Intervista al team di investimento di Frame AM

Abbiamo assistito a numerosi episodi in cui la politica è intervenuta creando scompiglio e ribassi improvvisi sulle azioni cinesi. Credete che questo possa far vacillare la fiducia degli investitori esteri, preoccupati che questi non siano episodi isolati?
Team di Investimento Frame AM

La Cina sta attraversando una profonda trasformazione sociale. L’intento del Governo è quello di migliorare la redistribuzione del reddito in modo che si crei una stratificazione sociale che garantisca da un lato una maggiore prosperità per i cittadini cinesi e dall’altro un rafforzamento dell’immagine del Partito Comunista.

Oltre a questo, a Pechino l’unica cosa che conta è la sopravvivenza del Partito ed è necessario, per i suoi membri, che non si vengano a creare situazioni di monopolio/oligopolio e soprattutto la formazione di maxi-conglomerati industriali, tipici dell’economia statunitense, che possano creare delle pressioni sull’amministrazione.

Era perciò inevitabile che Xi Jinping adottasse misure drastiche di regolamentazione, particolarmente vigorose per alcuni settori come il Tech o l’educazione online, che hanno poi portato ai noti ribassi di Borsa. Non crediamo che gli investitori siano spaventati da questa situazione. Ma piuttosto siano maggiormente consapevoli dei rischi che si incorre a investire in un mercato come quello cinese ove la presenza dello Stato è molto forte e meno focalizzata ai guadagni degli investitori.

In Occidente siamo ormai abituati al fatto che le banche centrali siano supportive al massimo per i corsi dei mercati finanziari e quindi la mentalità dell’investitore è sempre orientata all’ottimismo sapendo che, qualsiasi cosa accada, le banche centrali sono lì per evitare un drastico ribasso dei mercati. In Cina non è così. Tuttavia crediamo che attualmente sia un mercato più interessante per un investitore: tassi di interesse più elevati, crescita economica ancora sensibile, prezzi delle azioni a sconto e possibilità di price-discovery. Tutti fattori che, al momento, sono mancanti nei mercati occidentali.

Alla luce degli ultimi accadimenti, quali sono le vostre scelte di asset allocation sul mercato azionario cinese e quali prospettive delineate nel medio termine?

Il nostro orientamento attuale è quello di focalizzarsi più che su un settore specifico sulla sostenibilità delle aziende. Ricerchiamo quindi quei gestori in grado di individuare storie aziendali di successo con un management capace, una struttura finanziaria solida e un business sostenibile nel tempo.

C’è comunque da dire che il settore tecnologico cinese oggi è molto a sconto se rapportato ai peers americani. E sicuramente sarà un’opportunità nel medio-termine considerando che il grosso del piano regolatorio per questo settore è stato già implementato (quindi non ci dovrebbero essere altre bad news “gravi”). I settori che attualmente eviteremmo sono il Real Estate e il Banking in attesa delle evoluzioni sull’immobiliare locale dopo il default di Evergrande.