<p><strong>Borse asiatiche poco mosse stamane,</strong> con <strong>l&#8217;indice Nikkei 225 della borsa di</strong><br />
<strong>Tokyo che ha chiuso la sessione piatto a +0,03%</strong>. Sulla debolezza degli indici<br />
azionari asiatici incide il calo dei <em>futures</em> Usa, successivo ai forti acquisti che,<br />
nella sessione della vigilia, hanno interessato il Nasdaq.</p>
<p><strong>La borsa di Sidney perde lo 0,84%</strong> scontato anche il calo dei prezzi del petrolio, con il settore dei titoli energetici che è sceso del 2,11%. Male anche i titoli finanziari. Male anche<br />
la borsa di Seoul, con il Kospi che ritraccia dello 0,60%. Pressoché invariate la<br />
borsa di Shanghai e quella di Hong Kong.</p>
<p><strong>Wall Street ha chiuso positiva ieri sostenuta dal calo dei rendimenti obbligazionari e dal rimbalzo dei tecnologici.</strong> L&#8217;S&amp;P 500 ha guadagnato l&#8217;1,42% ed il Nasdaq Composite il 3,69%. Poco sopra la parità il Dow Jones (+0,10%). Prese di beneficio sul comparto bancario.</p>
<p>Tra i titoli in evidenza, il rivenditore di articoli sportivi <strong>Dick&#8217;s Sporting Goods -6,46%</strong> dopo aver annunciato una trimestrale superiore alle attese ma ha fornito un <em>outlook</em> deludente. Il fornitore di servizi cloud <strong>Dropbox +4,12%</strong> dopo l’annuncio dell&#8217;acquisto della piattaforma di protezione e condivisione documenti DocSend per USD 165 mln<br />
in contanti. Il <em>retailer</em> online d&#8217;abbigliamento <strong>Stitch Fix -28,15%</strong> dopo una<br />
trimestrale sotto le attese.</p>
<p><strong>Acadia Pharmaceuticals -45,35%</strong> dopo le carenze riscontrate dalla FDA sulla domanda di nuove applicazioni presentata dal gruppo biotech per il Pimavanserin, il trattamento della psicosi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una delle poche certezze è l&#8217;impennata del debito pubblico</title>
		<link>https://fondiesicav.it/debito-pubblico-italia-coronavirus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 12:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Btp]]></category>
		<category><![CDATA[Treasuries]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I titoli di Stato forse sono sicuri, tuttavia è improbabile che possano produrre un buon rendimento reale: occorre puntare sui TIPS Usa rispetto ai Btp. Chris Iggo, AXA IM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle poche certezze sul futuro è l’impennata del debito pubblico. Molti di noi si stanno chiedendo come affronteremo questa situazione. <strong>Pagheremo più tasse?</strong> Come potranno riprendersi i Paesi con una posizione fiscale più difficile? Le misure per il contenimento del debito e dell’<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inflazione</a> sono un’opzione realistica?</p>
<p>Nei prossimi anni, la maggior parte delle economie avrà un Pil più contenuto e un debito più elevato e, nel contempo, dovremo mantenere i tassi di interesse bassi. I titoli di Stato forse sono sicuri, tuttavia è <strong>improbabile che possano produrre un buon rendimento reale</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-55385" src="http://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-300x200.jpg" alt="AXA IM analisi debito pubblico" width="300" height="200" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA-1024x683.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/05/AXA.jpg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<figure id="attachment_58314" aria-describedby="caption-attachment-58314" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-58314" src="http://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/09/Chris_Iggo_AXA-e1473401999256-300x197.jpg" alt="Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers, sul debito pubblico italiano, sulla crisi e gli investimenti" width="300" height="197" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/09/Chris_Iggo_AXA-e1473401999256-300x197.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/09/Chris_Iggo_AXA-e1473401999256-1024x671.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/09/Chris_Iggo_AXA-e1473401999256.jpg 1547w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-58314" class="wp-caption-text">Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers</figcaption></figure>
