Intervista a Christian Schmitt, Lead Portfolio Manager of the Ethna-DYNAMISCH di ETHENEA

A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?
Per rispondere a questa domanda, bisogna considerare la varietà di fattori che guidano le performance delle azioni tecnologiche Usa. Prima di tutto, le aziende tecnologiche si caratterizzano per forti tendenze strutturali, come l’automazione, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica. Processi che hanno preso il via più di vent’anni fa e che non finiranno nel breve termine.

Se alla fine degli anni ’90 le aziende tecnologiche operavano in mercati di nicchia piccoli e separati, oggi si trovano al centro della vita quotidiana di tutti e riguardano più o meno ogni aspetto della quotidianità.
Dall’hardware e software ai media, alla comunicazione, all’intrattenimento, alla mobilità, ai pagamenti, alla sicurezza, allo shopping e così via, l’impatto delle aziende tecnologiche di oggi è più che mai dominante e in continua crescita.
Il Covid-19 ha agito come acceleratore di queste tendenze strutturali. Un contesto di bassi tassi d’interesse, grandi quantità di liquidità non utilizzata nei bilanci sia degli investitori sia delle aziende, un’evoluzione della propensione al rischio degli investitori al dettaglio e la mancanza di scenari di crescita attrattivi in cui investire sono ulteriori fattori di supporto che caratterizzeranno il 2021.
D’altra parte, molte di queste tendenze sono già state prezzate e gli investitori stanno iniziando a diventare eccessivamente euforici su alcuni titoli tecnologici, come indicato dalle elevate valutazioni. Pertanto, non sono solo possibili, ma anche abbastanza probabili, significative battute d’arresto dei prezzi nel breve termine, indipendentemente da quelle che sono le prospettive di attrattività dei prossimi anni.
La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?
Questi confronti sembrano eccessivi. In ogni caso, le valutazioni delle più grandi aziende tecnologiche americane, come Apple, Alphabet (Google) o Microsoft, non sono in realtà troppo impegnative.
Contrariamente a molte aziende giovani in crescita nello spazio tecnologico statunitense, esse generano grandi quantità di denaro, sono altamente redditizie e offrono per il futuro ancora opportunità di crescita superiori alla media. Per quanto sia opportuno riferirsi a loro come aziende tecnologiche statunitensi, il riferimento geografico si limita a fornire informazioni sul loro incorporamento regionale.
L’aggettivo “globale” offrirebbe una migliore descrizione di queste attività. Tutte hanno stabilito forti effetti di rete ed elevate barriere all’ingresso, che consentono loro di ottenere rendimenti simili a quelli di un monopolio con modelli di business asset-light (e quindi estremamente redditizi).
L’elevata capitalizzazione del gruppo è quindi semplicemente una conseguenza del suo eccezionale successo economico a livello globale. E non un segno dell’esuberanza degli investitori. Il luccichio è reale.

