Utili record, le aziende di tutto il mondo stanno vivendo un periodo estremamente positivo. Il rally azionario può ancora proseguire nonostante la concentrazione. Pictet AM

I fatturati delle aziende sono in salute. Tutti i settori rappresentati nell’indice azionario MSCI presentano una crescita dei ricavi superiore alle aspettative.
Questi fondamentali non possono essere facilmente ignorati. Le aziende hanno chiaramente un potere di determinazione dei prezzi più elevato di quanto si pensasse in precedenza e questo dovrebbe sostenere con forza i mercati azionari nel medio termine. Per queste ragioni, abbiamo portato le azioni statunitensi da sottopeso a neutrali.
Tuttavia, se l’effetto dell’inflazione è positivo sulle azioni, il suo impatto sulle obbligazioni sarà probabilmente negativo, nonostante l’aumento dei rendimenti nelle ultime settimane. Il rincaro dei costi dell’energia accresce le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, e fa aumentare la probabilità di un rialzo dei tassi da parte delle banche centrali nei prossimi mesi. Ciò potrebbe spingere ancora più in alto i rendimenti dei titoli di Stato. Tenendo conto di ciò, abbiamo portato a sottopeso le obbligazioni.
Regioni e settori azionari: la concentrazione non ostacola i guadagni futuri
La turbolenza del mercato emersa durante le fasi iniziali della guerra in Iran sembra ora un lontano ricordo. A quasi tre mesi dall’inizio del conflitto, le azioni si mostrano sempre più forti. I titoli legati all’IA hanno registrato guadagni a due o tre cifre e contribuito a portare i principali indici di riferimento a livelli record.
Ci sono motivi per credere che questo rally possa ancora proseguire
Ciò dipende non solo dalla forza degli utili, ma anche dalla resilienza dei margini. Si prevede un aumento medio del margine di profitto netto delle aziende statunitensi dal 15% attuale al 16% il prossimo anno e al 17% nel 2028. Confidiamo inoltre nella probabilità che le aziende sosterranno l’espansione dei margini nel medio termine. A loro volta, gli utili solidi contribuiscono a tenere sotto controllo le valutazioni. La valutazione mediana delle azioni statunitensi è 17,7 volte quella degli utili a 12 mesi, inferiore al picco dello scorso anno di circa 20 volte e ben al di sotto dei livelli raggiunti durante la pandemia di COVID. Il fatto che il rally sia alimentato solo da una manciata di aziende tecnologiche potrebbe preoccupare alcuni investitori.
Tuttavia, la nostra analisi di episodi simili del passato mostra che una concentrazione elevata e una stretta leadership di mercato non sono state un ostacolo ai rendimenti azionari futuri, poiché un ampliamento del rally può sostenere i guadagni.
La solida attività del mercato primario segnala una forte propensione al rischio
L’ondata di mega offerte pubbliche iniziali potrebbe spingere la raccolta fondi azionaria statunitense oltre il record di 156 miliardi di dollari registrato nel 2021 e c’è grande attesa per le quotazioni di OpenAI e Anthropic. Lo slancio di IPO accelera anche a Hong Kong, dove sono programmate per 350 aziende. I titoli tecnologici fanno parte delle nostre maggiori convinzioni. Il nostro posizionamento regionale si concentra sui mercati con la dinamica degli utili più forte. Sovrappesiamo gli Stati Uniti ma rimaniamo neutrali su Europa, Svizzera e Giappone, dove la crescita degli utili societari è inferiore rispetto a quella statunitense.
Continuiamo inoltre a sovrappesare i mercati emergenti, esclusa la Cina. Molti Paesi in via di sviluppo, in particolare in Asia, hanno dimostrato una notevole resilienza alla crisi energetica. Queste economie hanno già registrato una forte crescita e un’inflazione bassa, che le hanno rese meno vulnerabili rispetto agli shock energetici passati. In Corea e Taiwan, l’aumento delle esportazioni correlate all’IA ha compensato l’impatto del rincaro dei prezzi del petrolio, contribuendo a mantenere ampiamente stabili le condizioni commerciali. Portiamo la Cina da sovrappeso a neutrale per via della debolezza della domanda interna e del settore immobiliare, nonché degli indicatori a breve termine che indicano rischi per la crescita e la redditività societaria.