<p>Ci troviamo ancora in acque molto agitate, mentre<strong> le <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/banche-centrali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">banche centrali</a> acquistano titoli</strong> immettendo liquidità sul mercato e la propensione al rischio scende di fronte ai dati economici preoccupanti e ai tristi resoconti sul numero di morti giornalieri. La volatilità, pur essendo ancora alta rispetto allo standard prima della crisi, in genere sta scendendo poiché i mercati sono affaticati dagli avvenimenti delle ultime settimane. E<strong> non vedono sufficienti progressi da investire maggiormente nella ripresa</strong> economica.</p>
<p>La fase di realizzazione dei piani fiscali e degli interventi delle banche centrali <strong>dovrebbe ridare un po’ di fiducia.</strong> Ma più a lungo gli investitori dovranno attendere che altri Paesi mostrino qualche segnale di miglioramento della curva pandemica, maggiori sono le possibilità che i prezzi degli strumenti più esposti al rischio scontino un futuro difficile.</p>
<h2>Stime incerte</h2>
<p>Gli economisti stanno rivedendo continuamente le stime sul Pil, che dipendono molto dai progressi nelle prime due fasi del percorso di ripresa, ovvero l’appiattimento della curva pandemica e la rapidità e il ritmo con cui si uscirà dai lockdown. <strong>La ripresa del Pil dipende dalle <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/lockdown/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dinamiche della quarantena</a></strong>. Maggiore sarà la rapidità con cui verranno allentate le restrizioni, maggiore potrà essere il rimbalzo dell’attività economica (anche se non necessariamente). Ho esaminato le stime di consensus per il Pil trimestrale di Bloomberg, e in molti casi i dati trimestrali indicano una ripresa a forma di V nel momento in cui le economie torneranno al lavoro e si ritornerà a qualche forma di socialità.</p>
<p>Anche qualora queste cifre risultassero ottimiste, la maggior parte dei Paesi chiuderà comunque il 2020 con un <strong>Pil reale assai inferiore a quello della fine del 2019</strong>. Sospetto che la maggior parte di tali stime presupponga la chiusura totale delle politiche di contenimento prima della fine dell’anno, ma c’è sempre il rischio che ciò non accada e che qualche forma di lockdown persista per mesi. Per determinare la rapidità con cui verranno ridotte le restrizioni, le autorità cercheranno di capire se sia stato raggiunto un certo grado di immunità sociale, o se sia stata trovata una soluzione farmaceutica contro il virus.</p>
<h2>Dimentichiamoci della crescita</h2>
<p>Dopo la crisi finanziaria globale avevo impostato un foglio di calcolo per monitorare il Pil reale di diversi Paesi sviluppati, aggiornato trimestralmente sulla base dei dati OCSE. Il punto di partenza era l’ultimo trimestre del 2007 quando il Pil globale aveva raggiunto il livello massimo prima che iniziasse il credit crunch. Il ciclo ha toccato il fondo nel 2009 e nei dieci anni successivi la maggior parte dei Paesi ha registrato una crescita moderata fino alla fine dello scorso anno. Durante tale decennio il Pil è cresciuto di più negli Stati Uniti e in Canada, seguiti da Germania, Regno Unito e Francia. Spagna e Italia sono ricadute nella recessione nel 2012, durante la crisi del debito sovrano nell’Eurozona. Purtroppo l’Italia ha faticato a recuperare. Sulla base dei dati di consensus Bloomberg, il Pil italiano alla fine del 2020 probabilmente sarà del 10% circa inferiore al dato del 4° trimestre del 2007, oltre 12 anni fa. In base a tali stime, l’Italia sarà quindi “più povera” della Germania del 18% circa rispetto al 2007. Non ci stupiamo dunque delle crepe nell’Area Euro.</p>
<h2>Debito pubblico: il caso Italia</h2>
