Florian Späte Senior Bond Strategist di Generali Investments

Italia al primo posto con quasi 234,09 mld di euro di emissioni nel primo semestre seguita dalla Francia con 211,4

Le prospettive di emissione dei titoli sovrani dell’area euro per il 2026 rimangono sostanzialmente invariate, con la Germania che ha confermato la scorsa settimana un piano per il terzo trimestre invariato rispetto alle indicazioni di dicembre 2025.

L’emissione lorda per l’intero anno è attesa leggermente al di sopra di 1.400 miliardi di euro, segnando un nuovo massimo storico (contro i 1300mld nel 2025).

L’emissione netta per l’intero anno è prevista poco sopra i 500 miliardi di euro, solo marginalmente inferiore ai livelli del 2023. Dopo circa 395 miliardi di euro di QT della BCE, l’offerta netta complessiva (incluso il QT BCE) raggiunge quasi i 900 miliardi di euro, un altro record.

Anche se le turbolenze geopolitiche hanno generato maggiore volatilità, i mercati primari sono rimasti resilienti nel primo semestre.

L’emissione netta è già prossima ai 400 miliardi di euro, implicando che quasi l’80% dell’obiettivo annuale è stato collocato.

Il progresso delle emissioni è più avanzato in Grecia (86%) e Irlanda (79%), mentre la Germania al 54% riflette un profilo di emissione più uniforme nel tempo.

Green bond

Dopo un avvio d’anno debole (Q1: 13 miliardi di euro), le emissioni sono aumentate moderatamente nel secondo trimestre. Complessivamente, circa 38 miliardi di euro sono stati collocati sul mercato: leggermente sopra lo scorso anno ma ancora poco più del 4% dell’offerta totale.

TITOLI A LUNGA SCADENZA

La quota di emissioni di titoli a lunghissima scadenza (oltre i 10 anni) è scesa dal 44% nel primo trimestre al 35% nel secondo trimestre, con una media del 40% nel primo semestre. Questo livello rimane comunque all’interno dell’intervallo della media di lungo periodo.

In particolare, Grecia e Irlanda hanno ulteriormente aumentato la scadenza media delle loro emissioni, collocando titoli con scadenze molto lunghe.

Il restante fabbisogno di emissioni nella seconda metà dell’anno (circa 510 miliardi di euro lordi e 110 miliardi di euro netti) dovrebbe essere assorbito senza difficoltà, salvo significative perturbazioni dei mercati.

Se la ripresa economica accelererà verso fine anno, la BCE, come previsto, si asterrà da ulteriori rialzi dei tassi, e le condizioni di mercato resteranno favorevoli, continuiamo a vedere spazio per un moderato restringimento degli spread.