Rich Clarida, Economic Advisor di PIMCO ed ex Vicepresidente del Board della Federal Reserve

In un discorso ambizioso e molto atteso a Jackson Hole, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha fatto la dichiarazione che ha maggiormente influenzato i mercati quando ha affermato chiaramente che, a meno che «l’inflazione sottostante non si stia muovendo verso il nostro obiettivo, in modo chiaro e a una velocità sufficiente … abbiamo ancora del lavoro da fare». Warsh ha inoltre osservato che «sebbene i dati sull’inflazione di questa estate siano stati migliori del previsto, non mi indicano che le tendenze dell’inflazione sottostante siano migliorate in modo significativo», e ha ritenuto che le condizioni finanziarie non siano attualmente restrittive («farei fatica a descrivere le condizioni finanziarie generali come restrittive»).

I mercati sembrano aver interpretato queste osservazioni come il segnale che intendeva lanciare: una discussione su un aumento dei tassi di riferimento è chiaramente sul tavolo per la riunione di settembre.
Warsh ha dedicato gran parte del discorso a un’ampia discussione sulle implicazioni economiche dell’intelligenza artificiale (AI). Ha inoltre illustrato in dettaglio sette principi che guideranno il suo mandato come presidente della Fed. Tra questi principi, Warsh ha sottolineato che l’obiettivo numerico di inflazione della Fed, «fermo e fisso», rimane al 2%, misurato attraverso l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), e che «la stabilità dei prezzi non si realizza automaticamente, né l’inflazione tende necessariamente a tornare verso la propria media».
Considerando nel complesso le dichiarazioni del presidente, sebbene abbia affermato «oggi sono qui impegnato a rispettare una disciplina, non a prendere una decisione», riteniamo che abbia lasciato pochi dubbi sul fatto che i dati sull’inflazione misurata dall’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) relativi ad agosto, che saranno pubblicati pochi giorni prima della riunione della Fed di settembre, saranno cruciali. Questi nuovi dati potrebbero determinare se la maggioranza dei dodici membri votanti del Federal Open Market Committee (FOMC) riterrà di aver visto elementi sufficienti per votare a favore di un aumento dei «tassi di interesse a breve termine [che] rappresentano lo strumento predominante per raggiungere il duplice mandato».