<p>Il debito pubblico italiano ha continuato a salire in tale periodo. L’inflazione non è stata molta, dunque a fronte di un debito nominale in aumento e di un Pil reale in calo, il <strong>rapporto tra debito e Pil è salito da poco</strong> <strong>oltre il 100% al 135% circa</strong>. Secondo le stime, entro la fine dell’anno supererà il 150%, ovvero sarà di oltre 2.500 miliardi di euro (più di 40.000 euro per ogni cittadino). Gli indicatori sono peggiorati rispetto al 2012. La grande differenza è che l’UE ha deciso e dimostrato che intende fare tutto quanto in suo potere per salvare l’euro.</p>
<p>Questo significa inviare <strong>più aiuti all’Italia in futuro</strong>, per sostenere la crescita e alleggerire in qualche modo l’onere del debito, attraverso l’acquisto sproporzionato del debito italiano da parte della BCE o attraverso qualche forma di mutualizzazione o condivisione del debito. È un tema caldo in Europa in questo momento, dovremo attendere gli accordi tra i leader politici. Se qualche governo del Nord Europa non sembrasse disposto a trovare nuovi modi di alleviare il debito italiano, potrebbe manifestarsi un’ondata di avversione al rischio nei confronti dell’euro, oltre allo stress e alle tensioni provocati direttamente dal virus e dal lockdown. Questo è <strong>il rischio più grave per i mercati europei nel breve termine.</strong></p>
<h2>Impennata del debito pubblico</h2>
<p>Queste proiezioni sul Pil sembrano negative per tutti i Paesi, che si troveranno con un Pil assai inferiore al picco della ripresa, anche nell’ipotesi di un rimbalzo a forma di V nel 3° o nel 4° trimestre. Unitamente a un forte aumento del deficit di bilancio, assisteremo a un diffuso incremento del rapporto tra debito pubblico e Pil. Nel Fiscal Monitor di aprile 2020, il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato le proiezioni su saldo fiscale e debito per i Paesi membri nel 2020.</p>
<p>Nel complesso, quest’anno le economie avanzate presenteranno un <strong>deficit di bilancio del 10% del Pil, in aumento rispetto al 3% nel 2019</strong>. Secondo le stime, negli Stati Uniti il deficit salirà al 15%, a fronte dell’8,3% nel Regno Unito, del 9,2% in Francia e del 5,5% in Germania, dopo l’avanzo dell’1,4% del Pil registrato lo scorso anno. Nei mercati emergenti quest’anno il rapporto tra deficit e Pil in media raddoppierà. Ciò comporta un forte aumento del rapporto tra debito pubblico lordo e Pil. Nelle economie avanzate il rapporto dovrebbe salire dal 105,2% dello scorso anno al 122,4%, e gli Stati Uniti registreranno un incremento di oltre 20 punti percentuali.</p>
<p><strong>L’Area Euro nel suo complesso sembra in una situazione migliore</strong>, con un rapporto tra debito e Pil del 97,4%, che però nasconde enormi differenze interne, con la Germania al 68,7% e l’Italia al 155,5%. E questo solamente nel 2020. Naturalmente il rischio è che il deficit di bilancio e i prestiti persistano e che il debito continui a salire.</p>
<h2>Sicurezza e protezione</h2>
<p>Gli strumenti più sicuri in termini di flusso di cassa restano i titoli di Stato &#8216;core&#8217;. Il loro rendimento reale potrebbe però peggiorare <strong>a meno che non siano protetti dall’inflazione</strong>. In Europa, il rischio principale è un forte peggioramento degli squilibri della crescita e della stabilità fiscale.</p>
<p>Se l’amministrazione dell’Area Euro non si adatterà a tale situazione, allora peggiorerà anche il rischio di credito sovrano. <strong>Puntare sui TIPS USA rispetto ai BTP</strong> è stata una buona idea recentemente e potrebbe continuare a esserlo in futuro.</p>
<p><em>A cura di Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers</em></p>
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		<title>Covid-19: si rischia calo Borse di almeno il 20%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 13:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[curva dei rendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Treasuries]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupa l'enfasi eccessiva sulla conta dei casi: attenzione potrebbe spostarsi sugli Usa, dove contagio è agli inizi. Il punto di Generali Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha appena adottato <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-10/coronavirus-misure-conte-numeri-7407196/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">drastiche misure di contenimento</a>. È inevitabile che altri paesi seguiranno l&#8217;esempio. Queste <strong>misure contribuiranno a rallentare il contagio</strong>, anche se nell&#8217;immediato accentueranno l&#8217;effetto frenante sull&#8217;economia.</p>
