Apertura mista per borse europee. Dollaro sotto il massimo di un anno contro le principali divise con gli investitori in attesa dei dati sul mercato del lavoro negli Usa. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, venerdì 8 ottobre, ha pochi spunti significativi. Da
oltreoceano, il market mover di quest’ultima seduta della settimana è
rappresentato dal rapporto sul mercato del lavoro americano. Nel primo
pomeriggio verranno infatti diffusi il tasso di disoccupazione, l’andamento dei
salari ma soprattutto i nuovi occupati non agricoli, le cosiddette non-farm
payrolls. L’evoluzione del mercato del lavoro statunitense è un parametro
essenziale nella politica monetaria della Federal Reserve. Inoltre, per ora il
disastro di un default Usa è stato scongiurato. Il Senato ha approvato nella
giornata di ieri una proposta di legge volta ad alzare il tetto sul debito
americano di USD 480 mld: un ammontare che il dipartimento del Tesoro Usa
ritiene sufficiente per permettere al governo di pagare le sue spese fino al
prossimo 3 dicembre.
Il valore attuale del debito Usa è di USD 28,4 tln a fronte di un tetto di circa USD 28,8 tln. Sul fronte delle banche centrali, l’agenda macro di oggi prevede il bollettino trimestrale della BoE. Inoltre, è in programma un discorso del presidente della Bce, Christine Lagarde. Il consiglio esecutivo del Fondo monetario internazionale si riunirà di nuovo in giornata dopo aver sentito il presidente, Kristalina Georgieva, sulle presunte pressioni nei confronti del personale della Banca mondiale per modificare i dati a favore della Cina nel suo precedente incarico presso quest’ultimo istituto. Infine, si segnala tra gli appuntamenti la conferenza parlamentare in preparazione della 26 Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico.
Dollaro sotto il massimo di un anno nei confronti delle principali divise con gli
investitori in attesa dei dati sul mercato del lavoro negli Usa. Il cross
euro/dollaro vale 1,1548 in rialzo di 0,24%; il cambio euro/yen 129,21 mentre
il dollaro/yen scambia a 111,91.
Prezzi in deciso aumento sulla scia, tra l’altro, di segnali che alcune industrie
abbiano iniziato ad abbandonare il gas per il petrolio. Il future sul Brent
viaggia in rialzo dell’1,35% a 83 dollari il barile e il future sul Wti sale
dell’1,38% a 79,35 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in discesa di 27 bp a 169,43, il Btp
future perde 37 bp a 151,81. Lo spread Btp/Bund riparte da 104 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,871%. Sul lato dell’offerta, oggi il
Tesoro annuncia tipologia e quantitativi dei Btp in asta il 13 ottobre.
Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,09%
in apertura. Contrastati i principali indici EU. Bene i titoli bancari sul FTSE Mib.
Bene Saipem, Eni, Exor, Campari e Moncler. Scendono STM, Nexi, Snam,
Prysmian e Inwit.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a +1,34% e
Hong Kong positiva a +0,31%. Shanghai e Seoul miste rispettivamente a
+0,57% e a -0,11%. Positiva Sidney a +0,87%. Sul fronte macroeconomico, in
agosto la spesa delle famiglie è calata in Giappone del 3,0% annuo, dopo il
rialzo dello 0,7% di luglio e contro la flessione dell’1,5% del consensus.
L’Economy Watchers corrente, cioè il sondaggio che determina la fiducia tra i
lavoratori in Giappone in relazione all’attività economica e permette di
anticipare la spesa dei consumatori, è invece cresciuto in settembre a 42,1
punti dai 34,7 punti di agosto. L’indice Pmi dei servizi della Cina è salito in
settembre a 53,4 punti dai 46,7 punti di agosto, tornando dopo un solo mese
sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo grazie all’accordo per
l’estensione del tetto del debito federale fino a dicembre. Il Dow Jones ha
guadagnato lo 0,98%, l’S&P 500 lo 0,83% ed il Nasdaq Composite l’1,05%.
Sugli scudi il comparto tecnologico. Tra i titoli in evidenza, Nio a +6,95%.
Goldman Sachs ha alzato il rating sul titolo del produttore di auto elettriche a
“buy” da “neutral”. Levi Strauss & Co a +8,46%. Il marchio di jeans ha segnato
proftti per USD 193 milioni, più che quadruplicandoli dall’anno precedente.

