Apertura negativa per borse europee. Wall Street trainata da brillanti trimestrali e dal comparto tecnologico. Azionariato asiatico misto stamane. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, mercoledì 20 ottobre, ha alcuni spunti significativi. Sul
fronte europeo, in Germania, l’Ufficio di Statistica ha comunicato che nel mese di
settembre l’Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto del 2,3% su base
mensile risultando superiore alle attese pari a un indice dell’1% e alla rilevazione
precedente (+1,5%). Su base annuale il PPI è cresciuto del 14,2%, a fronte di un
consensus pari a +12,7%, dal +12% della rilevazione precedente. Nel Regno
Unito, l’Ufficio Nazionale di Statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al
consumo ha mostrato, nel mese di settembre, una crescita dello 0,37% su base
mensile dopo la variazione dello 0,7% ad agosto, risultando inferiore al
consensus fissato su un incremento dello 0,3%. Su base annuale l’inflazione è
cresciuta del 3,1% risultando inferiore alla rilevazione precedente e alle attese.

L’indice core ha registrato un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo
del 2020. L’indice dei prezzi al dettaglio ha segnato un incremento del 4,9% su
base annuale risultando superiore alle attese e alla rilevazione precedente. Da
oltreoceano, negli Stati Uniti, la National Association of Realtors ha reso noto
che i nuovi cantieri residenziali sono diminuiti a settembre passando a 1555
mila unità da 1580 mila unità (-1,6%). Il dato è inferiore alle attese degli analisti
che si aspettavano un valore pari a 1620 mila unità. Scendono del 7,7% le
licenze edilizie a 1589 mila unità (consensus 1680 mila unità) da 1721 mila
unità. Sul fronte asiatico, come previsto, la People’s Bank of China ha lasciato
invariato al 3,85% per il diciottesimo meeting consecutivo il loan prime rate
annuale, dopo averlo abbassato di 20 punti base l’ultima volta nell’aprile 2020.

Da inizio 2021 alla fine di settembre gli investimenti diretti esteri in Cina sono
saliti del 19,6% annuo, contro il 22,3% precedente, a CNY 859,51 mld, pari a
EUR 115,44 mld.

Il cross euro/dollaro vale 1,1632 in rialzo di 0,11%; il cambio euro/yen 133,02
mentre il dollaro/yen scambia a 114,54.

Il future sul Brent viaggia in discesa dello 0,93% a 84,41 dollari il barile e il
future sul Wti cala dello 0,76% a 82,33 dollari.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 17 bp a 168,35, il Btp future
perde 21 bp a 150,83. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,952%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari in discesa dello
0,18% in apertura. Negativi i principali indici EU. Bene i titoli bancari sul FTSE
Mib. Bene Azimut, Prysmian, Hera, Enel e CNH. In apertura scendono STM,
Moncler, Diasorin, Stellantis e Leonardo.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a +0,14% e
Hong Kong che sale dell’1,09%. Shanghai e Seoul negative rispettivamente a
-0,19% e a -0,53%. Positiva Sidney a +0,53%. Sul fronte macroeconomico, in
settembre le esportazioni dal Giappone sono cresciute del 13,0% annuo, in
ulteriore rallentamento rispetto al balzo del 26,2% di agosto (e del 37,0% in
luglio) ma sopra all’11,0% del consensus. Il dato segna la settima espansione
consecutiva per l’export dal Sol Levante. Le importazioni sono invece salite
del 38,6% annuo contro il 44,7% precedente e il 34,4% stimato dagli
economisti.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo sostenuta da alcune brillanti
trimestrali societarie e dal comparto tecnologico. Il Dow Jones ha guadagnato
lo 0,56%, l’S&P 500 lo 0,74% ed il Nasdaq Composite lo 0,71%.

Tra i titoli in evidenza Johnson & Johnson a +2,35%. Il gruppo farmaceutico e
dei beni di consumo ha alzato la stima sull’utile per azione adjusted 2021 a
USD 9,77-9,82 da USD 9,60-9,70 della precedente guidance. Nel terzo trimestre
l’Eps adjusted si è attestato a USD 2,60 contro i USD 2,35 del consensus.
Walmart a +2,12%. Goldman Sachs ha inserito il titolo del gigante della
distribuzione nella “conviction list”. Procter&Gamble a -1,22%. Il colosso dei
beni di consumo ha annunciato risultati trimestrali superiori alle attese degli
analisti ma ha lanciato l’allarme sull’aumento dei costi delle materie prime.