<p>Le tendenze di mercato continuano a essere dettate dai dati sul Covid-19 (108 mila casi all&#8217;8 marzo). Manteniamo un atteggiamento cauto considerando:</p>
<ol>
<li>l&#8217;enfasi ossessiva sulla conta di casi (insidiosa almeno per altre due settimane) e</li>
<li>il <strong>rischio di un crollo azionario che superi il 20%</strong>. L&#8217;attenzione potrebbe spostarsi sugli Stati Uniti, dove il contagio è nella fase iniziale.</li>
</ol>
<p><strong>L&#8217;Arabia Saudita ha lanciato una <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/petrolio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra dei prezzi petroliferi contro la Russia</a></strong>. Il momento non potrebbe essere peggiore: il crollo dei prezzi petroliferi accentua la pressione sul mercato high yield statunitense (in cui l&#8217;energia ha un peso notevole).</p>
<p>La risposta immediata del mercato alla politica economica è meno pronunciata del solito, dal momento che quelle misure non possono affrontare i problemi sul fronte dell&#8217;offerta. Ma ciò non toglie che siano <strong>interventi assolutamente necessari</strong>. Una volta superata l&#8217;emergenza Covid-19, favoriranno una netta svolta del sentiment.</p>
<p><a href="http://www.fondiesicav.it/tag/spread/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>L&#8217;ampliamento degli spread</strong></a> sul mercato monetario (FRA-OIS) merita attenzione. I problemi di finanziamento dovrebbero sostenere il dollaro in affanno, penalizzando però le azioni globali; le banche centrali sembrano orientate a fornire abbondante liquidità.</p>
<p>Dal punto di vista tattico, reintrodurre <strong>esposizione ad attivi come azioni e obbligazioni high yield appare ancora rischioso</strong>. Ci aspettiamo una certa tenuta nel credito Investment Grade (IG), soprattutto in Europa dove la <a href="http://www.fondiesicav.it/tag/bce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bce</a> probabilmente aumenterà gli acquisti (riunione del 12 marzo).</p>
<p>In prospettiva, intendiamo incrementare di nuovo le posizioni approfittando dei prezzi decisamente scontati delle azioni rispetto alle obbligazioni &#8220;esenti da rischio&#8221;. Per gli investitori a lungo termine, questa correzione offrirà<strong> ampie opportunità di acquisto</strong>. Appena la curva dei contagi da Covid-19 si appiattirà, auspicabilmente in primavera, le misure di stimolo in campo contribuiranno a una netta svolta positiva del sentiment.</p>
<h2>Il mercato obbligazionario</h2>
<p>Sul <strong>fronte dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tassi</a></strong>, il mercato sconta un appiattimento della curva degli swap. Negli ultimi giorni, si sono registrati swap receiver su scadenze a lungo termine, acquisti di OAT a 15 anni dopo l&#8217;asta positiva, acquisti di OAT a 5-6 anni e posizioni long su OAT a 30 anni contro short su OAT a 10 anni o dirette. <strong>Prese di profitti su swap di asset a lungo termine</strong> (ASW), poco richiesti i titoli sovrani a scadenza molto lunga. Vivaci gli acquisti di BTP a 3-5 e a 10 anni, probabilmente da parte di investitori nazionali.</p>
<p>Vediamo condizioni di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/btp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>liquidità scarse sui BTP</strong></a>, con gli indicatori che si stanno deteriorando, anche se non sono ancora negativi come a maggio 2018, e una situazione simile anche per i Bonos spagnoli; c&#8217;è stato un netto peggioramento per i titoli semi-core, con l&#8217;ampliamento degli spread. Su questo fronte si rileva un complessivo degrado.</p>
<p>Ci aspettiamo un <strong>appiattimento di tipo bull della curva dei Treasury Usa</strong> (con i rendimenti sulle scadenze a 30 anni per la prima volta in calo sotto l&#8217;1,5%) e tassi USA ancora sovraperformanti su quelli EUR. Intanto la curva dei rendimenti sugli swap EUR potrebbe continuare a invertirsi nel segmento lungo, vista l&#8217;esigenza di convessità.</p>
