Le convinzioni di Comgest per i prossimi anni per le azioni europee a cura di Eva Fornadi e Denis Lepadatu, analisti e gestori del team europeo di Comgest

Stiamo vivendo un periodo estremamente complesso e caratterizzato da grandi sfide politiche, economiche e di ogni natura. E la situazione non si farà più facile: attualmente la stretta delle forniture si sta ripercuotendo con forza sui prezzi. La nostra selezione ci ha permesso di identificare aziende che saranno in grado di superare meglio le sfide grazie a rapporti migliori con i fornitori e filiere più efficienti.

Altro importante interrogativo è quello dell’Inflazione. Noi di Comgest non abbiamo una view ben definita, e non possiamo affermare se durerà poco o tanto ma le realtà a cui abbiamo esposizione presentano un potere di pricing che consente loro di aumentare i prezzi e mantenere i propri margini. Per esempio, nel lusso emergono nomi come Dior, LVMH, ma fuori dal lusso anche Kingspan. Ancora sul tema dell’inflazione, o meglio i tassi di intesse, noi investiamo in società ben capitalizzate che dunque non vengono impattate da questo aspetto.

Eva Fornadi

Tra le altre sfide, sul piano geopolitico, in Cina: non sappiamo come si svilupperà il piano di prosperità comune, e quali saranno le ricadute dei vari interventi sul piano regolamentare. L’ultimo punto da considerare è l’agenda del clima, ora al centro dell’attenzione globale; ha creato opportunità e minacce ma ci sono realtà che potranno beneficiare delle transizioni.

Trasversalmente abbiamo forti megatrend in atto: innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, anche nell’ambito dell’healthcare.

In questo contesto, troviamo buone opportunità in società che presentano forti vantaggi competitivi, solidi fondamentali e l’appartenenza a settori con forte accelerazione di crescita, una crescita a due cifre degli utili, tra cui Linde è il leader mondiale dei gas industriali, nato dalla fusione tra la tedesca Linde e la statunitense Praxair (2019). La società vende gas atmosferici e di processo (ossigeno, azoto, idrogeno e gas speciali) ha un’ampia gamma di mercati finali (manifattura, raffinazione, food & beverage, sanità, elettronica) e attraverso varie modalità di distribuzione (onsite/pipeline, all’ingrosso o in bombole).

Il settore dei gas industriali vale 90 miliardi di dollari ed è molto interessante poiché presenta alte barriere all’ingresso (intensità di capitale), forte potere di determinazione dei prezzi (piccola percentuale dell’OPEX del cliente) e capacità di recupero durante i periodi di crisi economica (contratti take-or-pay, tariffe fisse e/o mercati finali difensivi).

Vediamo Linde come l’operatore migliore della categoria. Ha delle attività molto intense, essendo il numero 1 o il numero 2 in tutte le regioni (fornisce rendimenti più alti e una selezione naturale per i nuovi progetti, dato che i gas non possono essere spostati su un ampio raggio). Apprezziamo molto il team manageriale ereditato da Praxair, che ha una forte cultura della performance, attenzione al rapporto gestione dei prezzi/produttività
e un’allocazione del capitale favorevole agli azionisti.

Denis Lepadatu

Vediamo Linde come una società leader e al contempo come potenziale favorita nel settore ESG. Anche se il settore dei gas industriali è un grande emittente di CO2 in termini assoluti, il suo ruolo di facilitatore della produzione industriale è cruciale nella riduzione delle emissioni per i propri clienti. Sulla base di quanto divulgato dall’azienda: Linde ha registrato 37,2mt di emissioni di CO2 (scope 1 e 2) nel 2020, ma ha aiutato i propri clienti ad evitare 85mt grazie ai propri prodotti – una produttività di carbonio di due volte inferiore. Inoltre, Linde e i suoi competitor avranno un ruolo importante nella transizione energetica verso un’economia dell’idrogeno. Il potenziale dell’idrogeno come vettore energetico versatile, trasportabile e immagazzinabile può svolgere molti ruoli nella transizione net-zero (con applicazioni che vanno dalla mobilità alle applicazioni industriali, al riscaldamento e all’energia).

Anche se attualmente l’80% del mercato globale dell’idrogeno è vincolato e la maggior parte dell’idrogeno prodotto dai gas industriali è ancora “grigio” (basato sul gas naturale), è ampiamente riconosciuto che i gas industriali beneficeranno dell’emergente economia dell’idrogeno, principalmente grazie a 1) scalabilità (capacità di fornire grandi impianti per una produzione efficace in termini di costi); 2) infrastrutture disponibili (ad esempio condotte, rimorchi e serbatoi); 3) conoscenze tecniche e competenze molecolari (investitori attivi in società di elettrolisi). Infine, Linde ha recentemente fissato obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere la carbon neutrality.

