Le prospettive per lo yen giapponese sono diventate più favorevoli negli ultimi giorni. Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin

Sebbene il rafforzamento del dollaro seguito al discorso di Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole di quest’anno abbia penalizzato nel complesso le valute del G10, la valuta giapponese ha mostrato una sorprendente tenuta. Inizialmente, lo yen si è indebolito in seguito alle osservazioni di Warsh, con il cambio USD/JPY che è salito oltre quota 160, un livello attentamente monitorato dagli operatori di mercato.

Soprattutto, la percezione da parte del mercato di una BoJ lenta nel processo decisionale — un freno allo yen ormai da tempo — sembra essere in fase di attenuazione, suggerendo che il differenziale tra i tassi di riferimento statunitensi e giapponesi abbia ampio margine per ridursi ulteriormente. Al contempo, gli interventi congiunti sul mercato valutario da parte di Stati Uniti e Giappone ad agosto dimostrano che entrambe le amministrazioni hanno una tolleranza limitata nei confronti di un nuovo indebolimento dello yen. Con quota 160 che sta diventando una soglia sempre più credibile da difendere, il bilanciamento dei rischi si sta spostando a favore dello yen e dovrebbe favorire un’ulteriore chiusura delle posizioni corte sulla valuta giapponese.

La continua salita dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB) a più lunga scadenza rappresenta un altro fattore altamente rilevante, destinato a rafforzare lo yen nel medio periodo.

Il rendimento del JGB decennale è salito al 3%, il livello più elevato degli ultimi 30 anni. Considerata la crescente attrattività dei rendimenti giapponesi, è sempre più probabile che gli investitori domestici decidano di rimpatriare una quota maggiore dei propri investimenti esteri. Questo potrebbe catalizzare un cambiamento radicale nel tasso di cambio dello yen, considerata l’enorme dimensione di tali investimenti (si veda la nostra pubblicazione di luglio sul Giappone).

Nel complesso, le probabilità di un rafforzamento dello yen sono aumentate.

Tuttavia, sebbene il sostegno proveniente dal fronte della politica monetaria stia diventando più forte, va considerato che dati macroeconomici statunitensi solidi potrebbero ancora controbilanciare i fattori favorevoli allo yen. Inoltre, i prezzi elevati dell’energia e le preoccupazioni sulla sostenibilità delle finanze pubbliche giapponesi continueranno probabilmente a rappresentare dei fattori di ostacolo.

Sebbene i risk reversal siano recentemente diventati più favorevoli allo yen, l’aggiustamento è stato piuttosto cauto, suggerendo che gli operatori di mercato rimangono scettici sulla durata dell’attuale recupero dello yen.