Xi-Trump: è plausibile che si raggiunga un memorandum sul tema della sicurezza dell’AI, ma è probabile che questo resti piuttosto generico. Robert Gilhooly, senior emerging markets economist di Aberdeen Investments

Le recenti dichiarazioni del presidente Trump indicano chiaramente la sua resistenza a introdurre regolamentazioni a livello nazionale, proprio per salvaguardare la leadership degli Stati Uniti.
La Cina cercherà garanzie sul fatto che gli Stati Uniti non ricorreranno a ulteriori controlli sulle esportazioni per ostacolarne lo sviluppo, ma difficilmente otterrà più di rassicurazioni di facciata.
La tecnologia, più che il commercio, sta emergendo come il principale terreno di scontro nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina.
I progressi della Cina nello sviluppo di LLM quasi all’avanguardia – che mettono a rischio i modelli di business statunitensi e amplificano i timori sulla sicurezza informatica – suggeriscono che le due parti siano su una nuova rotta di collisione.
Se Pechino darà priorità alle applicazioni rispetto alla competizione sulla frontiera tecnologica, le tensioni potrebbero attenuarsi; riteniamo tuttavia che le autorità cinesi abbiano acquisito maggiore fiducia nella propria capacità di competere proprio sul piano tecnologico.
È improbabile che Taiwan venga menzionata in un comunicato ufficiale, sebbene a porte chiuse saranno ribadite le rispettive linee rosse. Analogamente, si dirà probabilmente poco in pubblico anche sul Medio Oriente.
Qualsiasi tentativo da parte di Trump di spingere la Cina a interrompere gli acquisti di petrolio iraniano, o di dare un benestare implicito alle sanzioni secondarie statunitensi, incontrerà un fermo rifiuto. La Casa Bianca vorrà inoltre evitare qualsiasi brusco cambio di rotta della Cina negli acquisti di greggio che possa far salire i prezzi in vista delle elezioni di midterm.
Gli incontri preparatori tra il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng suggeriscono che siano già stati compiuti alcuni progressi sul fronte commerciale. Ciò potrebbe aprire la strada a una riduzione dei dazi su alcuni beni non sensibili, mentre la Cina potrebbe offrirsi di acquistare maggiori quantità di prodotti agricoli, prodotti energetici e aerei Boeing dagli Stati Uniti.
Nessuna delle due parti sembra pronta a un radicale azzeramento delle relazioni commerciali: le minacce cinesi di limitare l’esportazione di minerali critici bilanciano la volontà dell’amministrazione statunitense di ricorrere nuovamente ai dazi.