<p>I volumi nell&#8217;indice del credito sono stati robusti, soprattutto a fini di copertura. Sul fronte del <strong>credito cash</strong>, i volumi non sono ancora alti. Ma i timori a livello dell&#8217;indice continuano a <strong>spingere <a href="http://www.fondiesicav.it/tag/bond/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le obbligazioni</a></strong>. In generale, in ambito obbligazionario c&#8217;è richiesta di qualità e i clienti tradizionali vogliono estendere la duration. Ci attendiamo ancora che il credito IG europeo mostri una buona tenuta, in termini di ritorno complessivo.</p>
<p>A nostro parere, i <strong>titoli societari continueranno a sovraperformare i finanziari</strong>. Soprattutto nell&#8217;area degli emittenti periferici non di rilevanza sistemica. Per i quali potrebbero riemergere problemi di deterioramento della qualità degli asset, con i <strong>crescenti rischi di recessione</strong>.</p>
<p>Sebbene ci sia spazio per un ampliamento degli spread del credito IG, eventuali movimenti di prezzo nel breve termine dovrebbero essere compensati dall&#8217;ulteriore compressione dei rendimenti &#8220;risk free&#8221;.</p>
<h2>Il mercato azionario</h2>
<p><strong>L&#8217;indice MSCI World perde il 9%</strong> su base annua e il 12% dall&#8217;inizio della correzione (-15% per lo STOXX Europe 600), per effetto della propagazione dell&#8217;epidemia nei paesi sviluppati, a cominciare da Corea del Sud e Italia. La correzione ad ampio raggio ha coinvolto tutti i settori. Penalizzando però in modo particolare le <strong>banche</strong> e il comparto dei viaggi e del tempo libero, che sono i più colpiti dalla crisi in atto.</p>
<p>In termini di stile, il contesto recente ha chiaramente <strong>favorito i titoli di qualità</strong> rispetto a quelli orientati al valore, che hanno subito le perdite maggiori. Per quanto riguarda il posizionamento, la correzione ha fatto scattare una drastica riduzione delle esposizioni azionarie considerate rischiose, soprattutto da parte delle <strong>strategie sistematiche</strong>.</p>
<p>Secondo le stime i <strong>fondi con target di liquidità</strong> sono al 5° percentile di esposizione azionaria. Mentre quelli cosiddetti trend follower sono al 25° percentile e gli hedge fund azionari beta al 10°.</p>
<p>I fondi long-only sono stati più lenti a ridurre l&#8217;esposizione azionaria all&#8217;inizio della correzione di mercato e stanno accelerando in questa seconda fase. Il rimbalzo recente è derivato principalmente da attività di <strong>ribilanciamento dei fondi pensione globali</strong> e dalle operazioni di re-risking delle strategie sistematiche, ma questi soggetti ormai sono tornati nella posizione di venditori.</p>
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		<title>Lfde: &#8220;L&#8217;avvicinarsi delle elezioni Usa non impatterà su decisioni Fed&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Quantitative easing]]></category>
		<category><![CDATA[La Financière de l'Echiquier]]></category>
		<category><![CDATA[Treasuries]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Financière de l’Échiquier. Enguerrand Artaz, fund manager, risponde alle domande di Fondi&#038;Sicav sulla fine del quantitative easing</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/lfde-lavvicinarsi-delle-elezioni-presidenziali-non-impattera-su-decisioni-fed/">Lfde: &#8220;L&#8217;avvicinarsi delle elezioni Usa non impatterà su decisioni Fed&#8221;</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.fondiesicav.it/la-financiere-de-lechiquier-ottiene-il-label-sri-per-6-fondi/"><strong>La Financière de l’Échiquier</strong></a><strong>. Enguerrand Artaz, fund manager, risponde alle domande di Fondi&amp;Sicav sulla fine del quantitative easing</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-89151 aligncenter" src="http://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-300x89.jpg" alt="" width="300" height="89" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-300x89.