Sulla curva dei rendimenti, resta favorito il segmento a breve e media scadenza rispetto a quello lungo. Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Asset Management

BTP

I Treasury sono saliti di 25 pb al 5,25%, sostenuti da PMI superiori alle attese e dal rialzo dei prezzi dell’energia. L’aumento è stato trainato dai tassi reali, saliti di 30 pb al 2,9%, massimo dal 2008, mentre i breakeven inflation si sono attestati al 2,35%. Il mercato attribuisce una probabilità del 70% a un rialzo dei tassi della Fed a ottobre.

I prossimi dati su Core PCE (3,3% atteso), ISM e Nonfarm Payrolls saranno determinanti per confermare la resilienza dell’economia e del mercato del lavoro. In un contesto di crescita solida, investimenti in AI e pressioni inflazionistiche legate all’energia, il livello di equilibrio dei tassi resta elevato. Un rendimento del Treasury decennale intorno al 5% potrebbe rappresentare un livello neutrale nel breve termine.

I rendimenti del Bund sono saliti al 3,65%, con breakeven inflation stabili al 2,25% e aspettative d’inflazione 5Y5Y al 2,15%. I dati macroeconomici continuano a mostrare segnali positivi, con il PMI composito in crescita a 53,1 e l’indice Ifo tedesco a 89,9.

L’attenzione del mercato resta focalizzata sull’inflazione, attesa al 3,7% per l’indice headline e al 2,5% per la componente core. Secondo Lagarde, l’impatto dei maggiori prezzi dell’energia sui salari rimane limitato, mentre tassi più elevati potrebbero frenare la crescita. In questo contesto, un rialzo dei tassi della BCE a ottobre appare poco probabile.

Riteniamo che rendimenti del Bund superiori al 3,5% incorporino già lo scenario macroeconomico e i relativi rischi, confermando una visione costruttiva sulla duration.

Confermata un’esposizione alla duration superiore al benchmark, con sovrappeso sui titoli governativi italiani, europei, spagnoli e greci, e sottopeso sui titoli francesi. Sulla curva dei rendimenti, resta privilegiato il tratto a breve e media scadenza, mantenendo un’esposizione più contenuta sulle scadenze lunghe, in particolare sul segmento trentennale.

Il mercato del credito europeo ha risentito del rialzo dei tassi e dell’aumento dei prezzi dell’energia, con conseguente ampliamento degli spread creditizi e un marcato rallentamento dell’attività sul mercato primario. In tale contesto, restiamo selettivi e orientati a valutare nuove opportunità solo in presenza di concessioni più interessanti.

L’allargamento degli spread ha interessato soprattutto i settori ciclici, maggiormente esposti all’andamento dei prezzi energetici. Da inizio anno, le performance restano negative, con il comparto finanziario che continua a sovraperformare i corporate non finanziari. All’interno dei finanziari, il settore immobiliare rimane sotto pressione, mentre le telecomunicazioni registrano la performance più debole.

L’esposizione al credito Investment Grade è rimasta stabile al 55,4% del portafoglio, mentre la componente High Yield rappresenta il 5,0% del totale (+0,1% rispetto alla rilevazione precedente). In caso di maggiore volatilità, l’esposizione al credito potrà essere gestita più attivamente tramite coperture con Credit Default Swap (CDS).