Gli investitori non possono ignorare le potenzialità di un mercato che presenta aziende leader in settori strategici. Mario Amabile, investment specialist di Pictet Am

Abbiamo assistito a numerosi episodi in cui la politica è intervenuta creando scompiglio e ribassi improvvisi sulle azioni cinesi. Credete che questo possa far vacillare la fiducia degli investitori esteri, preoccupati che questi non siano episodi isolati?
La stretta normativa intervenuta in numerosi settori dell’economia potrebbe rappresentare un fattore sfavorevole ancora per qualche mese. Tuttavia, ci aspettiamo che questo venga compensato con un sostegno politico più proattivo: la spesa fiscale è destinata a subire un’accelerazione, come attestato dall’aumento delle nuove emissioni di titoli di Stato, mentre, sul fronte della politica monetaria, a luglio la banca centrale ha tagliato preventivamente il tasso di riserva obbligatoria (RRR) per mitigare i fattori sfavorevoli alla crescita. Riteniamo che le autorità si serviranno di molteplici strumenti per fornire la liquidità sufficiente a mantenere la stabilità finanziaria e a stabilizzare la crescita.
Detto questo, la tesi di investimento di lungo termine sulle azioni cinesi rimane immutata: gli investitori non possono ignorare la rilevanza del Paese del Dragone, le cui aziende sono all’avanguardia a livello globale in molti settori chiave dell’economia contemporanea (come intelligenza artificiale e 5G, per esempio). Il nuovo corso del governo cinese non altera gli obiettivi chiave di lungo periodo e non rappresenta un attacco al capitale privato. Proseguirà quindi il percorso di apertura dei mercati dei capitali e la transizione verso i consumi interni, capaci di guidare la crescita economica nel lungo periodo.
Urbanizzazione, crescita dei salari e accumulazione di ricchezza sono alcuni dei fenomeni che supportano la crescita della domanda di beni e servizi. Tenuto conto di questo scenario, pur mantenendo un atteggiamento cauto e vigile in attesa che il polverone sul fronte normativo si sedimenti, la recente brusca correzione di mercato offre interessanti opportunità di investimento di lungo termine in aziende che mostrano solidi ritorni, una generazione di liquidità robusta, buone opportunità di crescita a lungo termine e valutazioni allettanti.

Alla luce degli ultimi accadimenti, quali sono le vostre scelte di asset allocation sul mercato azionario cinese e quali prospettive delineate nel medio termine?
A nostro avviso, il governo porterà avanti la propria politica orientata alla cosiddetta “circolazione interna”, in linea con il Piano quinquennale. Per questo motivo, continuiamo a prediligere le azioni delle aziende legate ai consumi, anche tra i marchi di alta gamma, la cui domanda è sostenuta dalla crescita del reddito disponibile delle persone e per cui prevediamo un forte rimbalzo legato alla ripresa economica.
Crediamo anche che la rivalità tra superpotenze con gli Stati Uniti proseguirà. In tal senso, siamo fermamente convinti che si registrerà un aumento delle quotazioni di società cinesi sulle borse locali con l’obiettivo di promuovere il mercato interno a scapito di quello USA, anche per evitare la condivisione di dati sensibili con le autorità statunitensi.
Per quanto riguarda il resto, ci aspettiamo che il Paese si concentrerà in modo particolare sull’innovazione nelle tecnologie core. Una simile evoluzione potrebbe avere un forte impatto sul settore manifatturiero dato che favorirebbe la creazione di valore aggiunto e l’efficienza energetica. La Cina è già leader a livello globale in aree chiave come Intelligenza Artificiale e 5G, mentre in ambiti quali semiconduttori e aerospaziale c’è margine per ulteriori progressi che potrebbero creare nuove opportunità.
Un altro obiettivo del Piano quinquennale è raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060 e, in generale, ridurre i consumi di energia e le emissioni di anidride carbonica. È lecito quindi aspettarsi un’espansione nell’area delle rinnovabili anche se, in qualità di stock picker, valuteremo ciascun titolo individualmente senza dimenticare il focus su utili e valutazioni.
Nel complesso, ricerchiamo sempre società poco frequentate dagli investitori, con fondamentali solidi e valutazioni interessanti, continuando a sfruttare i timori di breve termine per trovare solide opportunità di lungo termine.

