L’economia statunitense continua a mostrarsi resiliente alla guerra e all’inflazione. Adam Hetts, Global Head of Multi-Asset, Janus Henderson

Le pressioni inflazionistiche continuano, con l’indice PCE headline mensile allo 0,4%, inferiore dello 0,3% rispetto al dato del mese scorso, e l’indice PCE core allo 0,2%, anch’esso leggermente inferiore rispetto al mese scorso.
Poiché gli indici headline e core su base annua continuano a attestarsi ben oltre il 3%, al di sopra della zona di comfort della Fed, un fattore critico per il prospettive future potrebbe essere la durata dei prezzi elevati del petrolio, dato il protrarsi del conflitto in Medio Oriente.
Nel frattempo, il PIL statunitense del primo trimestre è stato rivisto all’1,6%, 0,4% in meno rispetto alle aspettative, ma confermando almeno la prevista ripresa rispetto al dato quasi nullo del quarto trimestre. In combinazione con i dati economici positivi registrati finora nel secondo trimestre, questi dati indicano un’economia resiliente in grado di resistere a una guerra prolungata e alle pressioni inflazionistiche.