AstraZeneca è una società farmaceutica globale con sede nel Regno Unito con una presenza storica nell’ambito delle malattie cardiovascolari, renali e metaboliche (CVRM) e respiratorie, e una presenza in rapida crescita nell’oncologia. La storia dell’azienda non è diversa da quella delle altre grandi case farmaceutiche: la perdita di brevetti di farmaci blockbuster si è tradotta nel conseguente declino del fatturato e dei profitti. Infatti,
AstraZeneca è stata una delle più colpite nel 2012, con il contributo di quattro farmaci Crestor (anticolesterolo), Nexium (ulcera), Seroquel (antipsicotico) e Symbicort (asma) che rappresentano la metà delle vendite a rischio del gruppo. Ci sono stati alcuni timidi segnali sul fatto che nuovi farmaci potessero sostituirli nel 2012, quando
l’attuale CEO Pascal Soriot è entrato nell’azienda.

Soriot arrivava da Roche, con l’intenzione di realizzare un “Rinascimento” guidato dalla ricerca. Ha deciso di:

– Incrementare la specializzazione: eliminando il focus su infezioni, vaccini e neuroscienze e
concentrandosi sull’Oncologia.
– Trasformare la R&S: ripristinando l’autonomia e suddividendo la R&S in team più piccoli e
decentralizzati.
– Dare priorità: ai principali asset della pipeline oncologica Lynparza, Imfinzi e Tagrisso.

Si è trattato di un cambiamento di strategia e di portafoglio di successo: la società oggi ha uno dei migliori business e filiere del settore. Di conseguenza, dovrebbe essere la società farmaceutica in più rapida crescita nei prossimi 5 anni, con un significativo potenziale di espansione dei margini di crescita.

Non solo AZN è una delle aziende in più rapida crescita, ma ha anche prassi di mercato di livello superiore e crediamo che il vaccino COVID19 fornisca un interessante caso ESG. Abbiamo condotto un’attività di engagement sul fronte ESG con l’azienda a settembre, incentrato su 4 temi: Accessibilità, lezioni dalla distribuzione del vaccino COVID19, Cina e pianificazione della successione.

Da 18 mesi, AstraZeneca fornisce il suo vaccino senza profitto (meno di 5 dollari di listino contro i 30 dollari di Moderna). L’azienda ha avuto davvero un grande ruolo nella fornitura del vaccino al “Resto del Mondo”, con un’approvazione record in più di 180 paesi ad un prezzo accessibile. Non solo per il vaccino COVID, AstraZeneca ha una storia positiva di implementazione di prezzi basati sul valore o di sviluppo dell’infrastruttura necessaria per nuovi farmaci.

Belimo è una società svizzera, specializzata nel settore di nicchia del riscaldamento, della ventilazione e del condizionamento dell’aria (HVAC).

L’azienda vende 3 categorie di prodotti: attuatori, valvole di controllo e sensori. I primi due sono dispositivi meccanici che vengono montati su serrande o valvole per regolare il flusso d’aria o d’acqua negli edifici non residenziali. I sensori raccolgono informazioni relative a stanze, condutture o tubi (ad esempio, temperatura, umidità, qualità dell’aria). Belimo compete con aziende come Siemens, Schneider Electric, Johnson Controls, Honeywell e concorrenti locali.

A nostro parere, Belimo è un’azienda di alta qualità: ha quote di mercato leader nella maggior parte delle applicazioni (2 volte la dimensione del suo concorrente più prossimo), vantaggi competitivi durevoli e un profilo ciclico sostenibile. La sua posizione di leadership deriva da 3 aspetti:
o Innovazione. Storia di “primi prodotti” del settore (per esempio, la valvola di energia).
o Reputazione per la qualità e l’affidabilità.
o Relazioni con decisori rilevanti (appaltatori, progettisti, proprietari di edifici).

Inoltre, l’azienda beneficia di tendenze strutturali come l’efficienza energetica, gli standard sanitari, di sicurezza e la ristrutturazione, che hanno permesso all’azienda di registrare una crescita organica costante oltre il 5% negli ultimi 15 anni.

Dal punto di vista ambientale, i prodotti Belimo sono piccoli dispositivi che hanno un impatto enorme quando si tratta di ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria interna. Questo è fondamentale perché i sistemi HVAC sono responsabili del 40% dell’energia usata dagli edifici, e rappresentano essi stessi il 40% del consumo energetico mondiale. I controlli sui sistemi HVAC non sono stati uno standard del settore nel passato più recente, ma potrebbero aiutare a risparmiare tra il 30 e il 55% dell’energia. Nel suo recente Capital Markets Day, Belimo ha evidenziato due fattori importanti che dovrebbero guidare la crescita sostenibile in futuro: un ciclo di rinnovamento dinamico e l’attenzione all’efficienza energetica. Dal punto di vista sociale, Belimo ha una strategia solida con un programma di fidelizzazione dei dipendenti, basso turnover e di partecipazione azionaria in tutta l’organizzazione. Dal punto di vista della governance, l’azienda è di proprietà di una fondazione che rappresenta il fondatore, assicurando una visione a lungo termine e un focus sulla crescita redditizia.