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-1024x304.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-696x206.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-1392x413.jpg 1392w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-1068x317.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1-1417x420.jpg 1417w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/logo_LaFinanciereDeLEchiquier_quadri-1.jpg 1562w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<figure id="attachment_89383" aria-describedby="caption-attachment-89383" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-89383" src="http://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/LFDE_Enguerrand_Artaz_-e1582875138602-300x258.jpeg" alt="" width="300" height="258" /><figcaption id="caption-attachment-89383" class="wp-caption-text">Enguerrand Artaz, La Financière de l&#8217;Échiquier</figcaption></figure>
<p><strong>Nell’ipotesi in cui la netta divergenza di impostazione tra le politiche monetarie di Fed e Bce dovesse mantenersi ampia o tendere ad un ulteriore ampliamento, quali opportunità ritenete possano essere colte nei mercati?</strong></p>
<p>Dopo un periodo, in particolare nel 2018, in cui le traiettorie monetarie della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve divergevano,<strong> nel 2019 gli approcci sono andati sempre più convergendo</strong>. Interrompendo la normalizzazione monetaria prima e abbassando i tassi di riferimento poi,<strong> la <a href="/tag/fed">Fed</a> ha raggiunto la Bce sul campo del <a href="/tag/quantitative-easing"><em>quantitative easing</em></a></strong>. Sebbene gli strumenti utilizzati non siano esattamente identici, gli approcci monetari sono ormai simili su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico. Se ci dovesse essere una divergenza verrebbe più verosimilmente dal lato dalla Fed.<br />
Da una parte, <strong>le misure accomodanti che ha messo in atto sono di natura più provvisoria rispetto a quelle della Bce</strong>. La materializzazione di una ripresa ciclica stabile e duratura, sia negli Stati Uniti che a livello globale, potrebbe quindi portare la Federal Reserve a promuovere una nuova stretta monetaria. In questo caso, i tassi europei andrebbero privilegiati rispetto a quelli americani e le azioni cicliche americane rispetto a quelle difensive.<br />
Dall’altra, nel caso di un peggioramento congiunturale più significativo, la<strong> Fed ha più margine di manovra per tagliare i tassi rispetto alla Bce</strong> che li ha già portati in territorio negativo. In questo scenario piuttosto cupo a livello mondiale, i tassi americani, soprattutto a breve termine, fungerebbero da bene rifugio.</p>
<p><strong>Cosa vi aspettate dalla Fed nel corso del 2020? Sulle scelte di politica monetaria (tassi, acquisto titoli) peseranno più i dati macro o l’approssimarsi delle elezioni presidenziali? I Treasury continueranno a offrire un porto sicuro agli investitori?</strong></p>
<p><strong>Non pensiamo che la Fed metta drasticamente in discussione il suo posizionamento accomodante nel 2020.</strong> La ripresa globale rimane fragile e potrebbe essere rallentata da episodi come la crisi del <a href="/tag/coronavirus">coronavirus</a>. <strong>La Fed rimarrà quindi attenta all&#8217;andamento dei dati macroeconomici</strong> e ha la possibilità di abbassare ulteriormente i tassi o addirittura di aumentare più rapidamente le dimensioni del suo bilancio. In caso di nuovo degrado delle condizioni economiche gli <strong>Us <a href="/tag/treasuries"><em>treasuries</em></a> rimarrebbero certamente un bene rifugio per gli investitori.</strong> Sembra invece <strong>poco probabile che l&#8217;avvicinarsi delle elezioni presidenziali abbia un qualsiasi impatto sulle decisioni della Federal Reserve.</strong></p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/lfde-lavvicinarsi-delle-elezioni-presidenziali-non-impattera-su-decisioni-fed/">Lfde: &#8220;L&#8217;avvicinarsi delle elezioni Usa non impatterà su decisioni Fed&#8221;</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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