Apertura mista per borse europee. Azionariato asiatico misto stamane, con Hong Kong in calo dello 1,48%. Principale fattore ribassista sono ancora i timori sulla tenuta dell’immobiliare cinese. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, venerdì 5 novembre, ha alcuni spunti significativi. Sul
fronte europeo, la fiducia dei consumatori elvetici è in rallentamento per il
quarto trimestre 2021. Secondo quanto comunicato dalla Segreteria di Stato
dell’economia di Berna, il Consumer Sentiment Index, cioè l’indice che misura la
fiducia dei consumatori in relazione all’attività economica è calato infatti in
Svizzera per gli ultimi tre mesi dell’anno a 3,8 punti dai 7,7 punti precedenti. Da
oltreoceano, negli Stati Uniti, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione
nella settimana terminata il 23 ottobre si sono attestate a 269 mila unità,
inferiori alle attese di 275 mila e al dato della settimana precedente di 283 mila
unità. Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si
attesta a 2,105 mln, inferiore ai 2,239 mln della rilevazione precedente. Nel
mese di settembre la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a USD
80,9 mld, in crescita rispetto al disavanzo di USD 72,8 mld del mese precedente.
Le importazioni sono salite a USD 288,5 mld segnando un +0,6% e le
esportazioni sono scese a USD 207,6 mld, segnando un -3%. Nel terzo trimestre
la stima preliminare dell’indice di Produttività del settore non agricolo fa
registrare una variazione negativa del 5% dopo l’incremento del 2,4% della
rilevazione precedente. Gli analisti avevano stimato un decremento pari al 3%.

L’Indice del costo del lavoro, in base ad una prima stima preliminare, è salito
nel terzo trimestre del +8,3%, dal +1,1% della rilevazione precedente. Le attese
degli addetti ai lavori erano fissate su una crescita del +7%. Sul fronte asiatico,
in settembre la spesa delle famiglie è calata in Giappone dell’1,9% annuo, in
miglioramento rispetto al 3,0% di agosto e ampiamente sopra alla flessione del
3,9% del consensus. Su base sequenziale i consumi sono invece rimbalzati del
5,0% contro il precedente declino del 3,9% e il progresso del 2,8% atteso dagli
economisti.

Il cross euro/dollaro è stabile a 1,1560; il cambio euro/yen 131,49 mentre il
dollaro/yen scambia a 113,61.

Il future sul Brent viaggia in salita dello 0,22% a 80,72 dollari il barile e il
future sul Wti sale dello 0,56% a 79,24 dollari.

Stamane il Bund future ha aperto in discesa di 1 bp a 170,22, il Btp future
perde 1 bp a 151,61. Lo spread Btp/Bund riparte da 117 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,935%.

Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,14%
in apertura. Positivi i principali indici EU, tranne Francoforte e Londra. Misti i
titoli bancari sul FTSE Mib. Bene Prysmian, Tenaris, STM, Ferrari, Atlantia e
Saipem. In apertura scendono Leonardo, Exor, Interpump, Eni ed Enel.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -0,61% e
Hong Kong che cala dello 1,48%. Shanghai e Seoul negative rispettivamente a
-1,00% e a -0,47%. Positiva Sidney a +0,39%. Principale fattore ribassista sono
ancora i timori sulla tenuta dell’immobiliare cinese. Dopo la crisi del colosso
China Evergrande a salire alla ribalta, in negativo, è un altro player del
settore, Kaisa Group, il cui titolo è stato sospeso a Hong Kong dopo che
giovedì una sua sussidiaria non era riuscita a effettuare pagamenti in scadenza.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso all’indomani della
decisione della Fed di dare il via al tapering. L’S&P 500 ed il Nasdaq
Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,42% e lo 0,81% ed hanno
aggiornato i record storici mentre il Dow Jones, zavorrato dalle banche, ha
perso lo 0,09%. Tra i titoli in evidenza Qualcomm a +12,73%. Il produttore di
chip ha comunicato risultati per il quarto trimestre dell’esercizio 2021 segnati
da ricavi saliti del 12% annuo a USD 9,34 mld, contro gli USD 8,86 mld del
consensus. L’eps rettificato è salito da USD 1,45 a USD 2,55, contro i USD 2,26
del consensus. Nell’intero anno fiscale, chiuso lo scorso 26 settembre, i profitti
netti sono rimbalzati del 74% a USD 9,04 mld, a fronte di un progresso dei
ricavi del 43% a USD 33,57 mld. Moderna a -17,89%. Il gruppo biotech ha
rivisto al ribasso la stima sulle vendite di vaccini anti Covid-19 per il 2021 a
USD 15-18 mld da USD 20 mld della precedente guidance.