Apertura positiva per borse europee. Petrolio ancora in rialzo. Perde Wall Street, tra i titoli in evidenza Facebook in calo del 4,89%. Azionariato asiatico misto stamane. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, martedì 5 ottobre, ha pochi spunti significativi. La
settimana prende il via con diversi appuntamenti da seguire. In Italia, da Istat il
dato sul deficit nel secondo trimestre da confrontare con il 13,1% del primo.
Secondo l’ultima bozza della Nota di aggiornamento al Def, per il governo il
disavanzo resterà pressoché stabile al 9,4% del Pil quest’anno e si ridurrà al
5,6% nel 2022 per restare comunque sopra la soglia europea del 3% fino al
2024. Sul fronte europeo, si attende la produzione industriale in Francia, ma
anche agli aggiornamenti sull’attività terziaria nella zona euro. Infatti, sono
attesi i Pmi sui servizi di Spagna, Italia e la lettura finale di settembre della
zona euro.
In uscita anche il dato sui prezzi alla produzione dell’eurozona. Da
oltreoceano, si attende l’indice Ism servizi americano. Sul fronte delle banche
centrali, la Bce, per bocca del numero due Luis De Guindos, ha detto ieri che
continua a monitorare la recente impennata dei prezzi nella zona euro a
monte della quale ci sono anche motivi di natura strutturale come le difficoltà di
approvvigionamento. Alcuni analisti hanno interpretato queste parole come un
cambio di tono. Secondo Ignazio Visco, da Francoforte non arriveranno sorprese
circa il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli.
Il dollaro risale leggermente verso il massimo di un anno contro un paniere di
valute, in attesa dei payroll non agricoli che potrebbero spronare la Fed a ridurre
lo stimolo già il mese prossimo. Il cross euro/dollaro vale 1,1598n calo di
0,28%; il cambio euro/yen 128,92 mentre il dollaro/yen scambia a 111,19.
Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le
pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare
l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il
future sul Brent viaggia in salita dello 0,39% a 81,49 dollari il barile e il future
sul Wti sale dello 0,10% a 77.70 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in discesa di 6 bp a 170,09, il Btp
future guadagna 11 bp a 152,36. Lo spread Btp/Bund riparte da 104 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,823%. Sul lato dell’offerta, la
Germania offre EUR 200 mln di BUND/ei con scadenza il 15/4/2046, cedola
0,10% ed EUR 500 mln con scdaenza il 15/4/2033 e cedola 0,10%. Inoltre, in
Spagna, il Tesoro offre LETRAS a 6 mesi con scadenza il 8/4/2022 e a 12 mesi
con scadenza il 7/10/2022.
Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,39% in apertura. In salita i principali indici EU. Bene i titoli bancari sul FTSE
Mib. Bene Leonardo, Interpump, STM, Saipem e Poste Italiane. Scendono Terna,
Snam, Hera, Italgas e Pirelli.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -2,19% e
Hong Kong positiva a +0,19%. Shanghai e Seoul miste rispettivamente a
+0,90% e a -1,89%. Negativa Sidney a -0,41%. Sul fronte macroeconomico,
in settembre l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% annuo nella
regione di Tokyo, contro la deflazione dello 0,4% di agosto e in linea con le
attese degli economisti.
Il Pmi dei servizi del Giappone è cresciuto in settembre a 47,8 punti dai 42,9 punti della lettura finale di agosto. Il dato, sotto la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione dal dicembre 2019, è stato rivisto al rialzo dai 47,4 punti della lettura preliminare.
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in deciso
ribasso, penalizzata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, dai timori sul
pesante debito del colosso cinese Evergrande e dalle incognite sul piano
infrastrutturale proposto da Biden.
Il Dow Jones ha perso lo 0,94%, l’S&P 500 l’1,30% ed il Nasdaq Composite il 2,14%. Tra i titoli in evidenza Facebook a – 4,89%. Tutte le app della galassia di Mark Zuckerberg (WhatsApp, Instagram, Messenger e Facebook) sono rimaste bloccate. Tesla a +0,81%. L’azienda di Palo Alto ha comunicato per il terzo trimestre 237.823 vetture prodotte e 241.300 consegne. Dato quest’ultimo che si confronta con le 201.000 del
secondo, le 139.593 del pari periodo del 2020 e le 227.000 del consensus. Da
inizio anno le consegne sono state pari a 627.000 veicoli, quasi raddoppiate
rispetto ai primi nove mesi del 2020.

