Usd: le aspettative di un dollaro più forte supportano una maggiore esposizione all’azionario statunitense. Daniel Zanin, CFA – Analyst, Investment Research, Invesco

USD, dollaro

Sebbene il regime resti invariato, il nostro segnale sul dollaro USA, questo mese, passa da negativo a neutrale. Questo cambiamento riflette il deterioramento dei dati di sorpresa economica internazionale, che nel corso del mese hanno mostrato un deciso indebolimento.

Pur restando nel complesso sopra trend gli indicatori economici anticipatori al di fuori degli Stati Uniti rallentano, con pubblicazioni generalmente inferiori alle attese. Queste sorprese negative si sono concentrate nelle regioni più esposte ai rialzi dei prezzi energetici, in particolare l’Area Euro. Con il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le conseguenti restrizioni all’offerta di petrolio, gli effetti economici negativi hanno iniziato a emergere nelle economie importatrici di energia, soprattutto in Europa.

In prospettiva, le regioni maggiormente dipendenti dai flussi di petrolio attraverso il Medio Oriente sono più esposte a rischi inflazionistici e di crescita qualora il conflitto dovesse continuare. Inoltre, il differenziale tra i tassi a breve termine statunitensi e quelli non statunitensi si sta riducendo, poiché le crescenti pressioni inflazionistiche hanno costretto le aspettative sui tassi globali a convergere.

Le precedenti aspettative accomodanti sulla FED si sono spostate verso una postura più restrittiva dall’inizio del conflitto USA‑Iran, con le pressioni inflazionistiche di breve termine che rinviano le attese sui tagli dei tassi. Questo cambiamento è avvenuto in parallelo a un atteggiamento più restrittivo anche da parte di altre grandi banche centrali, con le preoccupazioni per l’inflazione tornate prioritarie. Un’ulteriore riduzione dei differenziali di tasso rafforzerebbe il segnale a favore di un bias positivo sul dollaro USA nel posizionamento di portafoglio.

Favoriti Wall Street e gli EM

In conseguenza del nostro segnale sul USD, influenzato dal peggioramento delle sorprese economiche internazionali, il posizionamento azionario regionale continua a evolvere. Il potenziale rafforzamento del dollaro Usa supporta una maggiore esposizione all’equity nordamericano a scapito di quello non‑USA, così come una preferenza relativa per i mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati. Nel prossimo futuro, qualora i differenziali di tasso continuassero a ridursi come suggerisce il trend, ciò sosterrebbe un’ulteriore preferenza per l’esposizione agli Stati Uniti rispetto ai mercati sviluppati ex‑USA, e per questi ultimi rispetto ai mercati emergenti.