Scenario favorevole per i titoli finanziari. David Benamou, co-fondatore e direttore degli investimenti di Axiom Alternative Investments (società di gestione indipendente specializzata nel financial credit), analizza le prospettive del comparto

In un contesto in cui continua il ciclo di revisione al rialzo degli utili delle banche europee più lungo della storia recente, , Benamou consiglia tatticamente una maggiore diversificazione all’interno del comparto finanziario europeo.

“Le banche hanno battuto anche nel secondo trimestre di quest’anno le stime del mercato per il ventitreesimo quarto consecutivo. La performance degli istituti di credito è stata nel complesso eccellente: oltre il 90% delle banche ha superato le aspettative e l’80% ha registrato revisioni al rialzo degli utili per azione (Eps) previsti. Tuttavia – spiega Benamou-  nonostante fondamentali solidi e valutazioni ragionevoli, l’espansione dei multipli in questo settore potrebbe essere frenata da una serie di questioni ancora irrisolte: dalle scorte energetiche in calo alle pressioni sui titoli di stato a causa dell’impennata dei costi di servizio del debito e del calendario elettorale.

I rendimenti obbligazionari, qualora continuassero a salire, potrebbero rallentare la crescita dei prestiti e dei depositi; la debolezza dei mercati del lavoro potrebbero aggravare le difficoltà degli emittenti più vulnerabili, mentre il debito legato all’Ai sta creando nuovi rischi. Per queste ragioni, diversificare con borse, broker, (ri)assicuratori e Reit, dove le valutazioni appaiono attrattive, dovrebbe offrire un modo per ottenere rendimenti totali simili riducendo al contempo la sensibilità ai fattori macroeconomici”.

Buoni risultati per le banche…

Il settore finanziario ha indubbiamente registrato delle buone performance, nonostante il mercato abbia particolarmente privilegiato temi quali l’Ai, la difesa e l’energia, ovvero i comparti in cui si sta assistendo a una forte spesa in conto capitale. I risultati bancari del secondo trimestre hanno visto l’utile ante imposte superiore del 6% rispetto al consenso e le previsioni sull’Eps (earning per share, utili per azione) sono state riviste al rialzo del 2% per il 2026 e dell’1% per il 2027. Il margine di interesse è aumentato dell’1% e le commissioni del 4%, con risultati molto positivi nel trading azionario, nell’investment banking e nella raccolta sulla scia delle Ipo e delle emissioni degli hyperscaler.

I costi rimangono sotto controllo e la qualità del credito è positiva, con un Npl ratio pari all’1,9%. Le commissioni sono state il fattore trainante di rilievo; per il resto, il margine di interesse, i costi e le svalutazioni hanno registrato un buon tasso di superamento delle aspettative, mentre il Cet1 ha mostrato un andamento più misto. Con il margine di interesse e le commissioni che dovrebbero crescere di circa il 4%-5% all’anno (1%-2% al di sopra del Pil nominale) e i costi che si attesteranno a circa il 2% all’anno (1%-2% al di sotto del Pil nominale), si prevede che le banche registrino una crescita degli utili pari a una cifra percentuale alta.

“Il recente aumento dei tassi non ha avuto alcun impatto sui costi dei depositi e il margine sulla clientela delle banche europee è alla media di lungo periodo. In particolare, se i tassi a breve rimangono al di sotto del 3%, non ci attendiamo una riallocazione significativa dei depositi da parte della clientela” – ha dichiarato David Benamou. Indubbiamente, ha ricordato il Cio, se la Bce dovesse fare “overshooting” sui tassi, ciò preverrebbe un’espansione dei multipli dei titoli del settore. In aggiunta, è probabile che tassi sopra il 4% per un periodo lungo intacchino la crescita degli impieghi bancari.

 

…ma anche per la maggior parte del settore finanziario

Broker, borse e gestori tradizionali stanno beneficiando di un’attività di trading e di afflussi da record, soprattutto verso i titoli azionari, poiché i clienti sono alla ricerca di rendimenti e si intensificano I flussi strutturali (riforma pensionistica, ricambio generazionale). Gli investimenti alternativi continuano a soffrire a causa delle preoccupazioni relative al credito privato, al settore del software e agli strumenti “evergreen”.

Il credito al consumo, gli immobili commerciali a uso ufficio e le Pmi rimangono settori da tenere d’occhio. Per quanto riguarda invece le piattaforme online, le borse valori e i gestori patrimoniali tradizionali i net interest income sono stati robusti e i miglioramenti trainati dai volumi.

Nel settore assicurativo il solvency ratio e la generazione di capitale sono a livelli record, il ramo vita continua a registrare forti afflussi, ma la crescita dei premi nel ramo danni e nella riassicurazione sta complessivamente rallentando.

Catalizzatori negativi e positivi per il settore

Sui mercati finanziari pesano, nel prossimo futuro, l’incertezza geopolitica e gli appuntamenti elettorali in Francia e Italia che potrebbero alimentare la volatilità dei titoli governativi. A ciò si somma la concorrenza sul mercato e la possibilità che alcuni governi possano decidere una maggiore pressione fiscale per gli istituti di credito. Fra i catalizzatori potenzialmente positivi per il settore finanziario ci sono oggi la regolamentazione – che ha imboccato un percorso favorevole con la proposta in 38 punti della Commissione Ue, la revisione dell’output floor (soglia minima di capitale), la neutralizzazione della Frtb (Fundamental Review of the Trading Book) e i progressi sul fronte della normativa relativa alle cartolarizzazioni e della Saving Investment Union – e il consolidamento in atto.