Volatilità climatica e riallocazione dei capitali. Un certo livello di rischio climatico fisico è ormai inevitabilmente “incorporato” nella realtà con cui imprese e organizzazioni devono confrontarsi. Elise Beaufils, Deputy Head of Sustainability Research at Lombard Odier Investment Managers

Ciò che stiamo osservando non è semplicemente una serie di eventi meteorologici isolati, ma un cambiamento strutturale verso una maggiore variabilità e uno stress crescente lungo le catene del valore globali, dall’agricoltura e dalla gestione delle risorse idriche fino alle infrastrutture e all’energia.

Le implicazioni sono profonde. Lo stress termico sta influenzando il settore immobiliare e la produttività; la scarsità d’acqua sta diventando un vincolo sempre più stringente per agricoltura e industria; l’instabilità delle reti elettriche emerge come un ostacolo alla transizione elettrica e alla crescita economica. Allo stesso tempo, eventi climatici più frequenti e intensi stanno mettendo sempre più in evidenza la fragilità delle catene di approvvigionamento globali.

In questo contesto, riteniamo che la resilienza stia rapidamente passando da elemento difensivo a fattore centrale di competitività e creazione di valore. Le aziende capaci di proteggere i propri asset fisici, garantire l’accesso a risorse critiche come acqua e cibo e anticipare le interruzioni causate da fattori ambientali saranno strutturalmente avvantaggiate.

A nostro avviso, tre capacità diventeranno fondamentali. La prima è rafforzare la resilienza di asset fisici e infrastrutture per resistere a ondate di calore, alluvioni e volatilità climatica. La seconda è garantire e ottimizzare le catene del valore legate alle risorse naturali, come acqua e agricoltura, in un contesto di crescente pressione. La terza consiste nello sviluppare un livello avanzato di intelligence, sfruttando dati e strumenti predittivi per anticipare i rischi e gestirli in modo proattivo, anziché limitarsi a reagire agli eventi.

Nel loro insieme, queste dinamiche stanno determinando una riallocazione strutturale dei capitali verso soluzioni che consentano alle economie di adattarsi a un mondo più volatile e caratterizzato da risorse limitate. Non si tratta di una tematica di nicchia: in Lombard Odier riteniamo che rappresenterà una delle priorità d’investimento più rilevanti del prossimo decennio.