I Treasury sono crollati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo i rendimenti verso l’alto. Il che è piuttosto strano, visto che in caso di percezione di un pericolo crescente da parte degli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in beni rifugio.

Abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio come interpretare il calo dei prezzi.

L’escalation dell‘inflazione, il ritmo record degli aumenti dei tassi da parte della Fed, la riduzione delle aspettative di recessione e il forte deficit statunitense (lo stock di debito americano è passato da 18 a 26 trilioni di USD) che ha generato la necessità di rifinanziamento, sono stati i fattori determinanti di riduzione del prezzo dei Treasury.

La corsa degli investitori ai beni rifugio, come il Treasury americano, è venuta meno perché i dati macro negli Stati Uniti continuano a essere positivi: economia ancora in crescita, mercato del lavoro solido e rallentamento dell’inflazione, seppur sopra il target del 2%, hanno fatto prevedere uno scenario di “atterraggio morbido”, allontanando il rischio di recessione.

Ma la continua normalizzazione dell’inflazione fino al 2024, secondo alcuni dei gestori intervistati, renderà i Treasury ancora attrattivi come bene rifugio e diversificatori rispetto alle azioni.

E’ questo dunque un buon punto di ingresso per chi vuole aumentare la quota del portafoglio in treasury decennali o è meglio concentrarsi sui titoli di stato americani a più breve scadenza?

Per la maggior parte dei gestori intervistati, agli attuali rendimenti di mercato e su una base aggiustata per il rischio, i Treasury a breve scadenza sono molto appetibili. Anche perché i rendimenti di titoli con scadenza molto lunga appaiono più a rischio data la necessità di finanziare un deficit molto ampio.

Secondo altri, le scadenze più promettenti sembrano essere quelle a dieci anni e il motivo è la probabile normalizzazione dei tassi su livelli più bassi. Il consiglio è quello di allungare la duration poiché posizionarsi solo sul breve è considerato rischioso per non andare a cogliere rendimenti molto interessanti a dieci anni.

E’ opinione comune che il mercato si troverà ad affrontare una volatilità elevata sul mercato dei Treasury, che impone molta attenzione al timing.

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