Il mercato obbligazionario area euro ha sperimentato un ampliamento degli spread che appare eccessivo in particolare per i Btp. Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income – Mandates presso Generali Asset Management

 

BTP

La scorsa settimana l’area euro è stata l’epicentro della volatilità globale sui tassi d’interesse. La sottoperformance dei titoli di Stato francesi si è accentuata, generando effetti di contagio sugli altri mercati sovrani e determinando un significativo ampliamento degli spread nei Paesi non core, inclusi Grecia, Spagna e Italia.

 

In questo contesto si è osservata un’inversione della correlazione tra duration e spread. I rendimenti dei Bund tedeschi si sono mossi al ribasso in una classica dinamica di “flight to quality”, in quanto l’inasprimento delle condizioni finanziarie imposto dal mercato potrebbe avere implicazioni rilevanti per il percorso di rialzo dei tassi avviato dalla BCE.

 

Riteniamo improbabile che la BCE modifichi la sua politica monetaria agli attuali livelli di spread. Tuttavia, per evitare un ulteriore irrigidimento delle tensioni sui mercati sovrani, l’istituto potrebbe valutare un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi oppure una revisione del processo di riduzione del proprio bilancio.

 

Mentre la situazione francese rimane particolarmente delicata in assenza di un sostegno della banca centrale, gli spread attuali dei BTP appaiono su livelli estremi e poco coerenti con i fondamentali. Lo spread a 10 anni Italia-Germania, che venerdì aveva raggiunto un massimo intraday di oltre 130 punti base, è ora in area 110 punti base. Alla luce dei fondamentali economici e fiscali, ci attendiamo un’ulteriore normalizzazione dello spread italiano.