Usa: l’ultima rilevazione ha evidenziato un raffreddamento dei prezzi che riduce le pressioni per rialzi dei tassi da parte della Fed. Piero Di Paolo, Otala Markets

inflazione

I dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno mostrato un headline CPI YoY al 3,5%, sotto le attese del 3,8%, e un core CPI YoY al 2,6% contro le attese del 2,8%, un segnale di raffreddamento delle pressioni sui prezzi anche al netto della componente energetica.

Il calo dei prezzi della benzina negli Usa, unito a un dato core più contenuto, rafforza la narrativa di un’inflazione che rallenta più di quanto anticipato dal mercato. Questi dati permettono alla Fed di Warsh di guadagnare margine di manovra, riducendo la pressione verso un rialzo dei tassi alla riunione di fine luglio.

I mercati hanno subito reagito riducendo la probabilità di un rialzo a luglio dal 39% al 17%.

Per provare a capire come potrebbe evolversi la situazione, sarà fondamentale osservare gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, oltre ai possibili effetti inflazionistici degli investimenti nei data center. Se questi fattori non dovessero tradursi in una pressione inflazionistica persistente, le aspettative sui rialzi dei tassi di interesse potrebbero ridursi ulteriormente nei prossimi mesi.