Michelangelo Pistoletto, maestro indiscusso dell’arte povera e autore dei celebri “Quadri specchianti”, ha presentato alla Villa reale di Monza la sua nuova antologica, “UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art”, curata dall’artista insieme all’accademico Francesco Monico. L’esposizione, che durerà fino al 31 ottobre 2026, rappresenta un punto di incontro tra arte, spiritualità e dialogo interreligioso, confermando l’impegno di Pistoletto nel promuovere la pace preventiva e la comprensione tra culture e fedi diverse. La mostra si sviluppa negli spazi nobili della Reggia progettata a fine ‘700 da Giuseppe Piermarini per l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, oggi parte del circuito delle “European royal residences”.

Il percorso espositivo inizia con le “Bandiere delle religioni”, collocate nell’Avancorte, e prosegue nell’ottagonale Atrio degli staffieri, dove i visitatori incontrano opere storiche come “La Pietra dell’infinito” e la “Tavola interreligiosa per la pace preventiva”, rielaborazioni del celebre “Metrocubo d’infinito”.

Foto Marco Beck-Peccoz per Leica Camera AG Italia

Il MetroCubo d’Infinito

Il “Metrocubo d’infinito”, realizzato da Michelangelo Pistoletto negli anni ’60, è una delle opere chiave della sua fase di sperimentazione con l’arte povera e con la partecipazione attiva dello spettatore.

L’opera nasce dalla volontà di trascendere i limiti fisici e simbolici dell’oggetto artistico, trasformando la scultura in un dispositivo di interazione e di meditazione. Lo spazio del cubo non è semplicemente un contenitore, ma un luogo di partecipazione, dove lo spettatore diventa parte integrante dell’opera: la sua presenza e il suo movimento nello spazio completano il significato del cubo stesso. All’interno di UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art, il “Metrocubo d’infinito” viene reinterpretato e declinato in chiave interreligiosa, sottolineando il ruolo dell’arte come strumento di connessione, armonia e dialogo tra culture e fedi.

Il primo piano nobile ospita alcuni dei lavori più iconici di Pistoletto: “Il Sacerdote”, “Tempio”, “Annunciazione”, “Le trombe del Giudizio”, “Tempio a dondolo”, “La rotazione dello specchio”, “Il codice trinamico” e “Arco spirituale”. L’esposizione culmina nei giardini reali con una nuova installazione del “Terzo Paradiso”, composta da 100 panchine in materiale riciclato, simbolo della sostenibilità e della responsabilità collettiva dell’arte.

RELIGIONI INDISPENSABILI

Come spiega Pistoletto: «Nel 1961 ho trasformato la tela del mio autoritratto in superficie specchiante, aprendo l’opera alla partecipazione viva di tutto l’esistente. Le religioni sono ridivenute indispensabili per l’arte, poiché essa ricongiunge l’individuo al mondo. Con UR-RA ricolleghiamo arte e religione per creare insieme un nuovo mondo».

Il curatore Francesco Monico spiega: «UR-RA raccoglie l’eredità dell’arte come territorio della libertà e dello spirituale, trasformandola in ponte tra differenze culturali e religiose. L’arte diventa così radice di umanità, responsabilità e promessa di un pensiero condiviso, indispensabile per il futuro del XXI secolo».

La mostra è accompagnata da quattro convegni internazionali, dedicati a temi cruciali come medicina, finanza, letteratura ed educazione in relazione alla spiritualità, offrendo un’occasione unica di dialogo interdisciplinare e interreligioso. Uno degli obiettivi finali dell’esposizione è la firma della “Carta di Monza per l’interreligiosità”, documento volto a consolidare la cooperazione tra induismo, buddismo, ebraismo, cristianesimo, islam e cultura laica.

AL SERVIZIO DELLA SOCIETÀ

Michelangelo Pistoletto, nato a Biella nel 1933, ha attraversato il Novecento e il nuovo millennio con una visione artistica incentrata sulla collaborazione e la responsabilità sociale. Dalla realizzazione dei “Quadri specchianti” e degli “Oggetti in meno” agli interventi urbani e sociali, fino alla fondazione di “Cittadellarte” a Biella, Pistoletto ha costantemente cercato di mettere l’arte al servizio della società, dell’etica e della spiritualità. Riconoscimenti internazionali, tra cui il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia e il Praemium imperiale, attestano la sua influenza e il suo impatto globale.

UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art alla Reggia di Monza si configura quindi come un’esperienza multidimensionale, dove l’arte non è solo contemplazione estetica, ma strumento di dialogo, inclusione e responsabilità collettiva. Un percorso che invita il pubblico a riflettere sul ruolo dell’arte nel costruire armonia, comprensione e nuovi immaginari condivisi.