Apertura mista per borse europee. Attesa per il Pmi servizi per l’Italia e la zona euro. Market mover del giorno è la riunione della Fed, con annuncio sui tassi alle 19. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, mercoledì 3 novembre, ha alcuni spunti significativi.
Dopo la carrellata iniziata con la Cina che ha pubblicato il Pmi servizi, lo stesso
dato uscirà anche per l’Italia e la zona euro. Nel pomeriggio l’attenzione dei
mercati è rivolta agli Stati Uniti, dove arriveranno i primi riscontri sul mercato
del lavoro in vista dei dati di venerdì. Si guarda al sondaggio Adp. E ancora,
sempre dagli Usa, in arrivo l’indice Ism servizi, gli ordini industriali e quelli di
beni durevoli. La giornata culmina con il market mover del giorno: la riunione
della Fed, con annuncio sui tassi alle 19, e la conferenza stampa di Jerome
Powell.

Sul fronte europeo, nel Regno Unito, l’Indice Nazionale dei Prezzi delle Abitazioni, che misura la variazione mensile nel prezzo medio per una abitazione con un mutuo ipotecario, ad ottobre ha registrato una variazione positiva dello 0,7% rispetto al mese precedente, dopo un incremento dello 0,2% a settembre. Su base annuale l’indice è cresciuto del 9,9%, risultando inferiore al dato precedente (+10%) ma superiore alle attese (+9,3%). Sul fronte asiatico, il Pmi nel settore dei servizi in Cina è salito in ottobre a 53,8 punti dai 53,4 punti di settembre, restando sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione per il secondo mese consecutivo. Il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, è invece cresciuto a 51,5 punti dai 51,4 punti precedenti. Ulteriore frenata in ottobre per il settore manifatturiero di Hong Kong, che resta comunque per l’ottavo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa contrazione da espansione. L’indice Pmi cala, infatti, a 50,8 punti dai 51,7 punti precedenti (53,3 punti in agosto).

Dollaro solido nei confronti di euro e yen in attesa del meeting Fed. Il cross
euro/dollaro vale 1,1578 in rialzo dello 0,03%; il cambio euro/yen 131,89
mentre il dollaro/yen scambia a 113,83.

Prezzi in calo dopo il rialzo delle scorte Usa fotografato dai dati Api e in attesa
del meeting Opec di domani. Il future sul Brent viaggia in discesa dell’1,48% a
83,54 dollari il barile e il future sul Wti cala dell’1,80% a 82,40 dollari.

Stamane il Bund future ha aperto in discesa di 2 bp a 169,38, il Btp future
perde 1 bp a 149,95. Lo spread Btp/Bund riparte da 125 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 1,061%.

Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in discesa dello 0,14%
in apertura. Negativi i principali indici EU, tranne Amsterdam e Parigi. Misti i
titoli bancari sul FTSE Mib. Bene Ferrari, Nexi, Amplifon, Recordati ed Exor. In
apertura scendono Prysmian, Eni, CNH, Tenaris ed Enel.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -0,43% e
Hong Kong che scende dello 0,46%. Shanghai e Seoul negative
rispettivamente a -0,20% e a -1,25%. Positiva Sidney a +0,93%. Sul fronte
macroeconomico, l’indice Pmi Ihs Markit dei servizi dell’Australia è salito in
ottobre a 51,8 punti dai 45,5 punti di settembre, tornando dopo tre mesi sopra
la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione. Il Pmi Composite è
invece cresciuto lo scorso mese a 52,1 punti dai 46,0 punti precedenti, contro i
52,2 punti del dato flash.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo in vista dell’atteso
appuntamento di mercoledì del Federal Open Market Committee, cioè la
commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie. Il Dow
Jones ha guadagnato lo 0,39%, l’S&P 500 lo 0,37% ed il Nasdaq Composite
lo 0,34%.

I tre indici hanno aggiornato i record storici. Tra i titoli in evidenza
Avis Budget Group a +108,31%. Lo specialista dell’autonoleggio ha chiuso il
terzo trimestre con risultati superiori alle attese. L’utile per azione si è attestato
a USD 10,74 su ricavi per USD 3 mld. Gli analisti avevano previsto un Eps a USD
6,52 su ricavi per USD 2,7 mld. Ralph Lauren a -9,71%. Il gruppo
d’abbigliamento ha aumentato la stima di crescita dei ricavi (a cambi costanti)
per l’esercizio in corso al 34-36% contro il +25-30% della precedente guidance
ma ha confermato la previsione sul margine operativo al 12-12,5% a causa dei
crescenti costi di spedizione.