Intervista a Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialist di Allianz Global Investors

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La storia ci insegna che il prezzo dell’oro è ben correlato con l’aumento dell’inflazione. Tuttavia, fino a questo momento il metallo giallo non sembra aver tratto grande vantaggio dalla risalita dell’inflazione. L’oro sarà ancora in grado di tutelare il portafoglio dall’inflazione?
Massimiliano Maxia

Probabilmente si, in un’ottica di investimento a lungo termine. La bassa correlazione dall’inizio dell’anno tra l’aumento dell’inflazione, soprattutto negli Stati Uniti, e l’oro, credo che sia da attribuire soprattutto al fatto che il prezzo dell’oro fosse già salito di molto nei mesi scorsi, raggiungendo un massimo a cinque anni a giugno del 2020, come alternativa di investimento alle tradizionali asset class nell’ambito di una ricerca del rendimento, a fronte dei bassi rendimenti offerti soprattutto dai mercati obbligazionari.

Nel breve-medio termine, credo che l’investimento in asset class quali i titoli inflation-linked e anche il mercato azionario, soprattutto quest’ultimo se l’aumento dell’inflazione non dovesse essere troppo forte, rappresentano una migliore alternativa di investimento per ottenere migliori performance in termini reali.

Gli inflation linked bond hanno tratto beneficio da un contesto caratterizzato da tassi bassi e inflazione al rialzo. Alle attuali quotazioni credete che possano ancora offrire una tutela dall’aumento dei prezzi di beni e servizi?

La performance dei titoli inflation-linked è stata molto positiva dall’inizio dell’anno per effetto soprattutto della decisa discesa dei rendimenti reali. Tuttavia, sebbene l’effetto base che ha portato a una forte risalita dell’inflazione si esaurirà nel corso dei prossimi mesi, crediamo che ci siano dei fattori che possono portare a un’inflazione stabilmente più alta rispetto al recente passato, non ultimo tra questi l’inizio, molto graduale, di una politica monetaria meno accomodante da parte della Fed e della BCE.

Di conseguenza, per il modo in cui questi tioli obbligazionari sono costruiti, con l’adeguamento delle cedole all’indice di inflazione a cui sono legati, gli inflation-linked bond otterranno una performance migliore rispetto ai titoli obbligazionari nominali nello scenario di un’inflazione più alta nei prossimi anni.

Dal nostro punto di vista, quindi, eventuali importanti correzioni a seguito di prese di profitto possono rappresentare un’opportunità di acquisto interessante.