Intervista a Michael Altintzoglou, gestore del fondo Flossbach von Storch Global Emerging Markets Equities

Abbiamo assistito a numerosi episodi in cui la politica è intervenuta creando scompiglio e ribassi improvvisi sulle azioni cinesi. Credete che questo possa far vacillare la fiducia degli investitori esteri, preoccupati che questi non siano episodi isolati?

Gli interventi normativi in particolare, insieme alle difficoltà dello sviluppatore immobiliare Evergrande, stanno attualmente causando grande incertezza tra gli investitori.
A nostro avviso, alcune delle misure prese dal governo cinese sono comprensibili. Ci sono esempi di sforzi di regolamentazione per le aziende digitali anche in Europa e negli Stati Uniti e ci sono validi motivi per limitare il tempo di gioco online dei giovani cinesi.
Ma, sfortunatamente, tali misure sono comunicate in modo del tutto non professionale da parte dello Stato cinese. Non ci sono né preavviso né tempo per adattarsi ai cambiamenti. E per le aziende colpite, a differenza degli Stati Uniti e dell’Europa, è quasi impossibile ottenere una compensazione per vie legali.
Non si può escludere che le incertezze persistano. Pertanto, in tutti i nostri fondi teniamo conto di premi di rischio più elevati sulle azioni cinesi.
Alla luce degli ultimi accadimenti, quali sono le vostre scelte di asset allocation sul mercato azionario cinese e quali prospettive delineate nel medio termine?
Nel nostro fondo azionario sui mercati emergenti, la Cina rimane la posizione più ampia a livello geografico, rappresentando poco più del 20% del patrimonio investito (al 30 settembre 2021).
Tuttavia, nel corso della crisi abbiamo ceduto solo alcuni titoli. Siamo investitori attivi, stock picker, di conseguenza il portafoglio si concentra su società di qualità solide che crediamo possano superare bene i tempi di crisi. E vediamo ottime opportunità a lungo termine per alcune società cinesi.
Lo scenario attuale evidenzia quanto sia importante la diversificazione, che è una delle linee guida della nostra strategia d’investimento. Nel settore dell’e-commerce, per esempio, non investiamo solo in Cina, ma deteniamo anche aziende che generano le loro vendite in Sud America o nel Sud-Est asiatico. Investiamo inoltre in titoli legati ai beni di consumo cinesi e in aziende del settore sanitario, che non sono al momento sotto il faro dei regolatori.
Inoltre, abbiamo anche una forte esposizione verso India e Taiwan, e persino un’esposizione del 12% agli Stati Uniti. Questo è forse sorprendente per un fondo dedicato ai mercati emergenti. Ma consideriamo poco rilevante il paese in cui una società è quotata o ha la sua sede. Ciò che è decisivo per noi è dove si concentra la sua attività commerciale.

