La rivalità cinese nell’IA minaccia i margini del modello statunitense, non il suo ecosistema. Michael Strobaek (Global Chief Investment Office, Banque Lombard Odier & Cie SA) e Filippo Pallotti (PhD, Macro Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA)

I modelli di intelligenza artificiale cinesi stanno riducendo il divario in termini di performance rispetto ai loro concorrenti statunitensi, spesso apparentemente a una frazione del costo. Questo sta sollevando interrogativi sui rendimenti degli investimenti statunitensi nelle infrastrutture per l’IA e sulle valutazioni di molte delle principali società tecnologiche americane.
Punti chiave:
I modelli di IA cinesi stanno riducendo il divario di performance rispetto ai concorrenti statunitensi, aumentando la concorrenza e esercitando pressione sui prezzi.
I principali modelli statunitensi continuano a offrire performance superiori nelle attività più complesse e molti risultano competitivi in termini di costo per attività, anziché semplicemente sulla base del prezzo per token.
Modelli più economici, open-weight e implementati localmente potrebbero comprimere i margini dei principali laboratori di IA, ma dovrebbero accelerarne l’adozione ed espandere la domanda lungo l’intera catena del valore.
I fornitori di servizi cloud, o hyperscaler, e le società attive nei semiconduttori hanno maggiori probabilità di beneficiare del potenziale di crescita legato all’IA rispetto ai fornitori specializzati esclusivamente nei modelli. I loro vantaggi in termini di infrastrutture, dati e distribuzione dovrebbero acquisire ulteriore valore con l’accelerazione dell’adozione dell’IA e la riduzione del costo dell’intelligenza artificiale.

