Il quadro macro Usa presenta sostanziali differenze rispetto all’inizio del primo mandato Trump nel 2016. L’outlook di JP Morgan Asset Management
La presentazione dell’outlook 2025 di JP Morgan Asset Management ha fornito l’occasione alla società di gestione statunitense di sottolineare come il Mondo, all’inizio di questa seconda era Trump, sia per alcuni aspetti profondamente diverso rispetto allo scenario presente all’inizio del suo primo mandato. Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management ricorda infatti come il deficit federale, al 30 settembre del 2024, fosse pari al 6,1% del pil: quasi il doppio rispetto a 8 anni fa. Contemporaneamente l’inflazione è stimata circa un intero punto al di sopra dell’epoca (2,4% versus 1,5%) mentre il dollaro è allo stato attuale significativamente più forte.
Di conseguenza forse oggi appare complicato operare paragoni diretti con quell’epoca. Il primo aspetto da considerare è che non si può dare per scontato che la Federal Reserve si impegni l’anno prossimo ad abbassare i tassi di interesse in maniera significativa, aldilà di un paio di sforbiciate nella prima metà dell’anno.
Data la forza dell’economia e la persistenza di una certa inflazione nell’ambito dei servizi, la realtà probabilmente pone dei limiti ai propositi della nuova amministrazione in termini di protezionismo commerciale e stimolo fiscale. Un ulteriore taglio alle imposte renderebbe probabilmente insostenibile il quadro fiscale del Paese. Di conseguenza Europa e Cina si trovano oggi a dovere contare su loro stesse per rafforzare le loro rispettive economie. Toschi prevede dunque un deciso e rapido taglio del costo del denaro da parte della BCE, sperando fra le altre cose che ciò spinga i consumatori dell’Eurozona a risparmiare di meno e ad acquistare di più.
Dall’altra parte la Repubblica Popolare ha oggi tutti gli incentivi, dopo gli annunci autunnali, a pigiare sull’acceleratore della politica fiscale per spezzare quella spirale negativa che vede le famiglie ancora in preda a un sentiment fortemente negativo, a causa della distruzione di ricchezza causata dallo scoppio della bolla immobiliare.

