Il commento dell’Economic Team di Payden & Rygel

 

regno unito, uk

 

I mercati finanziari hanno aperto la scorsa settimana scontando tre rialzi dei tassi da parte della Bank of England nei prossimi 12 mesi. Una prospettiva che lascia spazio a qualche scetticismo: in assenza della guerra in Iran, probabilmente il dibattito si concentrerebbe più su eventuali tagli dei tassi che su nuovi rialzi. Il mercato del lavoro britannico attraversa infatti una fase di debolezza prolungata da oltre un anno, con una perdita di 100.000 posti di lavoro nel solo mese di aprile (dato provvisorio).

Rapportando il dato alla dimensione della forza lavoro, equivarrebbe a circa 500.000 posti persi in un mese negli Stati Uniti.  A fronte di un deterioramento così marcato, il tasso di disoccupazione mensile nel Regno Unito è salito al 5,6% ad aprile, il livello più elevato da oltre un decennio, periodo Covid incluso.

Parallelamente, l’indebolimento del mercato del lavoro ha esercitato una pressione al ribasso sulla crescita salariale, contribuendo al rallentamento dell’inflazione nei servizi. L’inflazione core, comprensiva dei costi abitativi (CPIH), si è attestata al 2,8% ad aprile, rispetto al 4,5% di un anno fa, grazie soprattutto alla disinflazione nel comparto dei servizi. Alla luce di questi dati, ci chiediamo se la Bank of England possa davvero permettersi di alzare i tassi in un contesto di mercato del lavoro così debole.